AUSL Modena

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Tante iniziative, l'impegno di tutta la provincia per l'obiettivo comune. Calamitiamo? Enrico Cheli e Orietta Berti: tante iniziative e testimonial a favore della Sala Operatoria del Futuro. I lavori termineranno in agosto. Il 21 dicembre Open Day all'Ospedale Civile.

 

Il 18 ottobre 2017 l'Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, insieme a Rock no War, ha lanciato la campagna di raccolta fondi Tutti insieme per la sala operatoria del futuro con l'obiettivo di realizzare all'Ospedale Civile di Baggiovara la Sala Ibrida della Provincia di Modena. Oggi, a sei mesi dal lancio della campagna, sono stati raccolti 620.000 euro, grazie a numerose iniziative e alla collaborazione di tutti. L'obiettivo della campagna è raggiungere il 1 milione di euro necessario ad acquistare l'angiografo digitale. Perché questo sogno diventi realtà, quindi, mancano ancora 380.000 euro. L'Azienda Ospedaliero - Universitaria ha disegnato la road map dei lavori edilizi e di impiantistica che cominceranno il 21 luglio per concludersi il 27 agosto 2018 e che verranno pagati dall'Azienda Ospedaliero – Universitaria per 1,2 milioni di euro.

Se tanto è stato fatto, la strada è ancora lunga: per questo motivo sono numerose le iniziative previste nei prossimi mesi per sostenere la campagna. Tra queste spiccano l'avvio di Calamitiamo? il supporto della grande distribuzione e l'impegno di molti testimonial che hanno deciso di sostenere la campagna. Tra loro, Maurizio Cheli e Orietta Berti, due storie diverse, unite dal progetto Sala Ibrida.

"Quando sei mesi fa abbiamo lanciato l'iniziativa non potevamo sapere quale sarebbe stata la adesione della comunità. – ha commentato Ivan Trenti, Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena – Oggi, dopo circa sei mesi, siamo qui per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato sodo per questa campagna che ha davvero unito le anime migliori del nostro territorio: associazioni, professionisti, mondo industriale, cittadini. In tanti hanno raccolto il nostro invito con entusiasmo. Per questo è indispensabile fare insieme il punto della situazione e prendere un impegno pubblico per la realizzazione completa del progetto. Riteniamo importante ufficializzare oggi la "road map" dei lavori per dare a tutti quelli che si stanno impegnando e che si impegneranno la concretezza di quello che stiamo facendo."

I lavori di ristrutturazione necessari all'installazione della Sala Ibrida comporteranno la modifica di una zona del Blocco Operatorio principale dell'Ospedale Civile. I lavori entreranno nel vivo dal 21 luglio e per circa sei settimane l'attività chirurgica verrà effettuata presso le sale operatorie della Day-Surgery. Dopo il termine della prima fase di cantiere, il Blocco verrà riattivato, presumibilmente nei primi giorni di settembre; il resto dei lavori, che creeranno un minore disturbo all'attività chirurgica, verranno portati avanti fino al mese di dicembre. Il 21 dicembre ci sarà l'Open Day all'Ospedale di Baggiovara dove, finalmente, verrà mostrato l'angiografo, il frutto dell'impegno di tutti e, più in generale, la cittadinanza potrà visitare le strutture dell'ospedale. La nuova sala operatoria sarà un gioiello tecnologico all'avanguardia, un grande spazio che conterrà apparecchiature tra le quali un angiografo di grande potenza. In questo unico ambiente gli specialisti potranno effettuare una diagnosi immediata e contemporaneamente, senza spostare il paziente, agire per le fasi interventistiche e chirurgiche in modo rapido preciso e sicuro.

