Il Palazzo Ducale di Parma è stato per due giornate il set di una esercitazione che ha visto la sinergia tra il Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) di Parma e ANPAS (Associazione Nazionale di Pubbliche Assistenze) presente con rappresentati di numerose Regioni Italiane, capitanate dal Responsabile della Formazione Emilia Romagna Giuseppe Carpana e il Responsabile della Comunicazione nonchè Vice Presidente di ANPAS Emilia Romagna, Iacopo Fiorentini.

Il primo soccorso su una scena del crimine. L’incontro tra due mondi diversi: da una parte quello della gestione dell’emergenza che non può e non deve cedere a nessun’altra logica se non quella della salvaguardia della salute della vittima (e alla sicurezza degli operatori); dall’altra l’intervento sulla scena del crimine ove gli specialisti del RIS si trovano a dover operare per raccogliere le fonti di prova che serviranno ad assicurare il colpevole alla giustizia.

Due esigenze spesso contrapposte e apparentemente inconciliabili. Necessità di operare, muovere, spostare per soccorrere, da una parte; “congelare” la scena cercando di non compromettere alcuna evidenza, dall’altra. Da qui lo sforzo di individuare delle linee di condotta che consentano al personale del pronto intervento di approcciare con maggiore cautela ad una scena del crimine usando una serie di accorgimenti atti a limitarne la compromissione, pur nel rispetto della prioritaria esigenza di soccorso.

L’evento scaturisce da una precedente felice e proficua esperienza tra il RIS di Parma e il personale ANPAS della Regione Emilia Romagna svoltasi nel 2018 sempre nella prestigiosa cornice del Giardino Ducale, sede del Comando Provinciale dell’Arma e del RIS, e si pone come obiettivo quello di intervenire al livello più alto della catena formativa - i destinatari per l’appunto di questo corso – fornendo ad essi gli strumenti, le nozioni e l’esperienza che “a cascata” dovranno successivamente essere riversati sui singoli soccorritori presenti sul territorio nazionale.

Dopo una prima giornata dedicata ad una sessione formativa frontale a cura di personale delle varie Sezioni del RIS di Parma, in cui non è mancato certamente un “travaso” di esperienza degli uomini del Col. Lago nella gestione di casi reali variegati e complessi, si è passati ad una coinvolgente attività di training sul terreno che ha visto la simulazione di tre diverse scene con tanto di attori “feriti e sanguinanti”, magistralmente preparati da personale specializzato per il trucco, ambulanze radiocollegate, e personale di contesto così da inscenare in modo assolutamente verosimile, con tracce, armi, evidenze di ogni genere, situazioni in cui l’equipaggio di una ambulanza si può trovare ad intervenire. Al termine di ogni sessione pratica, una puntuale attività di debriefing in cui è stato dato spazio a commenti e approfondimenti su criticità rilevate.

L’attività ha certamente riscosso unanime plauso e apprezzamento da ambo le parti coinvolte accendendo i riflettori su un tema di indubbio interesse e ponendosi come fulcro di una già impostata collaborazione finalizzata alla individuazione di linee operative condivise per i first responders, e all’acquisizione, anche nei soccorritori, di una “coscienza investigativa”.

Domenica, 23 Febbraio 2020 09:25

Truffatore denunciato dalla Polizia di Stato

Personale del Commissariato di P.S. di Carpi ha denunciato in stato di libertà un 43enne, residente nel cagliaritano, per il reato di truffa.

I fatti risalgono alla scorsa estate quando la vittima, un uomo residente a Carpi, aveva prenotato, su un noto sito di annunci on line, un’offerta di locazione per un appartamento turistico in località Lido Adriano (RA), versando la somma di euro 300,00, quale caparra.

Dopo il pagamento, il locatore si era reso irreperibile.

Appurato che le utenze telefoniche utilizzate per pubblicizzare l’offerta erano fittizie, gli agenti del Commissariato, a seguito di approfondite indagini, sono riusciti a risalire all’intestatario della carta di credito “Poste Pay Evolution” su cui era stato versato l’accredito.

È stato così individuato l’autore dell’illecito, soggetto già noto per i numerosi precedenti a proprio carico, in particolare reati di truffa, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Bologna per rapina.

 

Il Sottotenente Pantaleo Cagnazzo è il nuovo Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Fornovo di Taro. Il nuovo Comandante subentra al Luogotenente Liliano Di Mauro, che ha retto il comando del Reparto per circa sette mesi, dopo la partenza del Sottotenente Raimondo Rega, a sua volta trasferito al Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Reggio Emilia al termine del corso straordinario interno per neo Ufficiali. 

Il Sottotenente Pantaleo Cagnazzo, 50 anni, originario di Calimera (LE), sposato, con tre figli, proviene dalla Sezione Operativa del Gruppo di Parma, dove si è distinto per i brillanti risultati di servizio conseguiti, partecipando, ad esempio, alla nota Operazione “CocktOIL”, che nel 2018 ha consentito di smantellare un’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di prodotti petroliferi ed alla commissione di plurimi reati tributari e fallimentari.
Grazie alla lunga permanenza negli incarichi assunti durante la carriera, nel 2019 ha frequentato il 2° Corso Straordinario “M.O.V.M. Sottotenente Attilio Corrubia”, riservato appunto ai Luogotenenti con Cariche Speciali che hanno acquisito una tangibile professionalità, ottenendo così il grado di Sottotenente.

La Tenenza di Fornovo di Taro, posta alle dipendenze del Gruppo di Parma, svolge le attività di controllo economico del territorio nei Comuni di Bardi, Bedonia, Berceto, Borgo Val di Taro, Calestano, Collecchio, Compiano, Felino, Fornovo di Taro, Terenzo, Medesano, Sala Baganza, Solignano, Tornolo, Valmozzola, Varano De’ Melegari e Varsi.

Il Comandante Provinciale, Colonnello t.ST Gianluca De Benedictis, ha augurato al nuovo Ufficiale buon lavoro per l’importante incarico di comando assunto; nel contempo ha espresso parole di vivo apprezzamento e sentito ringraziamento al Sottotenente Raimondo Rega ed al Luogotenente Di Mauro per l’ottimo lavoro da entrambi svolto al comando della Tenenza.

Modena 21 febbraio 2020 - Nella serata di venerdi, due equipaggi della Squadra Volante sono intervenuti in via San Giovanni Bosco a seguito di una segnalazione di una lite animata fra due soggetti, di 24 e 40 anni, che si stavano colpendo a vicenda.

All’arrivo degli Agenti, i due individui, con visibili escoriazioni, hanno riferito di aver avuto un diverbio per futili motivi ormai risolto. Alla richiesta degli operatori di fornire le proprie generalità, il 24enne ha dapprima tentato di temporeggiare per poi scagliarsi repentinamente contro uno degli Agenti, afferrandolo per il collo e spingendolo violentemente contro un’autovettura ivi parcheggiata. Altri due Agenti, intervenuti a protezione del collega, sono stati colpiti rispettivamente con una testata al volto e con dei colpi alle braccia e alle mani.

Anche il 40enne si è scagliato contro gli operatori, colpendo il quarto Agente e provocandogli una contusione alla spalla destra.

I due soggetti sono stati arrestati per resistenza a Pubblico Ufficiale in concorso e lesioni personali. Il 24enne è stato altresì segnalato per evasione dagli arresti domiciliari cui è sottoposto e danneggiamento di cosa sottoposta alla pubblica fede con violenza alla persona.

I quattro operatori di Polizia intervenuti sono dovuti ricorrere alle cure mediche, riportando lesioni giudicate guaribili in 10 e 7 giorni.

A seguito della richiesta del comune di Colorno indirizzata ad Rfi, di abbattere le barriere architettoniche presenti nella stazione di Colorno, la risposta è stata la medesima che Amo Colorno ricevette nell'anno 2017 dopo l'invio di una missiva in cui si richiedeva celerità nell'intervenire.

Secondo Rfi i disabili che non sono in grado di raggiungere i binari della stazione, vista la ripidissima scalinata, devono recarsi a Parma che dista a circa 15 km distanza, essendo Parma munita di sale blu attrezzate per l'occasione, previa una prenotazione di assistenza ad almeno un'ora prima del viaggio. Una risposta che già a suo tempo ci fece indignare e oggi al ripetersi della stessa, ci sconvolge ancora di più.

Vien da pensare che i suddetti dirigenti di Rfi non cambieranno idea nemmeno questa volta, ma invece di arrenderci, vogliamo ricordare alcuni passaggi fondamentali. 

Il decreto del presidente della repubblica n. 503 del 1996 stabilisce che tutti gli spazi pubblici debbano garantire la fruizione a chiunque abbia capacità motoria limitata, che si traduce non solo nell’abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche nell’installazione di tutti gli ausili necessari agli edifici pubblici per poterli definire accessibili. La Convenzione O.N.U. sui diritti delle Persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano nel 2009, identifica con precisione la disabilità come “il risultato dell’interazione tra persone con minorazioni e barriere attitudinali ed ambientali, che impedisce la loro piena ed efficace partecipazione nella società su una base di parità con gli altri”. 

Esistono quindi delle leggi ben precise che vanno rispettate e se anche Rfi non ritiene importante la tutela dei disabili, vogliamo ricordare che esistono degli incentivi come previsto ad esempio dalle legge 13 del 1989 e degli sgravi fiscali di non poco conto.
Siamo certi che una società importante come Rfi non vorrà venir meno a obblighi normativi, violando la legge, e che quanto prima vorrà incontrare le istituzioni per trovare il miglior compromesso atto a garantire a chiunque di prendere il treno da Colorno. 

