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Giovedì, 29 Ottobre 2020 15:30

L’Università Popolare ci prova

Il 30 novembre l’Università Popolare di Parma inaugura il nuovo A.A. 2020/2021. Si comincia online in modalità a distanza. Storia medievale, archeologia, letteratura greca, letteratura dell’Africa Sub-Sahariana alcune delle novità. 215 corsi proposti in 8 comuni. Rossi:”UniPop porta avanti valori che sono, mai come ora, collante della nostra società” .

Paziente già operato di chirurgia bariatrica evita un altro intervento grazie alle nuove tecniche eco endoscopiche eseguite a Baggiovara presso la Sala ibrida. 
L’uomo, ricoverato per calcolosi biliare, ha evitato la chirurgia tradizionale.

Sabato, 05 Settembre 2020 13:27

L’assurdità del numero chiuso nelle Università.

In questi giorni le Università hanno aperto i battenti e sono iniziate le febbrili partecipazioni ai test d’ingresso alle facoltà medico-scientifiche. Si realizza il paradosso italiano, per cui, di fronte alla carenza di personale medico e paramedico,

Pubblicato in Scuola Parma
  • In Europa, l'85% dei cittadini pensa che la cattiva informazione sia un problema per il proprio paese (fonte: Commissione Europea).
  • Opinion Leader 4 Future studia come si forma oggi l'opinione, chi sono i nuovi Opinion Leader, come operano, come entrano in relazione con i soggetti, a quali bisogni rispondono.
  • Autodisciplina e fiducia sono le prime due coordinate emerse dagli studi condotti durante i lockdown.
Pubblicato in Cronaca Emilia


Da Fondazione Cariparma e LUdE 500mila euro per finanziare e accompagnare le migliori idee presentate da gruppi di giovani tra i 18 e i 35 anni che vivono, studiano o lavorano a Parma

 

Parma – E' online sul sito www.thinkbigparma.it, il bando della seconda edizione di ThinkBig, la chiamata di idee con cui la Fondazione Cariparma e la Libera Università dell’Educare mettono a disposizione dei giovani di Parma un fondo di 500 mila euro e competenze professionali per trasformare le loro idee in progetti concreti. L’obiettivo è promuovere e facilitare il contributo e la partecipazione dei giovani ai processi di sviluppo locale nei seguenti ambiti d’intervento: valorizzazione e tutela del territorio, economia e innovazione, inclusione sociale.

La call si rivolge a giovani cittadini residenti nella provincia di Parma o iscritti all'Università di Parma o con sede di lavoro nella provincia di Parma, organizzati in gruppi informali composti da un minimo di tre persone (il criterio della residenza, della sede di studio o di lavoro deve essere posseduto da almeno i due terzi dei componenti del gruppo). I giovani dovranno aver compiuto 18 anni alla data di presentazione dell’idea progettuale e non avere un’età superiore ai 35 anni.

Per presentare le idee c’è tempo fino al 24 aprile 2020, seguendo le istruzioni presenti sul sito www.thinkbigparma.it. Tutte le proposte ricevute saranno pubblicate online e valutate da una giuria di esperti.

«Confortati dal successo della prima edizione – spiega il presidente di Fondazione Cariparma Gino Gandolfi – abbiamo deciso di lanciare la seconda call proprio in questi giorni in cui il nostro paese sta vivendo un'emergenza sanitaria molto grave. In aggiunta alle tante iniziative che abbiamo realizzato e che stiamo realizzando per supportare i medici e gli operatori sanitari dei nostri ospedali, abbiamo pensato di fare la nostra parte per contribuire a guardare il futuro con fiducia ed ottimismo: abbiamo scelto di dare un segnale di speranza per i giovani e per la città avviando un percorso che durerà ben oltre l’emergenza».

«L’impatto sociale, il risvolto educativo, la presentazione di idee di gruppo – aggiunge Michele Gagliardo della LUdE – sono le caratteristiche distintive di ThinkBig rispetto ad altre iniziative analoghe, ma le condizioni attuali ci impongono attenzione. Perciò invitiamo i giovani innanzitutto a restare a casa e a confrontarsi tra loro utilizzando le nuove tecnologie. Noi stessi, che avevamo in programma una serie di incontri di presentazione sul territorio, saremo in questa prima fase disponibili via e-mail, telefono, social e abbiamo attivato anche canali specifici su Telegram, Messenger, Skype, oltre a webinar per rispondere a qualunque dubbio».

