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La nuova struttura è stata inaugurata alla presenza del Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi a Sorbara, frazione del Comune di Bomporto. Ospiterà iniziative per promuovere la cultura della legalità e contrastare i fenomeni delle infiltrazioni mafiose sul territorio. 

Di Manuela Fiorini

Il più grande inganno della mafia è stato quello di farci credere che la mafia non esiste. Per tanto, troppo tempo, il Nord Italia si è sentito “immune” dalle infiltrazioni mafiose . Invece, a poco a poco, la criminalità organizzata ha cominciato a gettare i suoi semi e a mettere radici anche in ambiti prima “insospettabili”. Ed è arrivata anche nella Bassa modenese, in un territorio dall’economia ricca, appetibile, ultimamente anche fragile, a causa del terremoto del maggio 2012 e dell’alluvione del gennaio di quest’anno. Ha cavalcato le debolezze degli imprenditori, ha sfruttato la loro necessità di capitali, spesso negati dai canali legali, si è giudicata appalti attraverso aziende prestanome e riciclato il denaro sporco, proveniente da attività illecite, come lo sfruttamento della prostituzione, il gioco d’azzardo illegale e il commercio di sostanze stupefacenti, in altre attività che di pulito hanno solo la facciata. Tuttavia, la mafia vive e si nutre anche di altri aspetti, di cui tutti possiamo, più o meno consapevolmente, diventare complici: facendo finta di non vedere, voltandoci dall’altra parte, negando l’evidenza, consentendo o tollerando certi atteggiamenti che vanno ad alimentare le cosiddette “zone grigie”, situazioni in cui il confine tra ciò che è legale e quello che non lo è diventa sempre più sfumato. Proprio per cambiare questa mentalità, partendo dal “basso”, quindi dall’educazione della cittadinanza attraverso la conoscenza dei fenomeni e il loro contrasto, ha aperto i battenti a Sorbara di Bomporto (Modena), la Casa delle Legalità, una struttura di 250 mq realizzata con il contributo della Regione Emilia Romagna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Una vera e propria “spina nel fianco” per le organizzazione mafiose, che terrà alta l’attenzione su di loro anche attraverso la collaborazione con associazioni come Libera e Gruppo Abele, da sempre attive sul territorio nazionale nella lotta contro la criminalità organizzata. 

Una scelta non casuale, quella di costruire la “Casa della Legalità” a Sorbara, una piccola frazione con circa 5000 abitanti, conosciuta per la produzione del suo ottimo Lambrusco. Nel 2011, qui arriva Egidio Coppola, legato alle cosche casalesi della Nuova Famiglia prima e al Clan Bardellino, poi. Coppola, dopo aver scontato la pena in carcere, chiede di stabilire il suo “soggiorno obbligato” nella casa presa in affitto dalla moglie, ufficialmente per ricongiungersi alla sua famiglia. Subito la popolazione e le istituzioni si sollevano. La scelta di Coppola non pare essere stata casuale, dal momento che proprio la Bassa modenese è sotto la lente delle Forze dell’Ordine per la concentrazione di affiliati, o sospetti tali, ai clan camorristici. Egidio Coppola torna in carcere dopo una nuova condanna a 7 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso, ma la presa di coscienza da parte di cittadini e istituzioni porta alla decisione di costruire proprio a pochi metri dalla casa di Coppola, su un terreno di proprietà comunale, la Casa della Legalità. 

Rosy Bindi 4 gde

Al taglio del nastro ha presenziato anche la Presidente della Commissione Nazionale Antimafia Rosy Bindi, che nel suo intervento ha sottolineato come l’Italia sia sì, il paese delle mafie ma anche “il paese della lotta alle mafie, grazie anche alla reazione civile che da qualche anno a questa parte c’è nel nostro paese e che ogni giorno trova interlocutori più consapevoli nel tessuto economico e sociale”. Nel suo intervento la Bindi ha parlato anche degli strumenti e delle strategie da mettere in atto per un contrasto sempre più forte e capillare al fenomeno delle infiltrazioni mafiose. Primo tra tutte la legge 416 ter sul voto di scambio, per fare sì che, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative del 25 maggio, la politica  si renda “indisponibile” alle mafie. Una riflessione ha riguardato anche riguardo alla cosiddetta “White list”, la lista delle imprese dichiarate “pulite” che, alla prova dei fatti, si è rivelata un’iniziativa buona a metà e da completare e con strumenti più dinamici,  poiché “qualche volta rischia di dare la patente di “bianco” a chi nel giro di poco tempo bianco non lo è più, oppure lo è nella prima fase”, perché “i mafiosi non partecipano agli appalti, hanno chi partecipa per loro e ha il bollino blu” e “. quando si interdice un’azienda la si leva dal mercato”. E la “chiamata alla responsabilità” è rivolta anche ai notai e ai direttori di banca, ai quali non si chiede di “diventare eroi” ma di “fare il proprio dovere” segnalando le operazioni sospette o rimandando la decisione di finanziamenti o mutui di immobili o attività che presumono derivanti da attività illecite” .