I disabili vivono già una vita di ostacoli, non complicategli ulteriormente le cose.

Il gruppo
Amo Colorno

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Di Nicola Comparato Parma 22 febbraio 2020 - Nel pomeriggio di ieri a Parma, il reporter di guerra Fausto Biloslavo è stato ospite, in Aula D, presso la sede centrale di via Università 12, di un importante evento organizzato da Azione Universitaria e Checkpoint Pasta riguardante le guerre di ieri e di oggi, in particolar modo incentrato sul tema delle foibe.

Biloslavo, nato a Trieste e figlio di esuli istriani, ha espresso tutto il suo disappunto verso la locandina “Foibe e Fascismo”, esposta al Cinema Astra nei giorni scorsi, dichiarando che è incredibile come la Foiba di Basovizza venga considerata un falso storico nonostante il suo riconoscimento a Monumento Nazionale. A moderare l’incontro erano presenti Priamo Bocchi, esponente di spicco della destra parmense e Jacopo Tagliati, presidente di Azione Universitaria, che hanno evidenziato quanto sia importante non dimenticare e negare tremendi fatti come le Foibe, mettendo in risalto il lavoro svolto da Biloslavo, impegnato da decenni a documentare le sue esperienze come reporter di guerra dai Balcani all’Afghanistan. Non sono mancate le solite proteste di Officina Popolare in via Mazzini al grido di “Fuori i fascisti dalla nostra città”, ad opera di una ventina di manifestanti armati di striscioni e bandiere.

Il commento di Priamo Bocchi, Dirigente Nazionale di Fratelli d’Italia e membro dell’assemblea nazionale:

“Sono molto fiero di avere portato, insieme agli amici di Checkpoint Pasta e ad Azione Universitaria, Fausto Biloslavo a Parma, in università. I suoi racconti di guerra, le sue testimonianze e i suoi video hanno emozionato me e tutto il numeroso pubblico presente. Perché l’introduzione sulle Foibe? Dopo la conferenza negazionista e giustificazionista svoltasi a Parma proprio il 10 febbraio, nel Giorno del Ricordo, volevo che la nostra città vivesse una occasione riparatoria, vendicasse quell’oltraggio in nome della verità. Anche su questo tema la testimonianza di Biloslavo è stata toccante e rigorosa.” 

(Foto di Domenico Muollo)

 

Istituto Romagnosi - Casali Piacenza,  Gilda Insegnanti: perseguire i responsabili di reati che prevedono pene fino a 3 anni

Dopo le dichiarazioni di qualche studentessa rea confessa di aver alterato i dati archiviati nei registri elettronici dell'Istituto Romagnosi Casali di Piacenza, la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza ritiene irricevibili le affermazioni della stessa che sfrontatamente si permette d'invocare sanzioni nei confronti della docente alla quale è stata carpita illegalmente la password, invitiamo questa persona ad avere un atteggiamento più compunto e rispettoso dell'insegnante ricordandole, se non le fosse chiaro, che sta parlando di un Pubblico Ufficiale.

La Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, per il tramite del suo coordinatore Salvatore Pizzo, ricorda a certi signori studenti ed ai loro genitori che usando abusivamente la password di una professoressa per alterare i registri, si profilano una o più fattispecie penalmente perseguibili che sicuramente la magistratura starà vagliando:

l'art. 615 ter del codice penale sanziona l'accesso abusivo a un sistema informatico con una pena massima di 3 anni di reclusione; l'art. 482 del codice penale prevede per la falsità materiale in atto pubblico commessa da un privato una condanna che può arrivare a 2 anni; la frode informatica è sanzionata dall'art. 640 ter del Codice Penale con la reclusione che oscilla dai 6 mesi ai tre anni di carcere.

Gli unici a non essere imputabili sono i minori infraquattrodicenni, ma ciò non toglie che i genitori possano essere chiamati in sede civile a rifondere eventuali danni non patrimoniali (d'immagine) causati dai loro figli patiti dall'Istituzione Scolastica, anzi auspichiamo l'Avvocatura dello Stato sia stata già incaricata di agire di conseguenza al fine di tutelare l'Istituzione danneggiata dagli atti delinquenziali che sono stati commessi.
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Sede di Parma – Borgo delle Colonne 32 -43121 - Parma
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SEDE DI PIACENZA: Via S. Marco, 22 – 29100 Piacenza
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Ditta brucia rifiuti, intervengono i Carabinieri Forestali sequestrata l’area ed individuati i responsabili.

Parma, 19 febbraio 2020. I Carabinieri Forestali della Stazione di Parma sono intervenuti in strada Beneceto dove si stavano illecitamente smaltendo dei rifiuti speciali, non pericolosi e pericolosi, bruciandoli. Sequestrata l’area ed individuati i responsabili.

I Carabinieri Forestali della Stazione di Parma sono intervenuti in strada Beneceto a Parma dove i dipendenti di una ditta stavano smaltendo illecitamente rifiuti plastici, legno e carta attraverso la loro combustione. Nell’area circostante era presente un notevole accumulo di rifiuti ferrosi, rottami di elettrodomestici, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e materiali residui di demolizioni edili evidentemente provenienti da altri siti. Il tutto depositato su suolo nudo senza che fossero poste in essere precauzioni per evitare dilavamenti e percolazioni nel terreno.

Spento il rogo che determinava una scura colonna di fumo, grazie al pronto intervento dei Vigili del Fuoco, si è provveduto a sequestrare sia l’area sia i cumuli di rifiuti e ad identificare i responsabili, segnalati alla Procura, a seconda del ruolo svolto nella vicenda, per combustione illecita di rifiuti e/o deposito incontrollato di rifiuti. Ulteriori indagini dovranno caratterizzare compiutamente i rifiuti accumulati e verificare l’eventuale inquinamento del terreno.

 

Venerdì, 21 Febbraio 2020 14:53

Fermato giovane puscher incensurato

Servizi di controllo del territorio per il contrasto allo spaccio: un equipaggio della Squadra Volante ferma e arresta giovane pusher:

Parma 21 febbraio 2020 – La scorsa notte, alle ore 00.15, durante un servizio di controllo del territorio mirato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, personale appartenente alla locale Squadra Volante, notava due soggetti, uno appiedato e l’altro in sella a una bici, assumere atteggiamento sospetto alla vista della volante. In particolare, i due si separavano, procedendo sulla stessa via, ovvero la via Emilio Lepido.
Mentre il ragazzo appiedato non esitava ad adempiere alla richiesta degli operatori, l’amico in sella alla bici tentava vanamente di fuggire per poi essere costretto a interrompere l’invano gesto nei pressi dei locali notturni che si trovano lungo quella via, notoriamente frequentati da giovani ragazzi.

I due venivano quindi identificati in un minore e un maggiorenne, cittadini italiani incensurati, classe rispettivamente 2003 e 2001, i quali venivano controllati in ragione dell’atteggiamento sospetto assunto. In particolare, il maggiorenne, parmigiano, in sella alla bici, non sapendo fornire spiegazioni esaustive e convincenti in merito alla tentata fuga, veniva sottoposto a perquisizione personale sul luogo. Tramite la stessa gli operatori delle volanti riuscivano a rinvenire 50 pasticche poi accertate essere sostanza stupefacente del tipo ECSTASY, 1 involucro di grammi 0,9 contenete sostanza solida e in polvere del tipo ECSTASY,14 involucri di cellophane contenenti sostanza cristallina del tipo Metanfetamina, 1 frammento di
medie dimensioni di sostanza solida di colore grigio, di grammi 18,7, accertata essere Hashish, il tutto unitamente a un bilancino e 20 bustine di cellophane trasparenti evidentemente utilizzati per la pesatura e successiva vendita della sostanza. Le circostanze del caso hanno indotto gli operatori a ritenere che il ragazzo gravitasse nella zona in oggetto, ovvero la via Emilio Lepido, in cui insistono numerosi locali notturni, per dedicarsi proprio all’attività di spaccio.

Quanto all’amico minore a cui si accompagnava, questo spontaneamente consegnava agli operatori sostanza stupefacente del tipo Marijuana, di grammi 0,7, unitamente a un grinder metallico.
Accompagnati presso gli uffici della Questura per gli accertamenti del caso, mentre il maggiorenne veniva arrestato per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, al minore, invece, veniva contestato l’illecito amministrativo di cui all’art. 75 del Testo Unico in materia di disciplina degli Stupefacenti e Sostanze Psicotrope.
Posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il maggiorenne arrestato verrà in data odierna giudicato invece secondo il rito del giudizio direttissimo.

Il risultato ottenuto si inserisce nell’ambito di una serie di servizi mirati della Polizia di Stato, che peraltro, proprio due giorni fa, avevano portato, come da precedente comunicato, ad un arresto per spaccio nel quartiere S. Leonardo nei confronti di un cittadino nigeriano classe 96’.

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Roma, 20 FEB. – “Il Governo ha completamento abbandonato il personale della polizia penitenziaria che oggi giustamente ha proclamato, tramite la propria rappresentanza sindacale, lo stato di agitazione. Agli agenti di polizia penitenziaria esprimiamo il nostro convinto sostegno”.

