Sabato, 09 Maggio 2026 17:09

Mangia come scrivi: al Bistrot della Corale Verdi di Parma omaggio a Guareschi tra cinema, vini della Bassa e tortelli d'erbetta In evidenza

Scritto da Francesca Caggiati
Da dx Luca Bergamaschi, Patrice Avella, Domenico Palattella, Gianluigi Negri Da dx Luca Bergamaschi, Patrice Avella, Domenico Palattella, Gianluigi Negri Ph. credits Fabrizio Bertolini - fotografo ufficiale di Mangia come scrivi

Presentato il volume "Fernandel e Gino Cervi. Il cinema, l'amicizia e la buona tavola" di Patrice Avella e Domenico Palattella. Luca Bergamaschi protagonista della Mangiastoria con i vini etichettati da Giovannino Guareschi. Prossimo appuntamento il 21 maggio con Michele Guerra e Francesco Barilli per una serata speciale “One night only” di Mangiacinema.

Si è tenuto ieri sera al Bistrot della Corale Verdi di Parma l'appuntamento mensile di Mangia come scrivi, format curato e condotto dal giornalista Gianluigi Negri, che ha ricordato uno dei figli più illustri della provincia parmense: Giovannino Guareschi. In occasione del ventennale della rassegna la serata ha intrecciato letteratura, storia del cinema ed enogastronomia in un omaggio che ha riempito il bistrot del centro storico di appassionati conoscitori e degustatori.

Il libro: un'amicizia oltre lo schermo

Al centro della serata, il volume “Fernandel e Gino Cervi. Il cinema, l'amicizia e la buona tavola”, scritto a quattro mani dal francese Patrice Avella e dall'italiano Domenico Palattella (edizioni Il Foglio Letterario) . Un'opera che offre un nuovo modo per conoscere due giganti del cinema europeo: non più semplicemente attori, ma uomini le cui vite parallele - nate rispettivamente in Italia e in Francia come gli autori del libro - hanno trovato un punto di incontro sul set e nella vita privata.

Gino Cervi, che il grande pubblico ricorda come il sindaco Peppone nelle trasposizioni dei racconti di Guareschi, ha esordito in teatro portando in scena i grandi classici, come Pirandello, prima di diventare un volto iconico del cinema italiano. Fernandel, dal canto suo, era già un mito del varietà e del cinema francese.

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Da sx Domenico Palattella, Gianluigi Negri, Patrice Avella - ph. credits Fabrizio Bertolini

Oltre alla celebre saga dei cinque film tratti dai racconti guareschiani, Cervi e Fernandel hanno girato insieme altri tre lungometraggi: Il cambio della guardia (1962), Noi gangster (1969) e Re monsignore (1970). Il libro ne ricostruisce le tappe, dedicando ampio spazio anche alla cucina come collante dell'amicizia: la testa di vitello della tradizione marsigliese e gli anolini in brodo tradizionali delle province di Parma e Reggio Emilia, dialogano in un percorso gastronomico che attraversa le pagine con ricette emiliane e francesi. Un viaggio tra due culture unite dalla tavola, come dal set.

Non a caso, il volume si è aggiudicato il Premio Speciale Saggistica all'interno della cornice del Premio Letterario Nazionale "Centumcellae" di Civitavecchia, emergendo vincitore in una gara che vedeva in concorrenza settanta titoli, un riconoscimento che conferma la qualità della ricerca e della narrazione.

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Ph. credits Fabrizio Bertolini

Guareschi, lo scrittore più tradotto d'Italia

La serata ha anche ricordato un dato forse meno noto al grande pubblico: Giovannino Guareschi è lo scrittore italiano più tradotto nel mondo. La sua penna, capace di raccontare con ironia tagliente e umanità profonda la società italiana del dopoguerra, ha superato ogni confine linguistico. Le storie di Don Camillo e Peppone, ma anche la sua opera giornalistica, grafica e cinematografica, circolano in edizioni che spaziano da Tokyo a New York, da Buenos Aires a Mosca. Un primato che pochi altri autori nazionali possono vantare e che giustifica l'attenzione costante, anche a distanza di decenni dalla sua scomparsa, di rassegne come Mangia come scrivi che dedicano alla sua figura.