All’inaugurazione della Casa della Legalità c’erano anche tanti cittadini, famiglie e bambini e ragazzi delle scuole. Vincenza Rando dell’Ufficio legale di Libera, nel suo intervento ha citato il giudice Antonino Caponnetto che sosteneva quanto la mafia abbia più paura della scuola, dei ragazzi dal pensiero libero, che dell’ergastolo e dei sequestri dei loro beni. Più volte citato anche il caso di Giovanni Tizian, il giornalista modenese minacciato dalle cosche e messo sotto scorta per aver portato alla luce, con i suoi articoli di inchiesta, gli affari sporchi e le dinamiche mafiose sul territorio, facendo nomi e cognomi delle persone coinvolte. Un caso emblematico, in quanto il processo, tutt’ora in corso,contro il gruppo malavitoso che ha minacciato il giornalista, ha visto la costituzione parte civile, oltre che di Libera, anche della Regione Emilia Romagna, del Comune e della Provincia di Modena, mentre hanno intenzione di seguire questa strada anche Confindustria Nazionale e lo Stato italiano a dimostrazione che le istituzioni sono dalla parte dei cittadini che perseguono la strada della legalità e dell’onestà. 

 

 

Un edificio pubblico di 250 metri quadri, realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Bomporto, la Regione Emilia-Romagna e la Fondazione "Cassa di Risparmio di Modena", all'interno dell'attività di prevenzione delle infiltrazioni mafiose e di diffusione della cultura della legalità.

 

Bomporto, 28 marzo 2014 -


Sarà inaugurata domani, sabato 29 marzo, alle ore 10.00, la nuova "Casa della legalità" a Sorbara di Bomporto (Mo), un edificio pubblico di 250 metri quadri, realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Bomporto, la Regione Emilia-Romagna e la Fondazione "Cassa di Risparmio di Modena", all'interno dell'attività di prevenzione delle infiltrazioni mafiose e di diffusione della cultura della legalità.
Tra le molte Autorità previste, hanno confermato la loro presenza l'on. Rosy Bindi (Presidente della Commissione Antimafia), l'on. Stefano Vaccari (senatore della Repubblica), la dott.ssa Simonetta Saliera (Vice-presidente della Regione Emilia- Romagna), il dott. Andrea Landi (Presidente della Fondazione "Cassa di Risparmio di Modena") e la dott.ssa Vincenza Rando (avvocato dell'Ufficio legale di "Libera"), oltre ai Sindaci dell'Unione Comuni del Sorbara.
"Il nostro territorio - afferma il sindaco Borghi - è indicato dai pentiti come succursale dei Casalesi. Con questo progetto vogliamo trasformarlo in sede della legalità, lanciando un messaggio chiaro contro le infiltrazioni delle organizzazioni malavitose. Intendiamo così costituire un luogo di incontro, di educazione, di studio e di dialogo, avviando una serie di progetti che permetteranno di diffondere il valore della legalità in tutta la società per dire no con forza alla mentalità mafiosa, all'economia mafiosa, alla società mafiosa. Bomporto vuole essere promotore di tutto questo attraverso lo strumento della Casa della Legalità".
"La Regione sostiene tutte le iniziative che servono a rafforzare la corazza istituzionale della nostra comunità", spiega Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore alle Politiche per la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna. Questa casa sarà un luogo di incontro e promozione della legalità ed è anche il simbolo della volontà della terra modenese, delle sue istituzioni, dei suoi cittadini, delle sue imprese, di rialzarsi sempre dopo le difficoltà: come è stato sia dopo il terremoto del 2012 sia dopo l'alluvione di fine gennaio".
Il progetto prevede anche attività formative nelle scuole elementari e medie, con incontri con le famiglie e laboratori in collaborazione con i docenti sui temi della legalità, dei diritti e dei doveri, della promozione dei valori dell'associazionismo, del volontariato e della solidarietà.