Sono tante le iniziative effettuate in questi mesi. Tra queste vanno ricordate la cena degli Auguri della Confimi Emilia Associazione delle Imprese Manifatturiere del territorio Emiliano, e la cena del 12 dicembre 2017 al Club La Meridiana a cura di ALMAD (Associazione per la Lotta alle Malattie dell'Apparato Digerente), condotta da Andrea Barbi. Di grande impatto è stata, dal 16 al 17 dicembre, la vendita migliaia di sacchetti di agrumi, grazie alla generosa offerta di Animo Calabria. Le arance sono state acquistate anche da molti dipendenti dell'Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena che hanno così voluto partecipare alla campagna di raccolta fondi. Il 21 dicembre, l'Ensemble Mandolinistico Estense, si è esibito in un concerto natalizio, nella hall dell'Ospedale Civile di Baggiovara. Sempre durante le feste natalizie e in occasione della Befana l'Associazione Magreta, Cultura e Solidarietà ha raccolto fondi per la Sala Ibrida tramite diverse iniziative tra cui la commedia teatrale della compagnia "Diritto e Rovescio" e la tombola della befana 2018. Il 23 gennaio 2018 è stata la volta della cena del Lions Club Wiligelmo, mentre il 26 gennaio c'è stata la cena organizzata da Borsari S.p.A Nonantola. Il 4 marzo il Circolo Paradisi di Vignola ha organizzato presso la propria sede un torneo di burraco in favore della Sala Ibrida. Il 20 marzo l'Auditorium Enzo Ferrari di Maranello ha ospitato una serata informativa, condotta dalla giornalista Federica Galli e dalla Strana Coppia, alla quale hanno partecipato 300 persone che hanno potuto conoscere la campagna di raccolta fondi. Il 22 di marzo è stata la volta della cena di gala organizzata dall'associazione Nord e Sud al ristorante La cartiera di Vignola. Domenica 8 aprile i Lions di Sassuolo, Vignola, Pavullo, Appennino EST, Formigine e Castelnuovo Rangone hanno organizzato, in occasione della Giornata Internazionale Lions, sei itinerari per conoscere meglio la storia di Modena e sostenere la Sala Ibrida.

"Sono stati mesi di grande attività – ha spiegato Maurizia Gherardi, Direttore del Servizio di Comunicazione – grazie alla passione dei singoli professionisti del comitato promotore e al supporto del mondo del volontariato e delle istituzioni. La campagna, però, non è conclusa. Anzi, si può dire che abbiamo conservato alcune importanti iniziative per il gran finale. La conferenza stampa di oggi è l'occasione per lanciare Calamitiamo? In questi giorni, sugli scaffali di diversi esercizi commerciali della nostra Provincia, cominciano ad apparire espositori di calamite che riproducono l'orchestra della Sala Ibrida. Si tratta di gadget pensati per tutti, per coloro che non hanno grandi possibilità ma vogliono mettere un piccolo mattoncino per la sala ibrida. Si tratta delle tipiche calamite da fissare, ad esempio, al frigorifero, per ricordo. Chi desidera avere questa calamita o regalarla a qualcuno può acquistarla e contribuire anche con questa iniziativa alla raccolta fondi per la sala operatoria del futuro." Le calamite sono state fornite dalla Margen SPA, dalla Carrozzeria Zanasi e da SICER e sono distribuite grazie alla collaborazione dell'Associazione Angela Serra, dell'Associazione ALMAD e dell'Associazione Regina Elena. Sono una quindicina a oggi gli esercizi in tutta la Provincia che hanno aderito all'iniziativa.

"Oltre alle calamite – conclude Maurizia Gherardi – abbiamo avuto la disponibilità di una serie di testimonial che hanno accettato di prestare il loro volto alla campagna. Oggi presentiamo i primi due testimonial, due personaggi diversi le cui storie sono state unite dalla campagna per la Sala Ibrida. Oggi conosciamo queste storie, vi posso anticipare che ne seguiranno altre". Maurizio Cheli, nato a Zocca, ha sentito parlare della campagna da un amico, paziente dell'Ospedale Civile e ha dato subito la sua disponibilità a promuovere la Sala Ibrida. Cheli, ingegnere aereospaziale e astronauta, ha visto nella tecnologia e nel lavoro di equipe della Sala Ibrida molte similitudini con una missione spaziale. Orietta Berti ha avuto un parente seguito all'Ospedale Civile di Baggiovara ed è stata questa sua esperienza personale a coinvolgere la cantante di Cavriago nel progetto.

Da maggio a giugno la grande distribuzione, in collaborazione con ROCK NO WAR, parteciperà alla campagna di raccolta fondi, devolvendo una parte dell'incasso su alcuni prodotti alimentari tipici del nostro territorio – lambrusco, grana – che saranno identificati dall'etichetta della campagna. "In meno di otto mesi abbiamo raggiunto 620.000 euro – ha commentato Giorgio Amadessi, Presidente di ROCK NO WAR – un risultato di grande importanza sia per la cifra raggiunta, sia per la modalità di raccolta che ha visto convivere le grandi donazioni sia il contributo di tante associazioni e cittadini. Ciascuno ha donato ciò che riusciva per il bene comune. Una bella avventura che sta unendo un'intera Provincia intorno alla propria sanità pubblica. Questi benefattori verranno ringraziati ufficialmente il 29 giugno nel corso della cena di gala che organizziamo in Accademia con la Banca Interprovinciale di Modena, dove saranno presenti alcuni donatori e i testimonial". I 620.000 euro raccolti sono frutto della generosità di cittadini e grandi gruppi industriali e finanziari della Provincia. "Ciascuno ha donato ciò che poteva in una bellissima gara di solidarietà". Ha concluso Amadessi.