Lo afferma Benedetta Fiorini, deputata emiliana di Forza Italia.

“Ci sono carceri italiane, come ad esempio gli Istituti penali di Reggio Emilia, - aggiunge Fiorini - dove il sovraffollamento dei detenuti è arrivato al 144%. Se a questo dato di fatto se ne aggiunge un altro, ovvero la carenza di organico, risulta evidente che la polizia penitenziaria è costretta ad operare in condizioni particolarmente difficili ed anche di grave pericolo per la propria incolumità. Bisogna dotare questi agenti di un equipaggiamento più adeguato e di strumenti di difesa più efficaci come ad esempio il taser ma evidentemente – conclude Fiorini – il Governo non è interessato a tutelare questi lavoratori che operano nell’interesse della collettività”.

 

La Questura di Parma fa gioco di squadra. La Polizia arresta una borseggiatrice seriale, una rapinatrice e un noto pusher del quartiere San Leonardo.

Parma 20 febbraio 2020 – A seguito di un attento lavoro di analisi e di squadra, la Squadra Volanti e la Sezione Antidroga della Squadra Mobile, ciascuna negli ambiti di propria competenza, hanno tratto in arresto due soggetti noti alle forze dell’ordine in quanto atti a vivere di espedienti e dei proventi delle illecite attività che ponevano in essere.

In particolare, un equipaggio della Squadra Volante alle ore 12:30 indagava in stato di arresto una donna avente cittadinanza bulgara, classe 1971, per il reato di tentato furto aggravato ai danni di anziane Signore a bordo delle linea nr. 3 del pubblico trasporto. La donna, che voleva evidentemente approfittare delle circostanze di tempo e di luogo sicuramente favorevoli, considerato il sovraffollamento del mezzo, si muoveva con fare sospetto affiancandosi alle vittime selezionate, donne rigorosamente anziane, e con atteggiamento serafico, facendo passare la propria mano attraverso il proprio cappotto, la introduceva all’interno della borsa delle stesse. La donna veniva tuttavia colta in flagranza dal figlio di una delle vittime il quale ne seguiva i movimenti e la approcciava chiedendole spiegazioni circa le sue azioni. L’avveduto cittadino richiedeva quindi l’intervento delle forze dell’ordine le quali, dopo aver individuato e identificato la donna, la accompagnavano presso gli Uffici della Questura di Parma. Dagli accertamenti effettuati attraverso la banca dati interforze la cittadina moldava risultava avere a suo carico plurimi pregiudizi di polizia, circostanza che, unitamente alla condotta connotata da offensività e insidiosità, ha determinato l’arresto della donna. Il Pubblico Ministero ha disposto di trattenere la donna a sua disposizione nelle camere di sicurezza della Questura in attesa del giudizio per direttissima.

E ancora, nella serata di ieri, sempre la Squadra Volante, poneva in arresto, per il reato di rapina impropria in concorso, una giovane donna di nazionalità bosniaca che all’interno del supermercato ALDI, unitamente ad un'altra donna poi datasi alla fuga, sottraeva della merce dagli scaffali e dopo averla riposta nel carrello faceva spingere lo stesso oltre una delle casse chiuse dal figlio minore con cui si accompagnava.
Il responsabile alla sicurezza, che aveva seguito l’intera azione delittuosa, avvicinatosi per chiedere spiegazioni veniva spinto contro la vetrata dell’attività commerciale. Frangente nel quale la donna perdeva la propria borsa e per il recupero della quale veniva fermata e bloccata dallo stesso addetto alla sicurezza. L’equipaggio giunto sul posto identificava la donna, pluripregiudicata per reati contro il patrimonio, e la poneva in arresto.

Quanto all’attività posta in essere dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile, nel pomeriggio di ieri è stato tratto in arresto un cittadino di origini nigeriane, classe 1996, in quanto intento a svolgere attività di spaccio nel lungo la via San Leonardo.

A seguito delle numerose segnalazioni da parte dei cittadini ivi residenti, gli uomini della Squadra Mobile ponevano in essere una meticolosa operazione attraverso servizi di appostamento e controllo che hanno determinato l’individuazione del soggetto segnalato in tipico atteggiamento da pusher. In particolare, lo stesso veniva colto nell’atto di cedere della sostanza stupefacente a un avventore sopraggiunto a bordo della propria autovettura. Monitorati gli spostamenti e seguiti, gli Agenti bloccavano l’avventore automunito e procedevano alla sua identificazione e perquisizione che dava esito positivo. L’uomo veniva trovato in possesso di sostanza stupefacente , nel dettaglio una dose di tipo cocaina, proprio quella che aveva appena acquistato dal pusher.

Nella medesima circostanza un altro equipaggio procedeva a identificare il noto pusher che nel frattempo si era allontanato raggiungendo il gruppo a cui si accompagnava. Il medesimo, dopo un primo tentativo di fuga e dopo aver esercitato violenta resistenza nei confronti degli Agenti, veniva posto in arresto e sottoposto a perquisizione, che permetteva di sequestrare il provento del delitto, ovvero una banconota da euro 50.
Accompagnato presso gli Uffici della Questura veniva posto a disposizione della competente Autorità Giudiziaria che in data odierna procederà nei suoi confronti con rito direttissimo.

In attesa dell'evento grave, quotidianamente giungono notizie di poliziotti penitenziari che hanno avuto bisogno delle cure dei medici. Il "bollettino" odierno dal carcere informa che ieri sera un nuovo incendio si è scatenato al reparto isolamento.

Di Lamberto Colla Parma 20 febbraio 2020 - Ieri mattina avevamo comunicato dei 10 giorni di prognosi affibbiati a un poliziotto penitenziario, degli istituti di Pena di Parma, a seguito di un pugno ricevuto in pieno volto da un detenuto italiano.

Era l'ennesimo di una sequenza che sembra inasprirsi tutti i giorni (vedi sequenza). Da Parma, Reggio Emilia ma anche da Bologna ogni giorno un custode, quando non sono addirittura 8 come accadde la scorsa settimana, deve ricorrere alle cure dei sanitari del locale pronto soccorso.

La notizia di stamane è che nella serata di ieri, al reparto isolamento MS, da parte dello stesso magrebino che aggredì un medico pochi giorni fa, si è scatenato un incendio. La notizia è giunta in redazione alle primissime ore del mattino con la segnalazione che questa volta sono stati due i poliziotti a essere intossicati dal fumo ai quali sono stati riconosciuti 7 giorni di prognosi.

Fatto sta che il vivace detenuto non è ancora stato trasferito e, nel dare la notizia dei comportamenti recidivi del detenuto, Gianluca Giliberti, segretario regionale del sindacato Sinappe, ha così commentato: "Vanno presi provvedimenti esemplari per punire i detenuti facinorosi e forniti strumenti efficaci di contrasto alle condotte aggressive. La situazione è esplosiva e prima o poi accadrà qualcosa di irreparabile"

Solo a titolo di promemoria elenchiamo gli episodi di cui siamo venuti a conoscenza nel solo mese di febbraio (https://www.gazzettadellemilia.it/component/search/?searchword=carcere&searchphrase=all&Itemid=371)

Non serve un paragnosta per prevedere che, presto o tardi, qualcosa di particolarmente grave potrà accadere per cui urge che vengano presi drastici provvedimenti al riguardo; per l'incolumità dei poliziotti, dei sanitari ma anche dei detenuti stessi.

Segue elenco e buona lettura.

LINK alla ricerca:


1. Carcere di Parma, un altro poliziotto infortunato nel tentativo di sedare una lite tra due detenuti ...
(Cronaca Parma)
... a manifestazione del 14 febbraio 2020 davanti al carcere di Parma)  ...
Creato il 19 Febbraio 2020


2. Carcere di Parma, altri due poliziotti hanno avuto bisogno delle cure del pronto soccorso ...
(Cronaca Parma)
... one del 14 febbraio davanti al carcere di Parma)  ...
Creato il 18 Febbraio 2020


4. Il presidio davanti al carcere di Parma delle organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria ...
(Cronaca Parma)
...  di trasporto. Di Lamberto Colla Parma, 14 febbraio 2020 - Era stato annunciato già da qualche giorno il sit-in delle 3 organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria, davanti ai cancelli del Carcer ...
Creato il 14 Febbraio 2020


5. Domani dalle 10 alle 12 sit-in davanti all'istituto di pena di Parma
(Cronaca Emilia)
Domani mattina dalle 10 alle 12,00 si svolgerà un Sit-in di protesta davanti al carcere di Parma, organizzato dalle segreterie regionali delle sigle sindacali della Polizia penitenziaria, per sollecitare ...
Creato il 13 Febbraio 2020


6. Istituti di Pena di Reggio Emilia: gravi eventi critici, gli ennesimi
(Cronaca Reggio Emilia)
... del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, perché questa è una soluzione tampone che sposta il problema da un carcere all’altro. L’Amministrazione tutta e la classe politica devono farsi carico ...
Creato il 12 Febbraio 2020


7. Carcere di Parma. Salvini: "incredibile il silenzio e l’immobilismo del Guardasigilli Alfonso Bonafede ...
(Cronaca Parma)
Carcere di Parma, altri tre agenti ricoverati. Salvini: “è ancora colpa dello stesso detenuto, incredibile l’immobilismo di Bonafede” “Aveva mandato otto agenti in ospedale due giorni fa, e oggi ne ha ...
Creato il 06 Febbraio 2020