 

(Fonte: ufficio stampa Comune di Bomporto)

 

L'iniziativa organizzata da Modenamoremio, società di promozione del centro storico, con il patrocinio del Comune di Modena e in collaborazione con la Società del Sandrone, avrà l'obiettivo di reperire fondi a favore dei commercianti alluvionati del centro storico di Bomporto.

Venerdì 14 marzo 2014 –

A causa delle avverse condizioni climatiche di domenica 2 marzo, la “Tombola della Solidarietà” è stata rimandata a domenica 16 marzo, sempre dalle 15.30, in Piazza XX Settembre.

L’iniziativa organizzata da Modenamoremio, società di promozione del centro storico, con il patrocinio del Comune di Modena e in collaborazione con la Società del Sandrone, avrà l’obiettivo di reperire fondi a favore dei commercianti alluvionati del centro storico di Bomporto.

Le cartelle, al costo di € 2,00 cadauna, potranno essere acquistate anche il giorno stesso  In Piazza Grande presso il gazebo di Modenamoremio, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 fino all’inizio della manifestazione. Il numero delle cartelle è limitato e saranno in vendita solo fino ad esaurimento delle stesse. 

Durante la manifestazione verranno effettuate due distinte estrazioni che premieranno il Terno, la Cinquina e la Tombola. Questi i premi gentilmente offerti in palio per i vincitori: un buono spesa da € 150 spendibile presso il Mercato Albinelli e una macchina da caffè a capsule più 40 capsule Caffè Cagliari offerte da Negozio Caffitaly Sistem di Modena per chi si aggiudicherà il terno; una prestigiosa cartella in pelle da uomo e una borsa in pelle da donna offerte da Beltrami Emore per i fortunati della cinquina; mentre per i vincitori della tombola, la ditta F.lli Gibertini offrirà una mountain bike Pininfarina e un home theatre Philips.

In caso di contemporanea vincita si estrarrà un unico vincitore del premio messo in palio assegnando a l’altro una cesta alimentare, gentilmente offerta da Casa Modena.

 

Anche quest’anno aumentano le possibilità di vincere: chi non riuscirà a essere presente in Piazza avrà la possibilità di ricevere un premio! Infatti, a fine Tombola, verranno estratti tre numeri corrispondenti a tre cartelle non estratte e i fortunati partecipanti vinceranno tre ceste alimentari sempre offerte da Casa Modena. I numeri delle cartelle saranno pubblicati anche su www.modenamoremio.it

 

Il programma della giornata:

Dalle 14.30 l’immancabile gruppo “Gli amici di Ermes” distribuirà lo gnocco fritto a fronte di un’offerta libera per il progetto di sostegno all’istruzione dei bambini del Kenya.

Verso le ore 15 da Piazza Roma la Famiglia Pavironica partirà a bordo di suggestive vetture di una volta, grazie al Club di Motori di Modena. Sandrone, la Pulonia e Sgorghigolo saranno accompagnati dalle note della Banda Cittadina A. Ferri fino in Piazza XX Settembre.

L’evento sarà presentato dall’amatissimo Antoine. 

 

Si ringrazia in particolare il main sponsor Banca Popolare dell’Emilia Romagna, oltre alla Polisportiva Modena Est e Modena Radio city per la collaborazione.

 

(Fonte: ufficio stampa Modenamoremio)

 

Pubblicato in Dove andiamo? Emilia

Da venerdì 14 marzo si ritornerà alla gestione ordinaria della raccolta. Entro quella data sarà possibile richiedere ai Coc interventi per situazioni particolari -