"In questi mesi c'è stato un forte impegno collettivo a favore dell'obiettivo, e vanno ringraziati tutte e tutti coloro che hanno sostenuto la causa, mettendo a disposizione la propria professionalità o elargendo piccole e grandi donazioni. Un grazie va all'intero territorio modenese, sempre instancabile per altruismo e generosità – ha concluso Gian Carlo Muzzarelli, Presidente della CTSS e Sindaco di Modena – e a Rock No War per il suo costante supporto. Ora siamo vicini a raggiungere il milione di euro, e invito quindi chi può a contribuire per tagliare il traguardo. L'impegno per una sanità moderna, con personale qualificato e sempre le migliori tecnologie a disposizione, è fondamentale per la qualità della vita nel nostro territorio e serve il contributo di tutti".

 

Cos'è la Sala Ibrida

La Sala Ibrida è una Sala Operatoria ad alta tecnologia, dove sono presenti diverse apparecchiature radiologiche tra le quali un angiografo di grande potenza. È un ambiente chirurgico, quindi sterile, un unico ambiente dove si può effettuare una diagnosi immediata e, contemporaneamente, senza spostare il paziente, si possono eseguire le procedure chirurgiche. Questo consente di agire con più precisione e sicurezza per il paziente, perché l'intervento chirurgico può essere adattato all'evolversi del quadro clinico, controllando il risultato in tempo reale.

Grazie alle professionalità e alle nuove tecnologie è possibile intervenire con tecniche ancora più mini-invasive, cioè basate su piccole incisioni chirurgiche che comportano la riduzione delle complicanze e un netto miglioramento dei tempi di recupero del paziente. Una caratteristica che aiuta i chirurghi a intervenire su un'importante percentuale di malati, che altrimenti sarebbe esclusa dalla possibilità di un'operazione.

Il vantaggio della Sala ibrida è legato quindi all'urgenza, all'emergenza e alla traumatologia: il paziente arriva direttamente in sala operatoria non c'è perdita di tempo perché la diagnosi e la cura sono quasi contemporanee. La sala ibrida consente anche di svolgere una vasta gamma di interventi anche nelle patologie complesse di tipo vascolare, cardiologiche, neurochirurgiche, urologiche e gastroenterologiche.

 

La nostra orchestra: il comitato promotore

Il Comitato promotore è composto da: Marco Barozzi, Direttore Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso, Elisabetta Bertellini, Direttore Anestesia e Rianimazione, Giampaolo Bianchi, Direttore Urologia, Rita Luisa Conigliaro, Direttore Endoscopia Digestiva, Giacomo Pavesi, Direttore Neurochirurgia, Micaela Piccoli, Direttore Chirurgia Generale, d'Urgenza e Nuove Tecnologie, Roberto Silingardi, Direttore Chirurgia Vascolare, Stefano Tondi, Direttore Cardiologia, Pietro Torricelli, Direttore Dipartimento Diagnostica per Immagini.

 

La campagna di raccolta fondi per l'acquisto dell'angiografo

Chiunque voglia e possa contribuire alla raccolta fondi può effettuare il proprio versamento tramite bonifico bancario sul conto corrente "Rock NO WAR ONLUS – SALA IBRIDA" IBAN IT 62 O 03395 66780 CC0020011937 Banca Interprovinciale – filiale di Formigine (in causale indicare: EROGAZIONE LIBERALE + nome/cognome indirizzo e C.F.) oppure Tramite PayPal con destinatario Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (nel messaggio aggiuntivo indicare: EROGAZIONE LIBERALE + nome/cognome indirizzo e C.F.). Grazie a ROCK NO WAR che usufruisce dei vantaggi fiscali delle ONLUS, sarà possibile recuperare parzialmente quanto donato in base alla normativa vigente. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito web www.salaibridamodena.it e sul sito di ROCK NO WAR.