8. Carceri: altro evento critico in serata, questa volta a Reggio Emilia
(Cronaca Reggio Emilia)
Dopo i gravi eventi critici di Parma, un altro episodio di violenza si sarebbe verificato, in serata, stavolta presso il carcere di Reggio Emilia. Un poliziotto intervenuto a dividere due detenuti che ...
Creato il 06 Febbraio 2020


9. Nuovi problemi dal detenuto che mandò in ospedale 8 agenti
(Cronaca Parma)
Parma 5 febbraio 2020 - Il detenuto dei fatti narrati il giorno 3 febbraio continua a creare problemi. Sembrerebbe infatti che il magrebino si sia barricato in altra cella ed appiccato fuoco agli oggetti ... Creato il 05 Febbraio 2020


11. Grave episodio al carcere di via Burla ...
(Cronaca Parma) - Parma 3 febbraio 2020 - Un gravissimo episodio è avvenuto quest'oggi all'interno del carcere di Parma. Un detenuto si è barricato in cella ed ha aggredito i poliziotti intervenuti a ripristinare l'ord ...
Creato il 03 Febbraio 2020


14. Reggio Emilia, detenuto incendia la cella e un agente rimane intossicato
(Cronaca Reggio Emilia)
... parte di alcune Direzioni, tra cui quella del carcere reggiano, che potrebbero, a nostro avviso, concorrere ad aumentare il rischio che simili eventi abbiano conseguenze gravi e difficilmente gestibili. ...
Creato il 31 Gennaio 2020

 

L’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti condotta dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Locale porta all’arresto di un cittadino straniero in zona stazione.

Modena 19 febbraio 2020 - Nella giornata di ieri, personale della Squadra Mobile e della Polizia Locale di Modena, durante un servizio congiunto di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione del fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti, ha proceduto all’arresto di un cittadino nigeriano classe 1990 ai sensi dell’art. 73 comma 5 D.P.R. 309/90.

L’attività di contrasto ha interessato la zona della stazione ferroviaria ed in particolare via Nicolò dell’Abate, via Crispi e via Mazzoni strade segnalate e frequentate da persone dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Durante la perlustrazione gli Agenti hanno riconosciuto all’angolo tra via Mazzoni e via dell’Abate un soggetto che in data 23 gennaio aveva tentato di sottrarsi ad un controllo di polizia dandosi a precipitosa fuga senza però riuscirci e quindi denunciato per il reato di resistenza a P.U.

Gli operatori hanno quindi proceduto al monitoraggio del soggetto sia attraverso un’attività di osservazione nonchè attraverso le telecamere cittadine di sorveglianza opportunamente puntate sull’uomo da cui poco dopo era chiaramente visibile uno scambio tra lo straniero e un cliente di un piccolo involucro termosaldato con una banconota da 20 Euro.
Dall’identificazione dell’acquirente è stato possibile appurare che l’uomo aveva acquistato 0,12 grammi di sostanza stupefacente risultata essere successivamente CRACK dallo straniero a fronte della corresponsione di una banconota dal taglio di 20 Euro.

Per quanto sopra lo straniero, pluripregiudicato per reati in materia di stupefacenti è stato fermato ed identificato e dalla successiva perquisizione personale è stato possibile rinvenire e sequestrare la somma di Euro 170 Euro probabile provento di spaccio e il telefono cellulare utilizzato per gli appuntamenti con i clienti.

Dell’arresto è stato notiziato il P.M. di turno il quale ha disposto il trattenimento presso gli Uffici della Questura e la fissazione del giudizio con rito direttissimo.

Parma 19 febbraio 2020 - Guelin Fang, un folle assassino ritenuto incapace di intendere e di volere, nonostante la capacità di progettare un violento crimine con estrema lucidità, sapendo di riuscire a trovare la sua vittima, Filomena Cataldi, in casa da sola.

Un fatto sconvolgente, una famiglia distrutta che alla fine del processo non riceve nemmeno il risarcimento per le spese legali. Ma facciamo qualche passo indietro. Ci troviamo a San Polo di Torrile, in provincia di Parma, é il 22 agosto 2018.

La dolcissima Filomena Cataldi, amorevole madre innamorata della vita, viene picchiata e uccisa a colpi di mortaio dal suo vicino di casa di origine cinese Guelin Fang, ossessionato dall'idea di essere ucciso a sua volta da Filomena e dal suo compagno. L’assassino, ex collega di lavoro del compagno di Filomena, si era recato il giorno prima dell'omicidio a casa della vittima, e discutendo con la coppia del più e del meno, aveva ottenuto informazioni sui turni di lavoro del compagno di Filomena, scoprendo così in quali orari del giorno avrebbe trovato la donna da sola in casa. Secondo l'assassino l'unico modo per salvarsi era quello di ucciderla.

Al dolore della famiglia per la perdita di Filomena, si aggiunge l'assoluzione di Guelin Fang perché ritenuto incapace di intendere e di volere, "condannato a scontare la sua pena" di almeno 10 anni a Mezzani (PR), presso una REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza).

Una sentenza ingiusta che vede la famiglia Cataldi beffata da una giustizia troppo spesso dalla parte di Caino. Un abbraccio a Rosangela e alla giovane Martina.

A.V.R.I. Associazione Vittime Riunite d'Italia sezione di Parma (Nicola Comparato e Domenico Muollo)

Per informazioni:

https://www.facebook.com/avriemilia/ 

Il caso: da gazzetta dell'emilia 16 marzo 2019: https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/item/22735-caso-filomena,-i-familiari-da-vittime-a-vittime-ossessionate.html

 

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Nell’ambito dei servizi di Controllo Integrato del Territorio, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati, nel pomeriggio di ieri, personale del Commissario di P.S. di Carpi, unitamente a uomini della Polizia Locale, con l’ausilio di una unità cinofila della Polizia di Stato e del Reparto Prevenzione Crimine di Reggio Emilia, ha effettuato una serie di verifiche presso esercizi pubblici e parchi cittadini, nonché posti di controllo.

I controlli hanno interessato anche i luoghi di ritrovo degli studenti degli istituti superiori, in particolare un bar nei pressi del quale nei giorni precedenti si era verificato un grave episodio di minaccia con coltello.

All’interno di detto esercizio pubblico il cane antidroga Barack, dopo essersi avvicinato ad alcuni ragazzi, ha segnalato un giovane avventore come possibile detentore di stupefacenti, il quale di fatto era in possesso di mezzo etto di hashish e alcuni grammi di marijuana che celava nella biancheria intima.

Il giovane, un 18enne residente a Novi di Modena, è stato così dichiarato in arresto per detenzione di stupefacente ai fini di spaccio e, su disposizione del Magistrato di turno, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.
Una successiva perquisizione presso la sua abitazione permetteva di rinvenire altra marijuana.

Complessivamente sono state identificate 105 persone, di cui 32 con precedenti di Polizia, e controllati 45 veicoli.

Sono stati effettuati 7 posti di controllo lungo le principali arterie stradali in ingresso e in uscita dalla città

 

Conoscere il mondo del betting è indispensabile per chi si vuole avvicinare alle scommesse sportive e incrementare le proprie probabilità di successo. Nella scelta del bookmaker, sono numerosi gli aspetti che occorre valutare, partendo dal presupposto che quello che risulta più vantaggioso per il giocatore è quello che trattiene il margine più. Le quote hanno un ruolo di primo piano per tutte le valutazioni in questo settore: un rapido calcolo, per esempio, permette di capire qual è il margine di profitto del bookmaker e qual è il payout a partire dalla somma delle percentuali delle diverse quote di un certo mercato.

Le quote

Una quota corrisponde al livello di probabilità che un determinato risultato si concretizzi: essa viene indicata in forma decimale. In pratica, dal livello delle quote è possibile dedurre il guadagno potenziale che può ottenere un giocatore che è in grado di piazzare una puntata con esito positivo. La popolarità di uno specifico evento, di un certo campionato o di un particolare sport va di pari passo con le quote: i bookmaker che mirano a raggiungere standard di eccellenza dovrebbero riuscire ad adottare sull’intero palinsesto quote interessanti e competitive.

La scelta del bookmaker

Uno degli aspetti su cui ci si deve concentrare per la scelta del bookmaker a cui affidarsi ha a che fare con la presenza della funzione del cash out: attraverso di essa gli scommettitori hanno l’opportunità di limitare una perdita o di proteggere una vincita in previsione di un evento. Vale la pena di prestare attenzione, inoltre, alla disponibilità di diverse opzioni per i prelievi e per i versamenti: in alcuni casi, infatti, può essere che si sia obbligati a versare una commissione per ciascuna transazione che viene compiuta. Le commissioni rischiano di avere un impatto piuttosto consistente, e vanno prese in considerazione in un contesto più generale che contempla anche le procedure di sicurezza.

Gli effetti delle procedure di sicurezza

Le procedure di sicurezza che sono correlate con i prelievi possono avere un impatto notevole sulla velocità con la quale le vincite vengono erogate. Come è facile intuire, gli operatori che ottengono più fiducia tra gli scommettitori sono quelli che riescono a garantire standard di trasparenza molto elevati e, soprattutto, un servizio estremamente rapido.