 Modena, 11 marzo 2014 -

Il Comune di Modena informa che la fase di emergenza per la raccolta rifiuti nella zona di San Matteo e Albareto di Modena e nei comuni di Bastiglia e Bomporto terminerà venerdì 14 marzo. Dopo quella data si ritornerà alla gestione ordinaria dei rifiuti.
Sono infatti tutti attivi i centri di raccolta comunali in cui è possibile recarsi per il conferimento dei rifiuti differenziati ed è possibile avvalersi delle abituali modalità di raccolta a domicilio attivate nei singoli comuni.
I cittadini e le attività produttive che vivono ancora situazioni particolari di criticità e che hanno ancora bisogno di smaltire rifiuti urbani derivanti dalla rottura dell'argine di Secchia del 19 gennaio scorso possono comunque richiedere un servizio personalizzato al proprio Coc - Centro Operativo Comunale (per Modena il numero è 059/2033745) entro e non oltre il 14 marzo.
Le richieste saranno valutate dai tecnici dei Coc comunali, in collaborazione con Hera, che stabiliranno un'agenda per l'impegno dei volontari e dei mezzi di protezione civile più idonei per la pulizia e svuotamento di abitazioni e luoghi di lavoro.

 

(Fonte: Comune di Modena)

 

Cessato il preallarme piena del Panaro e del Secchia nei comuni del modenese. Rientrata anche la fase di allarme per l'Enza nei comuni del parmense e del reggiano. In fase di ultimazione i lavori per il ripristino dell'argine del Quaderna, a Medicina: bloccata la fuoriuscita dell'acqua -

Bologna, 6 marzo 2014 -

Sta rientrando l'emergenza piena per fiumi e corsi d'acqua in Emilia-Romagna.
L'Agenzia regionale di Protezione civile - in accordo con Arpa (Agenzia regionale prevenzione e ambiente), Servizi tecnici di Bacino e Consorzi di bonifica - sta attivando in queste ore la cessazione delle fasi di allarme e preallarme che ieri aveva interessato molti comuni.
Il Servizio tecnico di Bacino Reno sta ultimando i lavori di ripristino dell'argine del fiume Quaderna, nel comune di Medicina (Bologna), che nella notte del 5 marzo aveva subito un parziale collasso. Al momento non si registra più fuoriuscita di acqua.
Cessato il preallarme piena del Panaro per i comuni modenesi di Camposanto, Finale Emilia, Bomporto, Nonantola, Ravarino, Castelfranco Emilia, Modena e per il comune di Crevalcore in provincia di Bologna.
Cessato preallarme anche per il Secchia nei comuni di Bastiglia, Bomporto, Carpi, Soliera e Campogalliano in provincia di Modena.
Rientrata anche la fase di allarme per l'Enza: sono interessati i comuni di Mezzani e Sorbolo nel Parmense e Brescello e Gattatico nel Reggiano.
Non sono più in allarme i corsi d'acqua che interessano i comuni di Formigine, Sassuolo, Fiorano Modenese, Maranello, Castelnuovo Rangone, Spilamberto, Castelvetro, Vignola, Savignano sul Panaro e Marano sul Panaro (Modena).
Infine, sono cessati gli allarmi e i preallarmi per i fiumi Montone, Lamone, Bevano, Savio e Senio relativi al comune di Forlì e, in provincia di Ravenna, ai comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Castel Bolognese, Cotignola, Faenza, Lugo, Riolo Terme, Solarolo, Ravenna, Cervia e Russi.

 

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

Sono 1.175 i lavoratori in cassa integrazione a causa dell'esondazione del Secchia, avvenuta il 19 gennaio scorso: lo rende noto la Cisl di Modena -