Mangiastoria: Luca Bergamaschi e i vini disegnati da Guareschi

La consueta Mangiastoria con degustazioni gratuite ha avuto come protagonista Luca Bergamaschi, che ha presentato la storia e i prodotti della Cantina Bergamaschi di Busseto, nata nel 1909 quanto Demetrio Bergamaschi, nonno degli attuali proprietari incomincia la sua attività di cantiniere. Una realtà vitivinicola raccontata dallo stesso Demetrio nel libro autobiografico “Memorie dal mondo piccolo. Storia famigliare dei Bergamaschi di Samboseto” (ed. Quaranta3zero36, anno 2025) che ha legato il proprio nome a quello di Guareschi in modo indelebile: le etichette di alcuni vini della cantina sono state disegnate direttamente da Giovannino Guareschi, rendendo ogni bottiglia un pezzo di storia del Novecento italiano.

Tra le etichette più celebri, quella de "La mucca sull'albero": un riferimento a una delle vignette più famose dello scrittore, che ritrae una mucca ubriaca su un albero dopo aver bevuto vino bianco al bar. Un'immagine che racchiude tutto lo humour grottesco e la verve satirica di Guareschi.

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Luca Bergamaschi - ph. credits Fabrizio Bertolini

Fortana del Taro: storia di un'uva che attraversa l'Europa

Luca Bergamaschi ha condotto il pubblico in un viaggio enologico nella Bassa parmense, dove i terreni calcarei e argillosi si rivelano ideali per la viticoltura. Qui nascono il lambrusco e il cosiddetto "champagnino della Bassa", ma soprattutto la Fortana, un'uva autoctona che la cantina Bergamaschi coltiva con maestria.

La storia della Fortana è intrecciata con leggende e migrazioni, come quella che l'uva provenga dalla Francia, in particolare dalla Borgogna al confine con lo Champagne, e che sia arrivata in Italia attraverso antichi percorsi commerciali o migratori. Si narra infatti che i Meli Lupi , nobile casata della zona con possedimenti anche oltralpe, abbiano importato tramite i propri antenati la varietà nella Bassa, a Soragna, anche se non esistono documenti che attestino con certezza questa paternità. Oggi la Fortana trova terreno fertile oltre i confini parmensi, spingendosi fino alla Romagna.

Bergamaschi ha spiegato anche la differenza tra le variante CAB 1 e CAB 13, due viti di Fortana che mostrano le diverse declinazioni del vitigno. Il CAB 13 si distingue per una gradazione alcolica più marcata, offrendo una versione più strutturata e potente del vino.

La Fortana vanta l'IGT Fortana del Taro e Stirone, una denominazione che tutela la tipicità del prodotto. La cantina Bergamaschi è ampiamente riconosciuta per produrre la migliore Fortana d'Italia, un titolo che si è conquistata sul campo attraverso la qualità delle uve e l'attenzione artigianale in cantina. Alla fine della Mangiastoria è stato possibile degustare oltre alla Fortana, anche il Lambrusco e lo Champagnino della Bassa prodotti dalla cantina Bergamaschi.

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Tortelli d'erbetta: la ricetta della Corale

A completare la serata, il menù all you can eat alla parmigiana con il piatto "Bón bombén – Mágna fin ch'at'né vója" che ha visto protagonisti i tortelli d'erbetta preparati dalla cucina del Bistrot Corale Verdi diretta dal resident chef Mario Marini. Un piatto della tradizione contadina che in Emilia conosce diverse varianti: ricette con ortica, noci moscate, parmigiano più o meno invecchiato, a seconda della disponibilità e delle stagioni. La versione servita alla Corale è quella classica: pasta spessa e un ripieno tradizionale che rispetta l'essenza della cucina parmigiana senza stravolgimenti. Un piatto che, come i racconti di Guareschi, parla di terra, tradizioni e convivialità. La cena è stata introdotta da una tartelletta di entrée e completata da un misto di torte caserecce.

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Prossimo appuntamento: Mangiacinema “One night only” il 21 maggio

La rassegna Mangia come scrivi non si ferma e riprenderà da settembre con altre quattro golose serate fino a fine anno. Al calendario si è aggiunto un nuovo appuntamento nel mese di maggio sempre al Bistrot della Corale Verdi: "One night only" con Mangiacinema, in programma giovedì 21 maggio prossimo, con ospiti d'eccezione come il sindaco di Parma Michele Guerra che presenterà il suo ultimo libro “Bertolucci A-Z” di recente uscita con le edizioni Electa e il regista Francesco Barilli.

Una serata che promette di intrecciare nuovamente cinema e gola in una formula ormai collaudata e amatissima dal pubblico.

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Da sx Gianluigi Negri, Mario Marini e Luca Bergamaschi - ph. credits Fabrizio Bertolini

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