 

Agosto non è solo il mese della vacanze, ma anche delle scadenze per gli studenti universitari che chiedono agevolazioni, benefici e contributi.

Lo ricorda Caf (centro di assistenza fiscale) della Cisl Emilia Centrale, che gestisce in convenzione con Er-Go (azienda regionale per il diritto agli studi superiori) le domande per diversi benefici. Le domande vengono lavorate on line in tutte le sedi del Caf Cisl; per presentarle occorre essere in possesso dell’Isee (indicatore della situazione economica equivalente).
Nel 2019 il Caf Cisl Emilia Centrale ha elaborato complessivamente 2.162 Isee (1.203 a Modena e 959 a Reggio) per chiedere agevolazioni per il diritto allo studio universitario.

La prima scadenza è giovedì prossimo 8 agosto, termine entro il quale si può presentare la domanda di alloggio per gli studenti iscritti ad anni successivi dei corsi di laurea, laurea magistrale a ciclo unico, laurea magistrale, e le matricole dei corsi di laurea magistrale, corsi di specializzazione, dottorati e Spisa (scuola specializzazione in studi sull’amministrazione pubblica) primi anni e anni successivi. La scadenza riguarda anche l’eventuale richiesta di assegnazione straordinaria di alloggio e la domanda di contributo OL studenti fuori sede in alloggio ultimo anno o primo anno fuori corso e per chiedere il servizio di aiuto personale per studenti disabili iscritti ad anni successivi dei corsi di laurea, laurea magistrale a ciclo unico, laurea magistrale, e le matricole dei corsi di laurea magistrale, corsi di specializzazione, dottorati e Spisa primi anni e anni successivi.

Ancora più importante, soprattutto per gli studenti modenesi, è la scadenza del 31 agosto. Va presentata entro fine mese, infatti, la domanda per altri benefici, come borse di studio, alloggio per studenti matricole dei corsi di laurea a ciclo unico, accesso agevolato al servizio ristorativo per studenti matricole e anni successivi di tutti i corsi, contributo per mobilità internazionale, esonero totale (per studenti che richiedono la borsa di studio Unimore, Unibo e Parma), collaborazioni studentesche retribuite/part-time Unimore e Unibo, collaborazioni a tempo parziale Er.Go per studenti dei corsi inter-ateneo “Muner”, collaborazioni tutorato alla pari in favore di studenti disabili Unimore, disponibilità a prestare volontariato, servizio di aiuto personale per studenti disabili matricole dei corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico.

In fase di compilazione della domanda è preferibile la presenza dello studente, il quale deve portare le credenziali per l'accesso al sito dell'università (utente e password), l’Iban (per i beneficiari di borsa di studio) e l’indirizzo mail.

 

Pubblicato in Scuola Modena
L’Università di Parma si conferma per il terzo anno consecutivo 3° a livello nazionale tra i grandi Atenei, piazzandosi quindi nuovamente sul podio secondo la classifica stilata dal Censis giunta alla diciannovesima edizione. Buona posizione anche per l'università di Modena e Reggio che si classifica al quarto posto.

Parma quindi è terza nella categoria riservata agli atenei con un numero di studenti compresi tra 20.000 e 40.000, con un punteggio complessivo di 89.7. L’Ateneo segue le università di Perugia (91.2, che si conferma al primo posto) e della Calabria (90.2), e precede Pavia (88) e Modena e Reggio Emilia (87.3). 

Un buon piazzamento anche nel complesso degli atenei della Regione: se Bologna infatti si conferma prima nella categoria dei Mega atenei (oltre i 40.000 iscritti), Ferrara si classifica al 12° posto tra gli atenei medi (tra 10.000 e 20.000 iscritti).

Bologna si classifica al vertice dei Mega Atenei con un punteggio complessivo pari a 90,8. Segue, come l’anno scorso, l’Università di Padova (88,7). Al terzo posto l’Università di Firenze (86,3), che, pur incrementando di 3 punti l’indicatore relativo alla dotazione di strutture per gli studenti, scende di una posizione. 