Modena, 3 marzo 2014 -

Sono 1.175 i lavoratori in cassa integrazione a causa dell'esondazione del Secchia, avvenuta il 19 gennaio scorso. Lo rende noto la Cisl di Modena, che ha analizzato i dati sugli ammortizzatori sociali attivati dopo il 20 febbraio grazie all'accordo stipulato con la Provincia per snellire tempi e procedure per ottenere la cig per alluvione nei Comuni di Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Camposanto, Finale Emilia, Medolla, San Felice e nelle frazioni di Modena di San Matteo, Albareto, La Rocca e Navicello. «A oggi risultano 450 lavoratori in cassa integrazione ordinaria in deroga, 25 in cigo edilizia, 600 lavoratori in cigo industria e cento lavoratori in sospensione fondo artigianato – afferma Domenico Chiatto, responsabile delle politiche del lavoro per la segreteria provinciale della Cisl con delega alla ricostruzione post sisma e alluvione - Le aziende interessate dalla cig ordinaria - circa 200 - sono generalmente piccole e medie imprese meccaniche, tessili e della chimica-gomma-plastica. Il 40 per cento del totale dei lavoratori fermi è rappresentato da addetti del terziario, in particolare socio-sanitario-assistenziale e commercio, per i quali si attiva la cig in deroga. A questi numeri – continua Chiatto - vanno aggiunti gli addetti dell'agricoltura, sui quali mancano ancora dati precisi, autonomi, artigiani e persone con forme di lavoro diverse. Per questo stimiamo che il totale dei lavoratori che hanno dovuto fermarsi possa avvicinarsi complessivamente alle 2 mila unità». La maggior parte della aziende che hanno fatto ricorso alla cig, sono dislocate a Bastiglia e Bomporto; sono state presentate domande anche a Camposanto, Medolla e San Felice. La cassa integrazione ordinaria dura inizialmente tredici settimane, mentre quella in deroga scade il 31 marzo, come previsto dagli accordi regionali. «Sono necessarie risorse aggiuntive per la cig in deroga, che, rispetto agli accordi con la Regione, registra un maggior utilizzo proprio a seguito dall'alluvione – sottolinea il sindacalista Cisl - Alcune aziende colpite da questa ultima calamità, tra l'altro, avevano già subito danni a causa del terremoto e incontrano forti difficoltà nel riprendere l'attività. Hanno bisogno di sostegni straordinari non solo per rimettere in sesto gli impianti, ma anche per anticipare l'indennità cig ai propri dipendenti». Chiatto aggiunge che resta aperto il problema dei danni a imprese e privati. «C'è chi ha perso quasi tutto, dai mobili agli elettrodomestici all'auto. Per questo – conclude il segretario Cisl – ci aspettiamo che l'atteso decreto ministeriale sui risarcimenti preveda, come richiesto dalla Regione, gli stessi criteri e modalità riconosciuti alle popolazioni terremotate».

(Fonte: ufficio stampa Cisl Modena)

 

Un centinaio di cittadini alluvionati ha sfilato per chiedere al sindaco Sandro Fogli di fare il punto sulla situazione dei danni e dei risarcimenti...

Modena, 1 marzo 2014 - Di Manuela Fiorini -


Attimi di tensione, questa mattina a Bastiglia dove, sotto una pioggia battente, un centinaio di cittadini alluvionati ha sfilato per chiedere al sindaco Sandro Fogli di fare il punto sulla situazione dei danni e dei risarcimenti.
Il Primo Cittadino, tuttavia, non si è fatto vedere, nonostante la manifestazione fosse stata fissata e autorizzata da tempo. I toni si sono alzati quando ai cittadini di Bastiglia è stato negato l'accesso alla Sala Consigliare del Comune, dove avevano richiesto di potersi comunque riunire per discutere tra loro sullo stato delle cose. Secondo il Segretario Comunale Rossetti la sala sarebbe stata inagibile e non igienizzata, quindi non adatta ad ospitare i cittadini. Silenzio anche sulla mancata presenza del sindaco Fogli.
Sono passati 42 giorni dal 19 gennaio, quando sull'argine del fiume Secchia si è aperta una falla di oltre 50 metri, che ha fatto riversare l'acqua del fiume a San Matteo, ad Albareto e nei comuni di Bomporto e Bastiglia, dove, purtroppo, c'è stata anche l'unica vittima, il 44 enne Giuseppe "Oberdan" Salvioli", trascinato via dalle acque e ritrovato lo scorso 5 febbraio nel Naviglio.
"Volevamo solo parlare tra di noi per fare il punto della situazione – dice arrabbiato Eros Bonomi, Consigliere Comunale della Lega Nord - la gente in casa ha ancora il fango, che cosa volete che sia una sala non igienizzata?".
Secondo i cittadini, lo scorso 19 gennaio, quando le acque hanno cominciato a riversarsi fuori dalla falla, l'allarme sarebbe stato dato in ritardo e i possibili danni minimizzati.
"Abbiamo perso più di 900 auto e chi viveva al piano terra ha visto i locali e il mobilio rovinati dall'acqua, è tutto da buttare. Ci hanno detto che sarebbero arrivati 10 cm di acqua, invece ne sono arrivati quasi due metri".
E' arrabbiato anche Gerardo Maffei, Consigliere Comunale e capogruppo di Rinnovamento per Bastiglia e promotore della manifestazione.