Dove scommettere

Sfruttare NetBet per piazzare le proprie scommesse è sinonimo di affidabilità e di tranquillità. Certo è che il numero di operatori di scommesse sportive tra cui scegliere è molto alto, al punto che rischia di confondere i giocatori che per la prima volta entrano in contatto con questo settore. I bookmaker da privilegiare sono quelli a norma di legge, e cioè dotati di una licenza Aams, che deve essere fornita direttamente dall’Agenzia Dogane e Monopoli. Inoltre, è necessario scegliere le piattaforme che hanno un dominio .it; viceversa, giocando su una piattaforma dotata di dominio .com si commette un illecito, anche nel caso in cui il bookmaker disponga di licenze ottenute altrove. I giocatori che non rispettano la legge possono andare incontro a multe molto salate o addirittura a un periodo di detenzione fino a 3 mesi, mentre rischiano fino a 3 anni di reclusione i responsabili dei siti non in regola.

L’importanza di informarsi

In un mercato che risulta decisamente affollato di bookmaker, dunque, non si può prescindere dalla necessità di informarsi con attenzione e precisione, sia raccogliendo le notizie più recenti del settore del gambling, sia mettendo a confronto le diverse piattaforme, magari con l’aiuto delle recensioni che si possono trovare sul web e che garantiscono la certezza di non incappare in brutte sorprese.

Il Sindacato non si sente ascoltato e promette nuove iniziative di protesta dopo quella del 14 febbraio scorso. In particolare chiedono "di rivedere la dotazione di strumenti atti a rispondere alle offese dei detenuti (ad esempio, i taser), per evitare il continuo ripetersi di aggressioni ed eventi critici di ogni genere e di tornare ad investire nella formazione del personale."

A seguire l'ultimo comunicato del sindacato

II.PP. DI PARMA: altro Poliziotto infortunato

Parma 18 febbraio 2020 - Non sembra arrestarsi il numero degli infortunati nelle carceri regionali ed in particolar modo nell’Istituto di Parma, ove gli eventi critici si susseguono senza tregua.
Questa mattina, verso le 10:30, in un reparto detentivo a regime aperto della media sicurezza, 2 detenuti italiani sarebbero venuti alle mani, per futili motivi. L’agente di sezione, con grande prontezza e professionalità, sarebbe intervenuto a dividere i due ed a mettere in sicurezza la sezione, garantendo l’incolumità dei contendenti, accompagnando uno dei due nel box agenti presente nel reparto, fino all’arrivo dei rinforzi allertati per i successivi provvedimenti del caso.
Purtroppo, il suddetto Poliziotto sarebbe stato costretto a ricorrere successivamente alle cure dei sanitari del P.S. del nosocomio cittadino, ove gli sarebbe stato diagnosticato un trauma distrattivo cervicale, spalla destra e lombare, guaribile in 10 gg, salvo complicazioni.

Il Sinappe, continua ad esprimere il proprio profondo sconcerto e la propria rabbia per il continuo verificarsi di tali episodi a danno del personale in divisa, che testimoniano come la situazione non sia più sotto controllo, anche a causa del disinteresse dell’Amministrazione e della politica, che nulla stanno mettendo in pratica per garantire la sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria.

Ribadiamo, pertanto, l’intenzione di organizzare nuove iniziative di protesta per chiedere l’adozione di immediati provvedimenti che garantiscano il ripristino di condizioni lavorative dignitose e sicure per il personale in divisa.

Si sollecitano, in particolare ed ancora una volta, le richieste di rivedere la dotazione di strumenti atti a rispondere alle offese dei detenuti (ad esempio, i taser), per evitare il continuo ripetersi di aggressioni ed eventi critici di ogni genere e di tornare ad investire nella formazione del personale.

F.to Il Segretario Regionale
Gianluca Giliberti

(Foto di copertina: un momento della manifestazione del 14 febbraio 2020 davanti al carcere di Parma)

Parma 18 febbraio 2020 – Nel pomeriggio del 14 febbraio un equipaggio della Squadra Volante si recava presso il supermercato “IN’s” a seguito della segnalazione di un soggetto che con atteggiamento sospetto si tratteneva oltre tempo all’interno dell’attività commerciale. Lo stesso, cittadino italiano di origini polacche, portava con sé uno zaino che nell’occasione fungeva da borsa per l’illecita sottrazione di beni alimentari, non di prima necessità.

Atteggiamento che non passava inosservato e che attirava piuttosto l’attenzione dell’addetto alla sicurezza del supermercato il quale, prontamente, chiedeva l’intervento delle forze dell’ordine. Nel frattempo, il giovane ragazzo, avvedutosi della presenza di personale addetto alla vigilanza, si dirigeva verso le casse riponendo la merce sottratta e, adducendo la scusa di aver dimenticato il portafogli in macchina, si allontanava. Una volta uscito, lo stesso veniva fermato e identificato dalla pattuglia della Polizia di Stato nel frattempo sopraggiunta la quale accertava che il ragazzo si stava volontariamente sottraendo a delle prescrizioni precedentemente imposte dall’autorità giudiziaria. In particolare, dagli accertamenti effettuati, lo stesso risultava destinatario della misura alternativa della detenzione domiciliare, prescrizione che gli imponeva di non allontanarsi dal comune di Sorbolo, e in particolare dall’abitazione della madre. In ragione di ciò lo stesso veniva tratto in arresto potendosi ravvisare nella sua condotta il fumus commissi delicti del delitto di evasione. 

Condotto presso gli uffici della Questura di Parma veniva deferito in stato di libertà per il reato di tentato furto aggravato, avendo compiuto atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere il detto reato e veniva altresì posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

A conclusione dell’udienza di convalida dell’arresto, legittimamente eseguito, allo stesso veniva contestato il reato di evasione e applicata la pena di mesi otto di reclusione da scontare presso una casa di accoglienza sita nella provincia di Parma. Veniva quindi ripristinata la misura restrittiva violata.

 

Nella giornata di ieri, militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Parma, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno eseguito il sequestro preventivo di un immobile ove ha sede legale ed esercita un centro elaborazione dati coinvolto nell’indagine denominata “PAY & STAY”.

Nell’ambito di tale indagine, il 15 gennaio scorso, erano state tratte in arresto sette persone per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa da Giudice per le indagini preliminari di Parma.

Nella suddetta ordinanza il G.I.P. aveva tuttavia rigettato la richiesta di sequestro preventivo del centro elaborazione dati avanzata dalla Procura della Repubblica, non ravvisando i gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati. Avverso tale rigetto la Procura della Repubblica aveva presentato appello, motivando l’impugnazione con l’elencazione degli elementi che costituivano –a parere dell’accusa- una solida piattaforma indiziaria. L’appello è stato accolto dal Tribunale di Parma –Sezione riesame, che ha pertanto disposto il sequestro invocato.

La complessa attività di indagine, avviata nel giugno 2018 e sviluppata mediante tecniche di investigazione pura (intercettazioni telefoniche ed ambientali audio/video, pedinamenti e appostamenti, acquisizione di documentazione), era nata proprio dal monitoraggio delle prestazioni erogate dal centro elaborazione dati con sede a Parma.

Dalle banche dati, era infatti emerso come il centro elaborazione avesse fornito, nell’ultimo biennio, assistenza fiscale (apertura di partita iva, assunzioni di lavoro con contratto a tempo sia determinato che indeterminato, presentazione di dichiarazione dei redditi) a centinaia di persone extracomunitarie, molte delle quali con precedenti penali, che necessitavano di rinnovare e/o convertire il permesso di soggiorno. In tale ambito, l’attività investigativa aveva riguardato tre distinte vicende caratterizzate dall’impegno degli indagati a favorire la permanenza sul territorio dello Stato di soggetti privi dei requisiti previsti dalla legge.
Nell’ambito di uno di questi filoni investigativi, era emerso come fosse stata predisposta e presentata, da parte dei responsabili del centro elaborazione dati in rassegna, documentazione fiscale fittizia finalizzata a garantire, a numerosi soggetti extracomunitari, il rilascio e/o il rinnovo del permesso di soggiorno. In particolare, era risultato come fossero stati inseriti, nelle dichiarazioni dei redditi, importi puramente casuali e non basati su documentazione fiscale prodotta dal cliente. Dalle registrazioni video/audio intercettate era inoltre emerso come gli indagati avessero proposto ai cittadini extra-comunitari la conversione del permesso di soggiorno in scadenza con un nuovo titolo di soggiorno per “lavoro autonomo”, mediante apertura di una partita iva (ditte individuali di volantinaggio, marketing, muratori) con iscrizione alla camera di commercio. Di contro, dai sopralluoghi eseguiti, era stata rilevata l’inesistenza di queste ultime ditte, i cui luoghi di esercizio dichiarati corrispondevano ad edifici residenziali occupati da terzi estranei.

Attraverso tale escamotage, gli indagati, dietro pagamento di somme di denaro oscillanti da 100 a 300 euro, sarebbero riusciti a far ottenere permessi di soggiorno per lavoro autonomo di durata più lunga (2 anni) rispetto a quelli per motivi familiari, umanitari o per lavoro stagionale.

Nello specifico, tuttavia, nei confronti dei quattro indagati in tale contesto investigativo, il Giudice per le Indagini Preliminari competente non aveva ravvisato la sussistenza dei presupposti per l’emissione di provvedimenti cautelari, nè di natura personale né di natura patrimoniale.

Come detto, avverso tale provvedimento il P.M. aveva presentato impugnazione e l’esecuzione del sequestro costituisce pertanto un importante sviluppo del più ampio contesto investigativo.

