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Massiccio attacco hacker in Italia ai danni dell'azienda alimentare San Carlo. L'azione, rivendicata sul dark web da una gang di criminali informatici denominata "Gruppo Conti", è stata compiuta tramite un Cryptolocker - una forma di ransomware che infetta i sistemi Windows e cripta i dati della vittima. La quale può tornare in possesso delle informazioni pagando un riscatto.

Mercoledì, 20 Ottobre 2021 16:04

Arrestato hacker di 33 anni. Clonava carte di credito

I Carabinieri di Maranello hanno prima trovato addosso al giovane il clone di un bancomat, poi hanno perquisito il suo appartamento, trovando tutta l’attrezzatura per la duplicazione di carte magnetiche.

Pubblicato in Cronaca Modena
Giovedì, 17 Giugno 2021 06:22

SCUSATE! Tra Hacker e Burned Cloud.

Innanzitutto le nostre sincere scuse ai lettori, inserzionisti e partner. Siamo costernati e impotenti di fronte alla forza dell'imprevisto e all'inimmaginabile. Prima era bruciato il più grande datacenter d'Europa dove allocavano ben 4 nostri siti web e nei giorni scorsi un violento attacco esterno (hacker presumibilmente) ci ha messi spalle al muro costringendoci a migrare su un nuovo server virtuale e al cambiamento di tutte le password. 

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia

L’indagine, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Monza Brianza, ha consentito di sgominare una banda di cittadini moldavi che operava in tutta Italia e all’estero. Con un sofisticato stratagemma informatico riuscivano a sbloccare l’erogazione dei bancomat e rubare le banconote. Dodici gli arresti.

Pubblicato in Cronaca Modena

Anonymous hanno lanciato un attacco informatico contro uno dei più grandi produttori di alcolici al mondo: il gruppo italiano Campari è rimasto offline per giorni. Ora gli hacker chiedono diversi milioni di dollari.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Sicurezza su smartphone e pc. Nel mirino degli hacker "Messenger" e "Whatsapp" con i link-trappola nei messaggi. Anche la Polizia di Stato lancia l'allarme: attenzione ai virus su Facebook Messenger e all'attivazione di servizi in abbonamento-truffa con "Whatsapp". Lo "Sportello dei Diritti": non cliccate i link e se l'avete fatto seguite alcune istruzioni. Nel caso abbiate subìto la sottrazione di dati utili, come quelli bancari, o l'installazione di servizi a pagamento conviene denunciare

Ormai sono diventate quotidiane le segnalazioni che giungono allo "Sportello dei Diritti" sulle nuove truffe che vengono tentate online attraverso i social e purtroppo stiamo riscontrando che molti continuano a cascarci. Adesso nel mirino degli hacker è "Messenger", l'applicazione di messaggistica istantanea di Facebook che ormai quasi tutti hanno installato sul proprio pc e smartphone e che consente di messaggiare, telefonare e videotelefonare. A lanciare l'allarme è stata anche la Polizia di Stato tramite un post pubblicato sull'account "Commissariato di PS On Line - Italia".

Con la nuova truffa è sufficiente rispondere a un messaggio, o meglio basta cliccare un link che compare nella chat con contatti di amici o conoscenti, per essere infettati. Come indicato sul post in questione "Non seguire/cliccare su questo tipo di messaggio che sta imperversando su Facebook. Molti sono stati ingannati dalla conoscenza del mittente. Lo stesso il più delle volte è all'oscuro di essere infettato e mezzo di propagazione del virus".

I virus in questione si propagano dopo che si risponde a uno strano messaggio ricevuto da un contatto che può anche essere presente tra quelli propri ed è quindi noto. A questo punto il virus comincia a inviare gli stessi messaggi che la vittima aveva ricevuto, agli altri contatti.

Questo è successo perché l'utente ha installato a sua insaputa il malware nel momento in cui ha risposto al contatto. Il virus, a questo punto, si propaga velocemente da smartphone a smartphone o da computer a computer. Il modus operandi di questo virus ricorda quello del video che circolava qualche anno fa sempre su Facebook. Una volta cliccato sul link, l'ignaro utente installava sul proprio pc il malware. Questo modo di procedere, peraltro, segue l'ultima trovata di alcuni hacker che invitano gli utenti WhatsApp, sempre attraverso degli (apparentemente) "innocui" messaggini, a sfruttare la possibilità di cambiare il colore del testo dei messaggi. Ma questa è una funzionalità completamente inventata che sta portando numerosi utenti iscritti all'applicazione di messaggistica a cadere in quest'ennesima trappola.

Il messaggio-truffa si presenta così: "Ciao, hai già visto?... Ora puoi chattare con i tuoi amici su WhatsApp con i testi colorati, io ho già attivato", un messaggio seguito da un link che se cliccato attiva costosi abbonamenti a pagamento sullo smartphone della vittima ed alimenta la pericolosa catena di Sant'Antonio che in pochi giorni ha colpito centinaia di utenti in tutta Italia. Ed ancora "Commissariato di PS On Line – Italia", a invitare a prestare attenzione perché si tratta dell'ennesima truffa: "Come è già successo per le nuove emoji e gli sfondi colorati adesso è la volta dei testi colorati. Ricordiamo che tutte le nuove funzionalità di Whatsapp sono presenti esclusivamente negli aggiornamenti che periodicamente vengono licenziati dai gestori della piattaforma".

Il modo migliore per difendersi, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti" è quello di non rispondere a questi messaggi palesemente strani e quindi di non cliccarci sopra. Una seconda possibilità è quella di affidarsi agli antivirus. In rete, infatti, si possono trovare degli ottimi programmi gratuiti, disponibili sia per pc sia per dispositivi mobili, ma si sa che gli hacker sono quasi sempre un passo avanti anche alle società produttrici di antivirus e quindi non vi è assoluta certezza di protezione assoluta. In un'ultima analisi, si può procedere a disinstallare l'applicazione dal device e provare ad installarla nuovamente.

E se siete stati colpiti, è bene anche cambiare la password, anche se spesso si arriva troppo tardi e potrebbero essere stati sottratti dati a volte anche quelli bancari o, come nel caso della truffa whatsapp potrebbero essere stati attivati abbonamenti a pagamento che addebitano spese rilevanti a carico dell'ignaro utente. In questi casi, è bene presentare prontamente una denuncia-querela come tanti cittadini che si sono rivolti alla nostra associazione ai quali abbiamo prestato assistenza e che ci hanno contattato tramite i nostri contatti email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.