 

Gerardo Maffei Lega Nord rid

 


"Ho organizzato questo incontro perché me lo hanno chiesto i cittadini di Bastiglia. Al sindaco volevamo solo chiedere tre cose. La prima: un impegno con il Presidente della Regione Vasco Errani, affinché ci dica di chi sono le responsabilità per quello che è successo e rassicuri i cittadini che sarà fatto di tutto perché una cosa del genere non succeda più. Secondo: vogliamo che la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Modena e il Comune di Bastiglia garantiscano ai cittadini e alle attività produttive almeno il 50% dei mutui e dei presti che ora andremo a fare per cercare di ripartire, in attesa che si sappia qualcosa dei risarcimenti che abbiamo richiesto tramite i moduli. Terzo: chiediamo un piano ambientale e una legge che ci tuteli contro le alluvioni. Noi della Bassa viviamo in una zona a rischio".
I cittadini di Bastiglia non si arrendono, nonostante il mancato confronto. Il prossimo incontro pubblico è previsto il 10 marzo, alle ore 20.30, presso il Borgo Ristorante la Bastia di via Canaletto 46/a. E' prevista la presenza dei rappresentanti della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Modena, del Comune di Bastiglia e delle Prefettura. Si parlerà di prevenzione del rischio idraulico, messa in sicurezza del "nodo idraulico" di Modena, azioni e misure per la ripresa sociale ed economica del contesto urbano e rurale di Bastiglia e del monitoraggio e ricognizione dei danni subiti. Speriamo che i cittadini di Bastiglia possano trovare le risposte che cercano.

Pubblicato in Cronaca Emilia

L'Agenzia regionale di protezione civile: per la ricognizione dei danni al momento non servono perizie. E' sufficiente compilare le schede e trasmetterle ai Comuni entro il 28 febbraio

Bologna, 17 febbraio 2014 –

I cittadini e le imprese che hanno subito danni a causa dell'alluvione non devono al momento produrre perizie giurate o asseverate: è sufficiente che compilino le apposite schede (scaricabili dal sito "Alluvione nel modenese", sul portale della Regione, o da quello della Protezione civile regionale), descrivendo e quantificando i danni, e allegando la documentazione raccolta (per esempio fotografie). E' quanto ribadisce l'Agenzia regionale di protezione civile, raccomandando di conservare comunque tutta l'eventuale documentazione utile (come scontrini fiscali, fatture), anche se non inviata, comprovante il contenuto delle autocertificazioni relative al danno e ai ripristini qualora eseguiti.

A questo scopo la Regione ha messo a punto quattro schede per effettuare la ricognizione di edifici pubblici, abitazioni private, infrastrutture, opere di sistemazione idraulica, aziende agricole e agroindustriali: devono essere compilate e trasmesse ai Comuni entro il 28 febbraio 2014.

La ricognizione riguarda sette Comuni del modenese (Bastiglia, Bomporto, Camposanto, San Felice, Finale, San Prospero, Medolla) e quattro frazioni del Comune di Modena (San Matteo, La Rocca, Albareto e Navicella).

http://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione-nel-modenese
http://www.protezionecivile.emilia-romagna.it

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

Sorretti dalla volontà di andare avanti. Lo hanno raccontato a Confesercenti: "Ce la mettiamo tutta; non ci accontenteremo di elemosine vogliamo il rimborso dei danni" -

Modena, 15 febbraio 2014 -

È ormai impresso nella mente come un ricordo indelebile: l'acqua che entra ovunque, che 'invade il lavoro' che raggiunge in taluni casi i due metri d'altezza. Devastando una vita di sacrifici. Lo sconforto e la disperazione dei primi momenti lasciano spazio alla voglia di reagire, di salvare tutto il possibile. Poco importa se tocca immergersi fino alla vita e oltre, o aiutarsi con gommoni di fortuna. Quel che ha prevalso in quegli attimi è stato pensare come ripartire. Dopo il nuovo disastro, che ha messo in ginocchio parte del territorio modenese: l'alluvione del 19-20 gennaio scorso. Lo raccontano quattro imprenditori, Confesercenti ha raccolto le loro storie, brevi forse ma destinate a rimanere.