Martedì, 18 Febbraio 2020 09:55

POLVERE SOTTILE: Storie di Narcotraffico

In data 21 febbraio 2020 si svolgerà alle ore 20 e 45 presso l'Auditorium Toscanini (via Cuneo 3 - Parma), un incontro organizzato da LIBERA PARMA unitamente ad alcune Associazioni del Quartiere San Leonardo (Amici della Biblioteca San Leonardo - AVIS San Leonardo - CCV San Leonardo Parma - Comunità Solidale - Intesa San Martino – Manifesto per San Leonardo - Punto di Comunità - Quartiere San Leonardo) dal titolo

"POLVERE SOTTILE": storie di Narcotraffico

L'iniziativa ha lo scopo di affrontare il tema dell'illegalità e della sicurezza partendo dai principali fattori che determinano la grande diffusione di sostanze stupefacenti e, al termine della catena di passaggi illegali, producono la situazione di insicurezza e spaccio diffuso nei quartieri. Il Questore, il Prefetto, il Colonnello della Guardia di Finanza, il Colonnello dei Carabinieri illustreranno le principali vie di smercio della droga e le azioni messe in atto, per arrivare ad una presentazione delle principali azioni messe in atto sul territorio al fine di reprimere/affrontare il problema.

In allegato la locandina

(E’ possibile ancora compilare un questionario che ha lo scopo di raccogliere opinioni ed informazioni sul Quartiere per avere una maggiore consapevolezza di ciò che la popolazione pensa, al fine di avere dati utili al colloquio con le Istituzioni.
I dati sono raccolti in forma anonima.https://forms.gle/BAYB2tom5jZjTbxd9 )

 

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Nella mattinata di sabato 15 febbraio scorso, personale del Commissariato di P.S. di Carpi ha denunciato in stato di libertà uno studente del quinto anno dell’istituto tecnico “Leonardo Da Vinci”, il quale poche ore prima, con un coltello a serramanico, aveva minacciato un coetaneo dell’istituto professionale “Vallauri”.

L’episodio è avvenuto davanti ad un bar, che si trova nei pressi dei due istituti scolastici.

La vicenda trae origine da un diverbio avvenuto il giorno precedente al termine delle lezioni, tra il giovane del “Vallauri” ed un ragazzo di Rio Saliceto, studente dell’istituto commerciale “Meucci”, nonché compagno di classe della fidanzata del primo.

Al termine della discussione una donna, anche lei residente a Rio Saliceto e totalmente estranea alla vicenda, era intervenuta a difesa del ragazzo del Meucci e ne era nata una lite, risoltasi con l’arrivo di una Volante del Commissariato.

Il giorno successivo lo studente del “Vallauri”, prima di entrare in istituto, è stato avvicinato dal giovane frequentante il 5° anno dell’Istituto Tecnico “Da Vinci”, fidanzato della sorella dello studente del “Meucci”, con cui il giorno prima vi era stata la discussione, minacciandolo con il coltello di non infastidire più l’amico.

Avuta notizia di quanto accaduto, gli agenti si sono posti immediatamente alla ricerca del giovane armato di coltello, che è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di minaccia aggravata e porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere. Il coltello è stato sottoposto a sequestro.

 

 

Ancora Poliziotti Penitenziari in ospedale a causa delle intemperanze dello stesso magrebino che alcuni giorni fa aveva già aggredito un medico di servizio all'Istituto.

Parma 17 febbraio 2020 - Nella serata di domenica, altri 2 poliziotti sarebbero stati costretti a recarsi in ospedale, dopo essere intervenuti a spegnere un inizio di incendio, appiccato da un detenuto magrebino, rimanendo intossicati dal fumo generato dagli oggetti bruciati dallo stesso.

Dopo essere stati sottoposti alle cure del caso, i due Poliziotti Penitenziari sarebbero stati dimessi con una prognosi di 2 gg, salvo complicazioni.
Da quanto appreso, il detenuto autore del gesto sarebbe lo stesso resosi responsabile, giorni addietro, di un’aggressione ai danni di un medico in servizio presso l’Istituto ducale.

Dal sindacato Sinappe fanno sapere che "Purtroppo, questi episodi continuano a verificarsi senza che chi di competenza, compresi i superiori uffici dell'Amministrazione Penitenziaria, se ne faccia carico in maniera adeguata e risolutiva, motivo per cui il SiNAPPe, unitamente ad altre OO.SS., ha intrapreso un percorso di sensibilizzazione e denuncia, avviato con il sit-in del 14 febbraio scorso, che ci vedrà protagonisti di ulteriori iniziative, affinché le ataviche problematiche sofferte dall'Istituto di Parma siano, senza più alcun indugio, affrontate e avviate a soluzione."

(Nella foto un momento della manifestazione del 14 febbraio davanti al carcere di Parma)

Lunedì, 17 Febbraio 2020 08:50

Polizia di Stato: eseguite 5 espulsioni

Polizia di Stato: eseguite 5 espulsioni di 4 cittadini moldavi ed 1 cittadino tunisino, tutti irregolari sul territorio nazionale.

Parma – Nella giornata di sabato scorso il Questore di Parma ha eseguito, mediante accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica, 5 provvedimenti di espulsione emanati dal Prefetto di Parma nei confronti di altrettanti cittadini stranieri irregolari sul territorio nazionale.

D. I. moldavo di 39 anni, in data 06.12.2018 è stato arrestato e successivamente condannato dal Tribunale di Parma per maltrattamenti in famiglia e lesioni, reati posti in essere contro la propria compagna. Il Questore di Parma, per le rilevanti condotti penali del soggetto aveva provveduto a revocargli il titolo di soggiorno.

M. V. nato in Moldavia, 32enne, irregolare sul territorio nazionale, con precedenti per reati contro il patrimonio. In data 31.10.2019 è stato arrestato da personale della Squadra Mobile della Questura di Parma perché responsabile del reato di ricettazione e riciclaggio, con conseguente condanna da parte del Tribunale di Parma.

C. A. nato in Moldavia, 21enne, irregolare sul territorio nazionale, in data 31.10.2019 è stato arrestato da personale della Squadra Mobile della Questura di Parma perché responsabile del reato di ricettazione e riciclaggio, con conseguente condanna da parte del Tribunale di Parma.

P. V. nato in Moldavia, 35enne, irregolare sul territorio nazionale in quanto rientrato illegalmente in Italia prima del termine previsto e senza la speciale autorizzazione del Ministro dell’Interno. In data 31.10.2019 è stato arrestato da personale della Squadra Mobile della Questura di Parma perché responsabile del reato di ricettazione e riciclaggio e violazione dell’Art. 13 comma 13 D.l.vo 286/98, con conseguente condanna da parte del Tribunale di Parma.

I quattro cittadini moldavi in quanto irregolari e poiché gravati da reati ostativi al soggiorno in Italia e da profili rilevanti di pericolosità sociale, al momento della scarcerazione dai locali Istituti Penitenziari per fine pena, sono stati presi in carico dall’Ufficio Immigrazione che, previa autorizzazione del Giudice di Pace di Parma, ne ha curato il trattenimento presso i locali della Questura, in attesa dell’Udienza di Convalida all’esecuzione della misura dell’allontanamento “coatto” in frontiera.
La materiale esecuzione dell’allontanamento è stata attuata nel corso del pomeriggio di sabato scorso, allorquando gli stranieri sono stati accompagnati da personale della Polizia di Stato in servizio presso la Questura, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza, all’Aeroporto di Parma per essere successivamente imbarcati su un aereo con destinazione Moldavia.

B. A. M., nato in Tunisia, 54enne, pregiudicato per reati inerenti gli stupefacenti e con titolo di soggiorno revocato dal Questore di Parma per notizie di reato penalmente rilevanti, in data 14.02.2020 è stato rintracciato sul territorio dai Carabinieri di Fidenza, i quali, hanno contattato l’Ufficio Immigrazione della Questura di Parma, che ha verificato la sua condizione di irregolare sul T.N.

Stante l’elevato profilo criminale e la capacità che lo stesso ha dimostrato nell’alterare l’ordine e la sicurezza pubblica, la posizione del cittadino straniero (già gravato da due espulsioni determinate rispettivamente dal Prefetto di Piacenza e dal Prefetto di Parma e contestuale Ordine del Questore di Parma ad abbandonare lo Stato entro 7 giorni - disposizione alla quale non ha mai ottemperato) è stata quindi attentamente vagliata dall’Ufficio Immigrazione, che è riuscito ad ottenere, presso le competenti rappresentanze diplomatiche, i documenti necessari ad attuare l’effettivo allontanamento dallo Stato dello straniero. Di fatti, a seguito dell’Espulsione emessa a suo carico da parte del Prefetto di Parma, B.A.M. è stato colpito da Provvedimento di allontanamento coatto in frontiera a mezzo della forza pubblica, il quale, previa convalida del Giudice di Pace, è stato eseguito, sempre nella giornata di sabato, dai militari dell’Arma dei Carabinieri, che lo hanno accompagnato alla frontiera marittima di Genova e da lì, imbarcato su una nave con destinazione Tunisia.

 

Nella giornata di sabato, intorno alle ore 13.10, operatori della Squadra Volante si portavano in viale Trento e Trieste per la segnalazione di un ragazzo vestito con felpa di colore verde intento a compiere atti di autoerotismo davanti ad un complesso studentesco verso un gruppo di ragazzine.

