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Nei gironi scorsi, i carabinieri di Colorno, a seguito del dissequestro dei beni sottratti, hanno restituito ad alcuni truffati parte dei gioielli rubati tra la fine del 2019 e gli inizi del 2020, per un valore complessivo di circa 10.000 euro. Grande la soddisfazione delle vittime, che temevano non avrebbero più rivisto i preziosi che, nella maggior parte dei casi, costituivano oggetti conservati più che altro per il loro valore affettivo, i cosiddetti “gioielli di famiglia”.

Pubblicato in Cronaca Parma

I Carabinieri della Sezione Operativa a conclusione dell’attività d’indagine, hanno denunciato per rapina un 23enne di Santo Domingo.

Pubblicato in Cronaca Parma
Sabato, 08 Maggio 2021 09:58

La Procura risponde al Sindaco Pizzarotti

In relazione alle notizie riportate dalla stampa on line odierna (La Repubblica – Parma; La Gazzetta di Parma, Parma Today; Il Resto del Carlino; Il Pamense; ecc.), ricavate da esternazioni fatte sul profilo facebook dal Sindaco di Parma, Pizzarotti Federico, aventi ad oggetto il suo coinvolgimento in una indagine relativa ad illeciti che sarebbero stati commessi nella qualità di Presidente della Fondazione Teatro Regio, il Procuratore di Parma

Pubblicato in Cronaca Parma

LEGIONE CARABINIERI “EMILIA ROMAGNA” COMANDO PROVINCIALE DI PARMA

Pubblicato in Cronaca Parma

Giovani famiglie, per i parmensi cresce il bisogno di sicurezza economica

Pubblicato in Costume e Società Parma
Giovedì, 26 Luglio 2018 11:06

Sulla vicenda della Polizia Municipale

Riceviamo e pubblichiamo - "L'indignazione dei Sindaci della Val d'Enza, in merito all'indagine della Magistratura sulla Polizia Municipale, ha dell'incredibile.

E' incredibile e vergognoso che, se le gravissime accuse dovessero venire confermate, solo ora si sveglino da un lungo letargo durato, a quanto sembra, ben otto anni. Eppure di segnali ne avrebbero avuti a dismisura ad iniziare da una incessante ed anomala richiesta di mobilità in uscita, così come da candidati che seppur vincitori di concorso rifiutano il servizio scegliendo altre realtà.

Ma questa vicenda evidenzierebbe, in maniera eclatante, un castello di sabbia costruito ad arte da loro stessi e si evince dalle dichiarazioni che in questi giorni hanno rilasciato.

"L'Unione Val d'Enza definisce il programma e gli obiettivi del corpo unico di polizia municipale. Come raggiungere quegli obiettivi spetta al responsabile" afferma Paolo Colli ex Presidente dell'Unione dimenticandosi che è da loro nominato in modo fiduciario: come lavarsi le mani a delle doverose responsabilità politiche ed amministrative.
Le stesse responsabilità che in questi anni tutti i sindaci hanno cercato e voluto delegare ad una entità poco democratica (l'Unione è un ente di secondo livello senza un'elezione diretta, democratica e rappresentativa, dei cittadini degli otto comuni).

Questa sarebbe, se tutto venisse confermato dal procedimento giudiziario, la dimostrazione di una mancanza di controllo politico ed amministrativo di tutte quelle funzioni, a diretto contatto con il cittadino, che sono state dirottate, svuotando i Comuni, all'Unione.

Oggi l'Unione dei Comuni è una sovrastruttura utile solo per avere finanziamenti, ma abbandonata ad una gestione tecnicista senza nessun controllo diretto della politica e quindi del bene comune di tutti i cittadini.
Altro che indignazione, dovrebbero essere perseguiti per una visione dell'amministrazione della cosa pubblica distorta e poco lungimirante.
Al prossimo Consiglio dell'Unione dei Comuni della Val d'Enza, come gruppi di minoranza, presenteremo un ordine del giorno per la costituzione di una commissione d'indagine amministrativa, strumento previsto dallo statuto.

E' un atto dovuto per trasparenza, informazione e per tutelare il corpo della polizia municipale. La commissione avrà compiti che non si sovrappongono a quelli di indagine affidata agli organi inquirenti per la verifica dei reati. Questa commissione servirà ad appurare il tema degli eventuali mancati controlli amministrativi all'interno del corpo della polizia municipale e delle ipotetiche mancanze che potrebbero aver creato problemi di funzionamento e hanno arrecato gravi danni di immagine al servizio.

I cittadini della Val d'Enza si aspettano azioni concrete per capire i fatti e porne rimedio, e l'istituzione di una commissione d'inchiesta risponde a tutto questo. La scelta dipende dalla maggioranza del PD in unione: avranno il coraggio di mettersi in discussione e accettare il confronto istituendo la commissione? o pavidamente la bocceranno gongolandosi nella loro autoreferenzialità?

Il rinnovamento e il radicamento sul territorio passa anche attraverso la chiarezza e la coerenza: vedremo cosa diranno e cosa faranno!

I Consiglieri dell'Unione Val d'Enza
Maurizio Vergallo "Bibbiano Bene Comune"
Natascia Cersosimo "Movimento 5 Stelle"
Marco Bertolini "Gattatico Bene Comune"

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

L'Ufficio Procedimenti Disciplinari, dopo un mese di intenso lavoro, ha concluso nei termini la prima fase della procedura relativa ai fatti di cronaca che hanno coinvolto 50 dipendenti comunali. Il lavoro istruttorio ha comportato l'analisi di una corposa mole di documenti e sono state assunte diverse testimonianze.

Tutte le posizioni sono state analizzate, incluse quelle di dipendenti attualmente in pensione ma in servizio al momento dei fatti; tra queste la più grave in assoluto, per la quale si ipotizzano pesanti reati inerenti alla prostituzione.

Sono state inviate tutte le contestazioni e sono stati chiusi 17 procedimenti disciplinari con sanzioni di sospensione da 5 a 60 giorni, per uso improprio del cartellino. Questi hanno riguardato anche i casi in cui l'istruttoria ha accertato che i dipendenti non avevano mai lasciato il servizio, consegnando il badge a un collega per continuare a svolgere i loro compiti d'ufficio, rimanendo alla propria postazione di lavoro. Alcuni di loro sono già rientrati in servizio, avendo già scontato la sanzione durante il periodo di sospensione. Due dipendenti sono stati trasferiti ad altri compiti.

Circa un terzo dei dipendenti sottoposti a procedimento disciplinare verrà sentito tra agosto e settembre: i loro procedimenti verranno definiti entro la fine di ottobre.

Circa quindici dipendenti sono stati cautelarmente sospesi e lo rimarranno sino alla definizione del procedimento penale. Questi ultimi sono coloro che hanno le posizioni più gravi, che potrebbero sfociare nel licenziamento. Tra questi vi sono anche i dipendenti coinvolti nell'indagine riguardante gli appalti e i casi di assenteismo più gravi.