"Aperti, anche il 19 gennaio come tutte le domeniche mattina – racconta Giancarlo Generini, un'edicola tabaccheria-cartoleria in centro a Bomporto – con qualche cliente in negozio. È giunta la notizia da Bastiglia, prima del cedimento dell'argine di Secchia, poi che sarebbe arrivata l'acqua anche da noi. Increduli, perché data la vicinanza abbiamo sempre temuto il Panaro. Sono bastate poche ore per vedere andare in fumo anni di lavoro, con l'acqua fino a 2,05 metri d'altezza, nel magazzino e 1,35 in negozio, per 5 giorni. Abbiamo salvato poco, il resto è andato perduto: i danni ammontano a 70 mila euro, anche di più se consideriamo lo stop lavorativo dei tre dipendenti che ho. Ci siamo rimboccati le maniche ripulendo e aprendo temporaneamente poco fuori il centro almeno l'attività di edicola. Di cosa ho bisogno? Di offrire un minimo di garanzia ai miei collaboratori, mica posso licenziarli. Occorrono l'indennizzo dei danni subiti enon poche briciole; una fiscalità di vantaggio, la rateizzazione i pagamenti... Rimane comunque molta amarezza per quanto è successo. Chi verrà adesso ad investire a Bomporto? Il rischio è che il paese si trasformi in un dormitorio. Chi aveva delle attività ed era in affitto, può decidere magari di andarsene altrove. La forza e la volontà da parte nostra non verranno mai a meno, ma occorrono anche risposte concrete a questo punto..."


Nelle immediate vicinanze dell'esercizio di Generini, c'è la lavanderia di Luca Zoboli, sempre nel cuore storico di Bomporto. "Siamo stati in grado di riaprire a tempo di record, appena una settimana dopo l'alluvione. Abbiamo lavorato quasi 8 ore di fila per recuperare tutti i capi all'interno dei locali dove l'acqua ha superato il metro e venti. Capi che ho portato nelle altre lavanderie che abbiamo in altri paesi e che sono stati lavati 3 e a volte 4 volte pur di eliminare il fango, quindi si è provveduto ad asciugare i muri, ma rimane quell'odore... Uno sforzo enorme insomma, ma siamo ripartiti. Restano 30mila euro danni. Una doppia beffa comunque per noi già costretti a fare i conti col terremoto causa il quale a tutt'oggi ho un capannone inagibile. Ci facciamo in quattro pur di riprendere a lavorare. Speriamo lo capiscano, come sarebbe utile ascoltassero le nostre esigenze di imprese alluvionate...".

Roberto Mandrioli ha una rivendita di ortofrutta a Bastiglia, aperta da un anno e, "Mai mi sarei aspettato una cosa del genere. Orribile, ma la mia indole di incorreggibile ottimista mi ha permesso di non arrendermi, nemmeno di fronte all'alluvione. Ho appreso da mio figlio la mattina della rottura dell'argine e dell'acqua che avanzava. Non ho esitato un attimo a precipitarmi in negozio e cominciare a mettere in salvo tutto ciò che potevo. L'acqua una volta arrivata, in poco ha raggiunto il mezzo metro. Nei giorni successivi, una volta defluita grazie ai ragazzi della protezione civile sono riuscito a ripulire interamente il negozio. La frutta e la verdura messa in salvo l'ho distribuita gratuitamente a quanti si presentavano. Quindi ho ricontattato i fornitori e ho riaperto, con la soddisfazione di aver ritrovato i miei clienti e anche di nuovi. Non mi sono arreso e vado avanti".