Gli operatori raggiungevano il soggetto in questione che veniva identificato per B. V. cittadino italiano nato in Russia, classe 1999, incensurato. Il predetto interpellato sull’accaduto ammetteva di aver effettuato degli atti di autoerotismo. Veniva accompagnato presso la Questura per adempiere ad ulteriori accertamenti del caso.

Testimoni riferivano di aver notato lo stesso soggetto altre volte intento a compiere atti di autoerotismo nei pressi del medesimo istituto.

Al termine degli accertamenti veniva pertanto deferito all’A.G. in stato di libertà per atti osceni in luogo pubblico.

 

Mediazione Familiare - Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia presenta la nuova Sezione specializzata in Mediazione Familiare

L’organismo di Mediazione civile dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia, già attivo da oltre un decennio, si arricchisce di una nuova “Sezione specializzata in Mediazione Familiare” che sarà presentata nel corso di una iniziativa gratuita e aperta al pubblico dal titolo “La Mediazione familiare e il processo. La Mediazione come risorsa sociale per i cittadini”.
Giovedì 20 febbraio – dalle ore 15 alle 18.30, presso l’Aula 5 del Palazzo di Giustizia di Reggio Emilia (via Paterlini, 1) – nella giornata dedicata alla Giustizia Sociale e in cui la Regione Emilia Romagna, per il quinto anno consecutivo, celebra la Mediazione sociale, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia mette a disposizione delle famiglie e della collettività il nuovo servizio che avrà sede presso l’Ordine forense reggiano.

Il convegno – introdotto dai saluti del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia e dell’Organismo di Mediazione avv. Celestina Tinelli, del presidente del Tribunale di Reggio Emilia dr.ssa Cristina Beretti, del Vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla monsignor Massimo Camisasca, e del sindaco di Reggio Emilia dr. Luca Vecchi e coordinato, nella prima parte, dall’avv. Franca Porta, consigliere segretario dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia – sarà dedicato a “La Mediazione familiare e il processo”.

Tra i relatori, la dott.ssa Susanna Raimondi, coordinatrice tecnica del Centro Gea-Irene Bernardini del Comune di Milano, nonché presidente della Società Italiana di Mediazione Familiare (S.I.Me.F.), spiegherà l’importanza di “Conoscere per scegliere la mediazione familiare”.
L’attività e le funzioni de “La sezione specializzata di Mediazione familiare” sarà illustrata dall’avv. Ida Erica Fuggetta, mediatrice familiare S.I.Me.F. e componente del Consiglio dell’Organismo di Mediazione dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia.
Il dott. Francesco Parisoli, presidente della I sezione del Tribunale di Reggio Emilia, illustrerà “I provvedimenti presidenziali e l’art. 337 octies, II comma, c.c.”.

La seconda parte dei lavori, dal titolo “La Mediazione come risorsa sociale per i cittadini”, sarà introdotta dall’avv. Massimo Romolotti, mediatore civile e coordinatore dell’Organismo di Mediazione dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia, che farà il punto su “L’esperienza dell’Organismo di Mediazione dell’Ordine degli Avvocati reggiani” e, a seguire, la dott.ssa Lisa Gilioli, coordinatrice del Centro per le famiglie, Servizio Politiche di welfare e intercultura del Comune di Reggio Emilia, illustrerà “L’esperienza del Centro per le famiglie di Reggio Emilia”.

Il confronto tra la dott.ssa Barbara Soncini, mediatrice familiare S.I.Me.F. e consulente tecnico forense, e la dott.ssa Mariafrancesca Sidoli, mediatrice scolastica e familiare A.I.Me.F. e assessore del Comune di Reggio Emilia, coordinato dall’avv. Giovanna Fava, componente della Commissione Famiglia dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia, concluderà i lavori della giornata.

Sono stati invitati a partecipare il Coordinamento dei Centri per le famiglie della Regione Emilia Romagna, gli assessori alle Politiche di Welfare dei Comuni, i dirigenti del Servizio sociale e i Centri per le famiglie del Comune di Reggio Emilia, le Unioni dei Comuni Colline Matildiche, Pianura Reggiana, Terra di Mezzo, Tresinaro Secchia, Val d’Enza, i Comuni dell’Appennino, della Bassa Reggiana e il dipartimento di Neuropsichiatria infantile Ausl Reggio Emilia.

L’evento, gratuito e aperto al pubblico (previa prenotazione e fino ad esaurimento posti), è organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia. Agli avvocati che parteciperanno all’evento saranno riconosciuti 4 crediti formativi, di cui 2 in materia deontologica (iscrizione obbligatoria sul sistema RICONOSCO).

Per info: tel. 0522.276351; email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Anche quest’anno l’Associazione Centro Antiviolenza di Parma ha aderito all’evento mondiale “One Billion Rising”.

La campagna One Billion Rising 2020, in Italia, si pone l’obiettivo di sostenere i Centri Antiviolenza partendo dalla presa di coscienza dell’evidente distanza della situazione italiana rispetto agli obiettivi previsti dalla Convenzione di Istanbul. Infatti i fondi per il 2019, destinati dallo Stato ai Centri Antiviolenza, non sono ancora stati devoluti e non ci sono garanzie per quanto riguarda le tempistiche di erogazione data la situazione politica instabile e il crescente sentimento di intolleranza che ne domina la scena.

Questo ha portato ad un momento storico in cui luoghi come i Centri Antiviolenza, punto di riferimento negli anni per tante donne e minori vittime di violenza, rischiano di chiudere perché non ricevono il sostegno dello Stato per mancanza di permessi e fondi rinnovati. Per questo vogliamo ribadire fermamente la necessità di sostenere e garantire continuità ai Centri Antiviolenza e ricordare, inoltre, di non sottovalutare l’importanza di dare ascolto e credere alle donne vittime di violenza, perché possano ricominciare a vivere libere dai pregiudizi.

Per questi motivi manifesteremo con la danza, la musica, il teatro, la lettura, ecc. per una società in cui il rispetto e la solidarietà siano considerati valori fondanti; e in cui venga riconosciuta dalle Istituzioni e dalla cittadinanza l'importanza dei Centri Antiviolenza come luoghi di sostegno per le donne vittime di abusi e ai/alle loro figl*.

Appuntamento nei giorni 28 e 29 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Europa a Parma, ritorna anche lo spettacolo “I monologhi della vagina” portato in scena dal Collettivo V-Day Parma-Reggio con la regia di Stefania Maceri. 

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Il Comune di Felino cerca scrutatori per il Referendum del 29 Marzo: la disponibilità va comunicata entro il 28 febbraio

In vista delle Consultazioni Referendarie del 29 marzo 2020, il Comune di Felino ha attivato la ricerca di scrutatori da impiegare nei seggi elettorali durante le operazioni di voto e scrutinio.
Chi fosse interessato, può lasciare la propria disponibilità a ricoprire tale ruolo, compilando il modello allegato. E’ necessario essere elettori del Comune di Felino ed essere già iscritti all’albo degli scrutatori.

La Commissione Elettorale Comunale si riunirà tra il 4 ed il 9 marzo 2020 e procederà alla nomina dei componenti dei seggi, scegliendo anche tra coloro che abbiano dato la propria disponibilità da lunedì 10 febbraio e non oltre venerdì 28 febbraio 2020.

Il modulo, scaricabile dal sito o ritirabile direttamente all’Ufficio Elettorale, dovrà essere consegnato direttamente all'Ufficio Protocollo durante il normale orario di apertura dell'ufficio (dal lunedì al sabato 8.30 -13.00), o inviato per posta o per PEC all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., accompagnato dalla fotocopia di un documento di riconoscimento. Successivamente alla seduta della Commissione elettorale si provvederà a dare tempestiva comunicazione delle nomine effettuate ai diretti interessati.

L’Ufficio Elettorale è aperto al pubblico il mercoledì ed il venerdì dalle 8,30 alle 13,00.

 

 

Carpi 15 febbraio 2020 - Questa mattina, personale del Commissariato di P.S. di Carpi ha deferito in stato di libertà un italiano di 59 anni, residente in provincia di Piacenza, il quale si è reso responsabile, in concorso con altri soggetti nei confronti dei quali sono in corso accertamenti, di una truffa ai danni di un grossista di alimenti caseari di Carpi.

Lo scorso mese di luglio, il commerciante aveva ricevuto dal 59enne la richiesta di fornitura di un copioso numero di forme di formaggio.

Al fine di rendere verosimile la compravendita, il malvivente aveva concordato la consegna della merce nelle immediate vicinanze di punti vendita di una nota catena di negozi della grande distribuzione, ubicati nella pedemontana reggiana.

Onde evitare di destare sospetto, la merce veniva ritirate nelle prime ore del mattino, da due soggetti, nei confronti dei quali sono in corso ulteriori accertamenti, quando il negozio era chiuso.

La merce veniva posta all’interno di alcuni carrelli della spesa assicurando che appena fosse giunto il proprietario del punto vendita la merce sarebbe stata dislocata negli appositi scaffali o immagazzinata.

Dopo alcune consegne, quando l’importo degli ordini aveva superato gli 8.000 euro, il carpigiano aveva intimato all’acquirente telefonicamente il saldo delle fatture che erano state trasmesse col sistema di fatturazione digitale; il truffatore si era reso irreperibile.