 

Fonte: Ufficio Stampa AOU di Modena

Terminati secondo i tempi previsti, i lavori di ristrutturazione delle Camere Ardenti dell'Ospedale Civile di Baggiovara: le camere di esposizione sono passate da cinque a otto, tutto l'ambiente sarà più confortevole e accogliente.

Modena, 7 febbraio 2018

Sono terminati secondo i tempi previsti, i lavori di ristrutturazione delle Camere Ardenti dell'Ospedale Civile di Baggiovara, cominciati nell'agosto del 2017. Il primo stralcio si era concluso in ottobre ed era stato propedeutico al secondo che ha visto la creazione di tre nuove sale espositive e la ristrutturazione delle sale esistenti, e la sistemazione di tutti gli ambienti di servizio. Il numero delle sale di esposizione è passato da cinque a otto. I lavori terminati sono stati presentati nella giornata di ieri, 6 febbraio 2018, al Sindaco di Modena e Presidente della Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria Gian Carlo Muzzarelli. Ad accompagnarlo il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Ivan Trenti, il Direttore del Servizio Unico Attività Tecniche, Gerardo Bellettato e il Direttore dei Lavori Carmen Braganolo.

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Il progetto complessivo è stato suddiviso in distinte fasi esecutive in modo da permettere la continuità del Servizio durante i lavori che ha visto sempre in funzione almeno cinque sale di esposizione. L'intervento - che si estende ad una superficie di circa 400,00 mq. – ha compreso la realizzazione di un nuovo percorso interno destinato ai visitatori diretti alle Sale di esposizione, nonché il riassetto funzionale dei locali di supporto ad uso del personale del servizio.

"Un ottimo lavoro – ha commentato Gian Carlo Muzzarelli – che ha utilizzato finiture gradevoli e adatte al contesto. Un intervento che restituisce ai cittadini uno spazio adeguato per porgere l'estremo saluto ai propri congiunti e consente di onorare al meglio i nostri cari nel loro ultimo viaggio".

La ristrutturazione ha previsto anche il rifacimento delle attuali sale di esposizione di un nuovo corridoio per i visitatori, del locale destinato ai necrofori e del nuovo servizio igienico accessibile ai disabili. L'intervento ha comportato il restyling delle Sale di Esposizione esistenti affinché questi luoghi siano accoglienti, decorosi e possano favorire il raccoglimento e il commiato dalla persona defunta.

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"Si è trattato di un investimento importante – ha aggiunto Ivan Trenti – quasi 400.000 euro che ci ha consentito di dotare l'Ospedale Civile di Camere Ardenti commisurate alla dimensione dell'ospedale, uno spazio dignitoso e funzionale, realizzato nei tempi previsti senza mai interrompere servizio. Per questo, quindi, ritengo doveroso ringraziare tutto il personale che ha lavorato in questi mesi."

L'intento è stato quello di migliorare la qualità percepita dai visitatori in questi locali la cui funzione si avvicina a un luogo di culto, piuttosto che ad un ambiente ospedaliero. Non potendo agire sulla dimensione delle Sale, l'intervento di riqualificazione ha previsto una nuova pavimentazione e il rivestimento delle pareti con materiali a texture morbide. Infine, sono stati installati nuovi controsoffitti e corpi illuminanti a Led a luce calda.

Fonte: Ausl Modena

Si tratta quindi del primo rene trapiantato da un donatore di questo tipo all'Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena. L'intervento si è svolto al Policlinico di Modena, è durato 4 ore.

Modena, 18 gennaio 2018

Poco prima di Natale è stato dimesso un paziente di 52 anni che aveva ricevuto il 30 novembre un rene prelevato da un donatore a cuore fermo presso l'Ospedale di Cesena. Si tratta quindi del primo rene trapiantato da un donatore di questo tipo all'Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena che segue di qualche mese il primo fegato trapiantato a settembre e la prima donazione a cuore forme effettuata all'Ospedale Civile di Baggiovara il 18 ottobre. Il secondo rene è stato impiantato a Bologna. L'intervento si è svolto al Policlinico di Modena, è durato 4 ore, e ha coinvolto il prof. Salvatore Micali dell'equipe di Urologia, diretta dal prof. Giampaolo Bianchi, il dottor Giovanni Ragazzi di quella di Chirurgia Vascolare, diretta dal dottor Roberto Silingardi, quella di Nefrologia e Dialisi, diretta dal prof. Gianni Cappelli e quella di Anestesia e Rianimazione 1 del Policlinico diretta dal prof. Massimo Girardis.