"Se penso solo che ci avevano avvertito riguardo al fatto di qualche possibile problema a causa della rottura dell'argine del Secchia... - inizia così il ricordo di quei giorni di Gianluca Pelloni ristoratore e albergatore di Sorbara – Poi a partire più o meno dalle 18 di domenica 19 gennaio, l'acqua ha iniziato ad uscire dai tombini. Abbiamo tentato ad arginarla coi sacchetti di sabbia., ma è stato tutto inutile, perché in poco tempo me ne sono trovato 40 cm all'interno del locale. Sono saltati gli impianti elettrici, i frigoriferi, le lavastoviglie: un disastro. Ho cenato solo la sera a lume di candela, con i piedi immersi nell'acqua, triste, arrabbiato e amareggiato. Acqua ovunque fino al 22 di gennaio, con un silenzio la sera e un buio desolanti. Non volevo lasciare la struttura, la mia struttura, non me la sentivo. Una volta che l'acqua è defluita ha lascito dietro di se il fango e la voglia di chiudere tutto e non riaprire mai più. Perché continuare quando si hanno approssimativamente più di 50-60mila euro di danni? Quando già prima si doveva fare i conti con crisi e la diminuzione della clientela? Avevamo scelta? Ci siamo rimboccati le maniche, ripulendo tutto per giorni, anche se i segni sono rimasti e l'odore fatica ad andarsene, e abbiamo riaperto. Proviamo ad andare avanti, nonostante i pochissimi clienti, e dormendo poco la notte. Perché il ricordo è ancor vivo e i timori che possa riaccadere pure. Mentre la fiducia è quello che è. A partire da quella di ottenere il pieno risarcimento, non possiamo accontentarci di poche briciole, o di elemosine, abbiamo il diritto a vederci riconosciuto tutto il danno subito. Abbiamo urgente bisogno di finanziamenti a tasso agevolato in attesa che arrivino i rimborsi, come pure di una tregua fiscale".

(Fonte: ufficio stampa Confesercenti Modena)

 

Attivato dall'Agenzia regionale di Protezione civile lo stato di attenzione in tutte le province dell'Emilia-Romagna per pioggia, criticità idraulica ed idrogeologica, vento e stato del mare -

Bologna, 10 febbraio 2014 -


Un'intensa perturbazione sta portando in queste ore in tutta la regione precipitazioni estese e abbondanti, che secondo le previsioni Arpa-Simc dureranno per le prossime 24-48 ore; i quantitativi maggiori, intorno ai 100 mm, sono previsti sulle aree appenniniche. Alle piogge sono associati venti, che in serata diverranno forti sui rilievi centro orientali e sulla costa, con raffiche comprese tra i 55 km e i 65 km all'ora.
L'effetto combinato di questi fenomeni può determinare l'innalzamento del livello dei fiumi e degli altri corsi d'acqua, mareggiate e dissesti idrogeologici diffusi su tutto il territorio, in particolare nelle province già colpite dal maltempo nelle scorse settimane.
Per seguire l'evoluzione della situazione, monitorare i punti critici e organizzare una pronta risposta in caso di eventi rischiosi per la popolazione è stato attivato il centro operativo della Protezione civile regionale, in presidio 24 ore su 24, in raccordo con Arpa, Servizi tecnici di bacino, Aipo, Prefetture, Comuni, Province e volontariato.
Dalla Protezione civile giunge ai cittadini la raccomandazione di non sostare in prossimità di argini, ponti e moli e di seguire le indicazioni fornite dalle autorità locali.

Situazione dei fiumi
Le precipitazioni previste fino a domani, martedì 11 febbraio, potranno determinare l'innalzamento dei livelli idrometrici su tutti i corsi d'acqua della regione, con possibile superamento del livello di pericolosità per piena nelle province di Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Bologna.
Ieri è stato attivato il preallarme sul fiume Secchia, a causa delle diffuse e intense precipitazioni e per le condizioni di criticità causate dalle ultime piene. Sono interessati i comuni di Soliera e Campogalliano nel Modenese e Casalgrande, Castellarano e Rubiera nel Reggiano. Resta in vigore l'allerta emessa lo scorso 5 febbraio per i Comuni di Modena, Bastiglia e Bomporto.
È ancora attivo lo stato di preallarme piena del Fiume Enza in provincia di Reggio Emilia per i comuni di Mezzani, Brescello, Sorbolo e Gattatico.

Rischio frane e dissesti
Le piogge di queste ore potrebbero aggravare la situazione dei territori già colpiti da maltempo nelle scorse settimane, determinando movimenti franosi diffusi (smottamenti, colate, cadute di massi) nelle province centro occidentali.

Vento
Possono verificarsi localmente cadute di rami e alberi, segnaletica stradale, danni alle abitazioni e alle infrastrutture pubbliche e private. Può risultare difficoltosa la circolazione stradale e si possono verificare sospensioni nell'erogazione di fornitura elettrica e telefonica.

Mare
Vento e pioggia potranno determinare sulla costa mareggiate, fenomeni di erosione con possibili conseguenze per gli stabilimenti balneari, compromissione di moli e dighe foranee e difficoltà per le attività nautiche ed il funzionamento delle infrastrutture portuali.

 

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)