Mercoledì, 25 Settembre 2019 10:56

Posturologo sospeso dalla professione per violenza sessuale In evidenza

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In data 24.09.2019, in esecuzione dell'ordinanza del GIP del 23.09.20 19, la Squadra Mobile di Parma ha dato esecuzione alla misura interdittiva della sospensione dalla professione nei confronti del posturologo Robuschi Carlo per il reato di violenza sessuale nei confro nti di una sua paziente ventenne. In particolare, la ragazza, che tempo prima era rimasta coinvolta insie me alla madre in un in cidente stradale e aveva riportato un colpo di frusta cervicale, ag li inizi di quest'anno si era rivolta al posturologo Robuschi Carlo.


Le indagini, condotte dalla Procura di Parma (PM dott. Fabrizio Pensa) sono partite a seguito della
denun zia-qu erela presentata nel marzo 2019 presso la Squadra Mobile di Reggio Emilia dalla persona offesa, la quale dichiarava che, dop o una prima visita nello studio di Reggio Emili a senza alcuna anomalia, l'indagato le aveva fissato il secondo appunt amento presso uno studio di Parma, in apposito centro in zona stazione ferroviaria , affermando che in tale sede si sare bbe sentito più comodo a fare i trattamenti e le avrebbe potuto dedicare pazienti tutto il tempo necessario.


Durante le visite del 6 e del 9 marzo il posturologo l'aveva toccata nelle parti intime arrivando a compiere dei veri e propri atti sessuali. La ragazza, in principio rimasta incredula e ritenendo, forse, che potesse trattarsi di manovre normali in relazione alla patolog ia per cui s i era recata dal professionista, resasi conto, anche dopo aver parlato con la madre e il proprio fidanzato, che così non era, aveva deciso quindi di sporgere denuncia.
Le indagini proseguivano, quindi, con la so ttoposi zione alla ragazza di un album fotografico contenente fotografie di individui aventi caratteristiche fisiche corrispondentia lla descrizion e fornita dalla persona offesa, tra le quali la ragazza rico nosceva il posturologo a lei noto con il nome di Robuschi Carlo.


La Squadra Mobile di Parma escuteva a sommarie informazioni sia la madre sia il fidanzato della ragazza, i quali confermavano quanto raccontato da lla stessa rifere ndo le confidenze ricevute.
La madre, nell'occasione, consegnava gli slip indossati dalla figlia al momento della vis ita del 9 marzo, che la polizia sottoponeva a sequest ro. Consegnava, inoltre, un file con la registrazione di una telefonata tra lei e il posturologo, intervenuta la sera stessa del 9 marzo, dalla quale emerge un totale imbarazzo da parte dell'uomo di fronte alle affermazioni della donna, la quale gli riferisce, sbigottita, quanto appena appreso dalla figlia.


Avendo a disposizione le mutandine della ragazza, si effettuava una comparazione tra il DNA relativo al materiale biologico presente sulle mutandine e quello dell'indagato, da cui emergeva piena compatibilità tra gli stessi.
Si raggiungeva, in tal modo, la soglia della gravità indiziaria in ordine alla attendibilità della ragazza. Pertanto, condividendo la ricostruzione dei fatti operata dall'Ufficio del P.M., il GIP disponeva - come detto- la misura interdittiva a carico dell'indagato