Introdotto quest’anno dal Censis un nuovo indicatore, la “occupabilità”, vale a dire la percentuale di occupati tra i laureati magistrali 2017 a un anno dal conseguimento del titolo. Questo nuovo indicatore si è affiancato a quelli tradizionali:

i servizi offerti agli studenti (ad esempio il numero di pasti in rapporto agli iscritti o i posti letto);

la spesa per le borse di studio erogate;

le strutture messe in campo (ad esempio biblioteche o laboratori scientifici);

la comunicazione e i servizi digitali;

il grado di "internazionalizzazione", ossia la capacità di attrarre studenti stranieri e la quantità di risorse per la mobilità internazionale.

Tra questi parametri, l’Ateneo di Parma fa registrare il miglior punteggio in “Strutture”, dove conquista un ottimo 104, l’unico punteggio “a doppia cifra” ottenuto per questo indicatore tra i grandi atenei. A seguire 95 in“Occupabilità”, 94 in “Comunicazione e servizi digitali”84 nelle “Borse”, 83 in “Internazionalizzazione” e 78 nei “Servizi”.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

In Emilia-Romagna il maggior numero di borse di studio riconosciute: oltre 21mila (100% la copertura degli studenti idonei). E il riparto del Fondo nazionale premia la Regione con lo stanziamento più alto: in arrivo 28 milioni di euro (+2,4 rispetto al 2017). Il presidente Bonaccini: "Il nostro è un investimento reale sui giovani, in particolare su chi merita e chi non ha troppe possibilità economiche"

Bologna -
 
Un “pacchetto” che supera i 28 milioni di euro, da destinare alle borse di studio universitarie. A tanto ammonta la quota destinata all’Emilia-Romagna dal riparto del Fondo integrativo statale 2018 (complessivamente, più di 237 milioni di euro), che ha ottenuto il via libera dalla Conferenza delle Regioni. Rispetto all’anno scorso le risorse per l’Emilia-Romagna sono aumentate, passando da 25,8 milioni agli attuali 28,2.

“Tutto questo ci consente di compiere un investimento, reale, sul futuro dei nostri giovani- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Con queste risorse rendiamo effettivo il loro diritto a raggiungere i più alti gradi dell’istruzione, con un’attenzione particolare agli studenti capaci, meritevoli, e in situazioni economiche non facili. Per noi è una priorità: vogliamo investire sempre più sul sistema di servizi e interventi per il diritto allo studio universitario. Inoltre- sottolinea-come abbiamo scritto nero su bianco sul Focus Giovani del Patto per il lavoro insieme a tutte le parti sociali, continuiamo nella promozione dei nostri atenei, nella valorizzazione della dimensione aggregativa e formativa delle residenze universitarie, nel sostegno a servizi e azioni di orientamento e accompagnamento al lavoro di laureandi e laureati”.

A livello nazionale, la Regione Emilia-Romagna è quella che spende di più per le borse di studio universitarie - oltre 80 milioni di euro -, ed è quella che ne ha concesso il maggior numero (21.135) nell’anno accademico 2017-2018, con una copertura al 100% degli studenti idonei, e la disponibilità di oltre 3.500 posti letto. Inoltre, l’Emilia-Romagna è la Regione che ha registrato il maggior incremento di studenti iscritti nell’anno accademico 2017-2018 a livello nazionale.

“Questo riparto premia la coerenza, le scelte e la qualità del nostro sistema universitario che nell’ultimo anno accademico ha registrato 14.640 iscritti in più: in valore assoluto, è l’incremento maggiore a livello nazionale- sottolinea l’assessore regionale all’Università, Patrizio Bianchi-. Siamo la Regione che ha avuto di più dal riparto del Fondo integrativo statale, e a questo si aggiungono 21 milioni di risorse regionali messe a bilancio. Ricordo, inoltre, che abbiamo chiesto e ottenuto dalla Commissione europea di poter utilizzare risorse del Fondo sociale europeo per il diritto allo studio universitario: parliamo- spiega l’assessore- di un investimento straordinario di almeno 5 milioni di euro del Fse che, sommati alle risorse nazionali, a quelle regionali e a quelle derivanti dalla tassa regionale per il diritto allo studio, permetteranno attraverso l’Azienda ER.GO di sostenere il sistema integrato di servizi e interventi per il diritto allo studio universitario”. /CV

Il consigliere chiede alla giunta "misure urgenti" per tutti e quattro gli Atenei regionali: Bologna, Ferrara, Modena e Reggio, Parma.