"Il paziente – ha spiegato il prof. Gianni Cappelli, Direttore della Nefrologia e Dialisi– residente nella nostra Provincia era in emodialisi da dieci anni e, grazie alla donazione ora potrà avere una qualità di vita decisamente migliore grazie alla generosità della famiglia del donatore che ringrazio vivamente.". Dalla sua attivazione, nel 1998, il centro trapianti di rene geminiano ha effettuato 606 trapianti di rene.

Questo tipo di donazione richiede l'utilizzo di sofisticati strumenti dedicati alla conservazione degli organi trapiantati per ri-ossigenare a temperature e pressioni controllate l'organo prelevato, al fine di migliorarne la performance prima del trapianto. "Da punto di vista tecnico – ha aggiunto il dottor Roberto Silingardi, Direttore della Chirurgia Vascolare - la procedura consiste di due distinte fasi. Nella prima si ha una circolazione extracorporea sul donatore cadavere durante la quale con ECMO si garantisce la perfusione degli organi addominali; la seconda fase avviene dopo il prelievo ed ogni singolo organo viene ri-perfuso con un apposito device in condizioni di ossigenazione, pressione e temperatura controllate. È quindi possibile monitorare la vitalità dell'organo ed ottenere ulteriori parametri per ottimizzare il trapianto. Il rene trapiantato a novembre è stato mantenuto per 3 ore in perfusione pulsatile pratica che imita il flusso sanguigno normale, ipotermica ossigenata e quindi trapiantato".

"All'estero il prelievo di organi a cuore fermo è una prassi molto diffusa, mentre in Italia è praticata, ancora, solamente in un numero molto limitato di centri dotati di competence e tecnologia adeguate alla complessità della procedura". Conclude il prof. Massimo Girardis, Direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione 1 del Policlinico - In questi casi è fondamentale garantire la funzionalità degli organi prelevati grazie ad un'accurata gestione del donatore e del ricevente."

"Grazie alle attuali procedure di perfusione sia prima che dopo il prelievo – conferma il prof. Giampaolo Bianchi, Direttore dell'Urologia - la qualità degli organi donati da un paziente a cuore fermo è la stessa rispetto a quella degli organi prelevati a cuore battente. La procedura da seguire è più articolata perché l'arresto cardiaco ha tempistiche più stringenti della morte cerebrale e, quindi, occorre decidere più in fretta e agire velocemente".

 

La donazione a cuore fermo

Normalmente la donazione viene effettuata da donatore in morte encefalica quindi a cuore ancora battente. In questo caso, invece, il cuore del donatore era fermo di conseguenza il processo di donazione, quale procedura clinico chirurgica di alta complessità richiede un elevatissimo livello di collaborazione tra strutture e discipline diverse, in questo caso: Terapia Intensiva, Chirurgia Vascolare, Nefrologia, Laboratorio analisi, Ingegneria clinica, Laboratorio di tipizzazione Tissutale e Centro di Riferimento Regionale.

La legge in Italia sancisce che per determinare la morte con criteri cardiologici occorre osservare un'assenza completa di battito cardiaco e di circolo per almeno 20 minuti: tale condizione determina con certezza una necrosi encefalica, con la perdita irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo stesso. La donazione "a cuore fermo" in Italia è regolata dai medesimi riferimenti legislativi ed etici della donazione da donatore in cui la morte è accertata con criteri neurologici (sei ore di osservazione da parte della commissione che deve accertare la morte). Una volta accertata la morte, il prelievo di organi da un donatore a cuore fermo a scopo di trapianto si presenta come una procedura complessa dal punto di vista organizzativo, a partire dal sistema di emergenza sanitaria territoriale e dalle equipe di medici e operatori sanitari coinvolti nelle diverse procedure.

Questo tipo di donazione richiede inoltre l'utilizzo di sofisticati strumenti dedicati alla ri-perfusione dei reni. La tecnologia attuale permette infatti di ri-ossigenare a temperature e pressioni controllate l'organo prelevato, al fine di migliorarne la performance prima del trapianto.

Una nuova speranza per chi è in attesa di trapianto

Questa procedura consente di estendere il numero dei potenziali donatori, comprendendo donatori che un tempo non era possibile prendere in considerazione, contribuendo a ridurre la "cronica" carenza d'organi che determina lunghi periodi di attesa in lista, con conseguente rischio di uscita dalla stessa per la progressione della malattia e la conseguente impossibilità di affrontare un trapianto.

 

(Fonte: Policlinico MO)

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