Accertamenti esperiti presso la sede indicata nelle fatture, in Val di Taro (PR), ha permesso di appurare che la ditta in argomento era già stata utilizzata dall’indagato per porre in essere altra attività delittuosa del medesimo tipo e che erano già state sporte denunce per furto di identità commerciale.

L’analisi delle informazioni indicate dal commerciante truffato in sede di denuncia, comparate con gli elementi di carattere documentale acquisiti successivamente dagli investigatori del Commissariato, nonché l’incrocio dei dati acquisiti tramite la banca dati interforze ha permesso di dimostrare che l’effettivo utilizzatore dell’utenza telefonica con la quale veniva ordinata la merce e concordata la consegna era appunto il 59enne piacentino.

Si è altresì accertato che quanto avvenuto è il risultato dell’ennesimo comportamento criminale dell’indagato, il quale risulta essere coinvolto in attività delittuosa nel settore delle truffe di alimenti quali formaggi, insaccati e vini pregiati in tutto il centro e nord Italia.

 

La Procura di Bologna nell’ambito di una indagine diretta dal Procuratore Capo, Dr. Giuseppe AMATO e dal Sostituto Procuratore, D.ssa Antonella SCANDELLARI, ha emesso, in data 10.02.2020, un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico di un cittadino tunisino per il reato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale, art. 270 quinquies del codice penale.

Il provvedimento, frutto dell’attività di indagine svolta dalla Sezione Antiterrorismo della DIGOS di Bologna e di Parma e dal Compartimento Polizia Postale di Bologna - con il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione - Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno - e del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, trova fondamento nei gravi elementi indiziari a carico dell’indagato in ordine al reato di auto addestramento ad attività con finalità di terrorismo, nonché dalla sussistenza del fondato pericolo di fuga in seguito a reiterati viaggi compiuti dal soggetto in Tunisia senza che siano emerse notizie riguardo ai suoi spostamenti.

Lo scorso 11 febbraio, personale delle DIGOS di Bologna e Parma e del Compartimento Polizia Postale di Bologna hanno provveduto ad eseguite il fermo del tunisino, che era costantemente monitorato da personale della Digos, notificandogli il provvedimento, eseguendo una perquisizione domiciliare ed associandolo presso il carcere di alta sicurezza di Parma, a disposizione dell’A.G. di Bologna.

L’indagine trova origine nell’attività di contrasto al cyberterrorismo, svolta nelle prime fasi dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia, in collaborazione con le DIGOS territoriali, che permetteva mediante account di “copertura”, di individuare un profilo WhatsApp inserito in un gruppo denominato “gli estranei”.

Il gruppo, il cui logo mostrava un’immagine rappresentativa dello Stato islamico, aveva come scopo anche lo scambio di messaggi propagandistici. L’utilizzatore del profilo individuato veniva localizzato anche in altri due gruppi WhatsApp: “i canti dello stato islamico” e “l’esercito del califfato”.

Il target, attivo nei gruppi, veniva costantemente monitorato; si poteva così constatare che l’utente, nel tempo, provvedeva a modificare l’immagine del proprio profilo, esibendo una fotografia raffigurante tre fucili mitragliatori automatici (AK47).

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Il personale della Polizia Postale, grazie ad una puntuale attività di Osint (Open Source Intelligence) verificava che l’account osservato apparteneva ad un’utenza mobile italiana, utilizzata da un giovane (24 anni) operaio edile, di origini tunisine, regolarmente soggiornante nel territorio nazionale ma di fatto localizzato nella provincia di Parma.

Le indagini, conseguentemente affidate alla Procura di Bologna in ragione della competenza territoriale venivano delegate al Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bologna e congiuntamente alle DIGOS di Bologna e Parma.

In tale ambito il Compartimento Polizia Postale acquisiva ulteriori elementi valutativi sulla personalità dell’uomo, consentendo di individuare altri due profili Facebook a lui ricollegabili, dai quali si rilevava una sua spiccata inclinazione alla cultura dello Stato islamico e alla lotta armata, non risparmiando apprezzamenti (like) e iscrizioni a pagine ad esse dedicate.

Nel tempo, l’acuirsi della pericolosità delle condotte del soggetto, rilevata dal costante monitoraggio dei profili social in uso, consentiva alla Procura della Repubblica di Bologna di emettere un decreto di perquisizione personale, locale e informatica nei suoi confronti, attività eseguita nel giugno 2019 da personale della Polizia Postale di Bologna in collaborazione con le DIGOS territoriali.

Durante le operazioni di perquisizione veniva sequestrato un cellulare e diversi documenti rilevatisi di notevole valore investigativo.

L’analisi eseguita dal personale della DIGOS e della Polizia Postale di Bologna ha riguardato i dati dello smartphone che hanno rilevato la presenza di migliaia di immagini con foto che ne ritraevano alcuni dei membri più importanti, scene di guerra nei territori medio orientali ed esecuzioni capitali e 40 video esplicativi delle varie tecniche operative utilizzate da gruppi jihadisti nonché istruzioni o meglio “lezioni” per giungere al confezionamento di ordigni artigianali mediante l’uso di materiale di facile e quotidiana reperibilità. Presenti anche schede con “consigli” dove si trovavano illustrate, attività operative per realizzare bombe tipo molotov e tipo ANFO, su tecniche di combattimento, e raccomandazioni per eludere inseguitori, evitare la cattura e, tra l’altro, tecniche utili per liberarsi da un ammanettamento, nonché metodi per occultare un cadavere, ma anche tecniche di disarmo e difesa da minacce armate.

I documenti rinvenuti (anche cartacei) mostravano importanti elementi relativi al crescente processo di radicalizzazione del tunisino essendo stati rilevati evidenti segni di adesione ed esaltazione della jihad e/o del martirio di soggetti mussulmani in omaggio ad Allah (emergente anche in taluni video rilevati nella memoria del cellulare).

A tale quadro indiziario si sono aggiunti altri importanti elementi emersi a seguito delle analisi svolti dalla DIGOS dei dati contatti telefonici che mostrano l’inserimento dell’indagato in una cerchia relazionale internazionale di soggetti appartenenti ad ambienti jihadisti. Si tratta di contatti rilevati nelle piattaforme di comunicazione telematica quale Telegram e WhatsApp che risultano difficilmente intercettabili e contatti telefonici con utenze straniere riferibili a nazioni estere Tunisia, Algeria, Filippine, Yemen, Gran Bretagna, Stati Uniti ed altre ancora che hanno mostrano sequenzialità e coincidenze significative in relazione ai dati dei file scaricati e memorizzati nel cellulare.

Alla luce di detti elementi il GIP del Tribunale di Parma in data 13.02.2020, ha convalidato il Fermo della Procura di Bologna ed applicato nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere sostenendo che “… Sussistono, pertanto, gravi indizi di colpevolezza a carico del fermato in ordine al delitto di cui all’art. 270 quinquies c.p.”, che “.. abbia realizzato comportamenti univocamente finalizzati alla commissione delle condotte di terrorismo di cui all’art. 270 sexies c.p.” e che “…deve essere valutata quale concreta, specifica ed inequivocabile condotta dell’indagato tesa ad auto-addestrarsi per realizzare un programma terroristico proposto dalle molteplici strutture jihadiste affiliate all’ISIS…”.

Sono in corso ulteriori indagini anche in relazione allo sviluppo del materiale sequestrato e dei contatti riferibili a contesti nazionali ed internazionali.

(in allegato la presentazione in formato pdf)

 

Parma 14 febbraio 2020 - Questa mattina, la Questura di Parma, nell’ambito del progetto “QUESTO NON E’ AMORE”, ha organizzato un altro gazebo, questa volta in centro a Parma, davanti al teatro regio, luogo simbolo della città, per offrire un servizio di informazione e sensibilizzazione relativamente al fenomeno della violenza contro le donne (c.d. violenza di genere).

Abbiamo, deciso di essere presenti anche nella giornata di San Valentino perché la Polizia di Stato vuole ricordare tutto ciò che amore non è.

Anche in questo comunicato vogliamo ricordare alcuni punti fondamentali sull’argomento della violenza di genere, sottolineando che è un fenomeno trasversale a tutte le fasce sociali, per combatterlo è necessario anche un deciso cambiamento culturale che possa aiutare le donne a vincere la paura, rompendo l’isolamento e la vergogna, nella consapevolezza di avere degli strumenti di contrasto, di sostegno e di tutela. Per questo fine precipuo, quindi, vengono organizzati i gazebo, ossia per far conoscere alle donne vittime di violenza fisica, psicologica, economica e sociale, che esiste una fitta rete di istituzioni, enti locali ed associazioni di volontariato che ogni giorno si impegnano per affermare una parità di genere contro stereotipi e pregiudizi e che il poliziotto rappresenta uno snodo fondamentale di questa rete.

Il progetto tende a stabilire un contatto diretto con le donne che saranno accolte da psicologi, operatori della polizia giudiziaria e rappresentanti di associazioni, pronti a raccogliere le testimonianze dirette di chi, spesso, ha paura a denunciare o a varcare la soglia di un ufficio di Polizia.


Durante l’incontro era presente il Questore di Parma, dott. Gaetano Bonaccorso, il Diriginte della Divisione Anticrimine, il Vice Questore Dott.ssa Silvia Gentili e il Comandante della Polizia Locale Riva Cambrino, a testimonianza della grande collaborazione e sinergia che la Questura ha anche su questo tema con la Polizia Municipale.

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