"La difficoltà, da parte della Regione Emilia-Romagna, di coprire al 100% le borse di studio per tutti gli studenti universitari idonei (sarebbero oltre tremila le borse mancanti) danneggerebbero tutti e quattro gli Atenei dell'Emilia-Romagna, Università di Bologna, di Ferrara, di Modena e Reggio, di Parma".

Lo scrive Galeazzo Bignami (Fi) in una interrogazione alla Giunta per sapere "quali misure urgenti intenda porre in essere per assicurare la copertura al 100% delle borse di studio per gli studenti universitari idonei nei quattro Atenei dell'Emilia-Romagna e se e in che modo l'assessorato competente intenda agire per fare in modo che gli stanziamenti non si basino esclusivamente su un riparto di tipo storico ma tengano anche conto del costante aumento delle immatricolazioni premiando gli atenei più virtuosi". (Cesare Cicognani)

(Fonte: Regione Emilia Romagna)

Questa mattina è stata inaugurata una nuova postazione car sharing per gli studenti universitari, nelle immediate adiacenze del Campus alla presenza dell'assessore alle Politiche di Sostenibilità Ambientale del Comune di Parma, Tiziana Benassi e dell' a.u. di Infomobility, Giovanni Bacotelli.

La nuova postazione, che si va ad aggiungere alle 12 già presenti in città, si trova in Largo Sergio Leone (parcheggio Cine City), con le auto disponibili 365 giorni all'anno e 24 ore su 24, è stata voluta dall'Amministrazione per agevolare negli spostamenti gli studenti universitari che spesso non hanno a loro disposizione un'auto di proprietà. Infomobility, in sinergia con l'Università, ha recentemente realizzato una campagna di comunicazione sul car sharing, articolata su diversi canali, per far conoscere i vantaggi del servizio e la promozione speciale riservata agli studenti dell'Ateneo di Parma, i quali potranno sottoscrivere l'abbonamento annuale a metà prezzo, cioè a soli 30 euro. Per usufruire dello sconto basta presentare al momento dell'iscrizione a Infomobility la student card o un documento che attesti l'iscrizione all'Università.

"Dopo la recente attivazione di due postazioni di bike sharing presso il palazzetto dello sport e l'ospedale maggiore, - spiega l'assessore Benassi - continuano le azioni concrete ed integrate nella direzione di una mobilità sempre più sostenibile". Ritengo questa nuova postazione di car sharing particolarmente significativa, poiché sono convinta che l'ambiente universitario possa costituire un terreno fertile per indurre un collegamento virtuoso fra ambiente e società.'

Il car sharing è la scelta ideale per chi desidera avere un'auto a propria disposizione senza dover sostenere i costi di acquisto, proprietà e gestione. Muoversi a Parma sta diventando sempre più facile, anche senza possedere un'auto privata; con il servizio Parma Car Sharing si può girare nella città di Parma e nei dintorni senza problemi e con molti vantaggi: nessun costo di gestione e manutenzione per l'auto, si può accedere alle ZTL senza bisogno di acquistare il permesso, si possono percorrere le corsie preferenziali degli autobus ed è possibile sostare gratuitamente sulle righe blu e bianco-blu. Utilizzarlo è semplice, ci si iscrive, si prenota l'auto (con l'App o attraverso il web) e poi si ritira con la tessera. Si può scegliere il modello più adeguato alla propria esigenza e il tempo di utilizzo può variare da un'ora a più giorni.

"Infomobility continua ad investire nel car sharing perché crede nello sviluppo dei mezzi alternativi all'auto privata. - Dichiara l'a.u. di Infomobility, Bacotelli – la flotta a disposizione degli utenti viene costantemente rinnovata ed ampliata con nuove autovetture e nuove postazioni. Si continua a lavorare per incentivare l'utilizzo del servizio e proprio per questo abbiamo deciso di puntare anche sui giovani, perché sono più recettivi alle novità e a tutto ciò che rientra nelle politiche di sostenibilità."

(Fonte: Comune di Parma)

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