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Martedì, 10 Marzo 2020 11:46

Reggio Emilia, sospensione dei mercati

 I Sindaci della Provincia di Reggio Emilia, unitamente al Sindaco del capoluogo ed il Presidente della Provincia si sono riuniti nuovamente questa mattina in video conferenza.

Con l'intento di continuare a porre in essere ogni azione, comportamento ed atto utile alla tutela della salute dei propri concittadini e delle rispettive comunità in questo particolare momento, tra le varie misure provincialmente condivise, hanno espresso unanime volontà di sospendere momentaneamente tutte le attività mercatali ordinarie e straordinarie in tutto il territorio provinciale.

Martedì, 10 Marzo 2020 10:18

Tutta l’Italia diventa zona protetta.

Esteso il provvedimento varato nella notte tra sabato e domenica a tutte le regioni. Gli spostamenti della popolazione verranno permessi solo per comprovati motivi di salute o lavoro.

Ulteriore giro di vite provocato dalla grave accelerazione nel Paese del contagio. Esteso a tutte le regioni le misure varate nella notte tra sabato e domenica per Lombardia e altre 14 province. Il provvedimento prevede il divieto di spostamento se non «per comprovati motivi di lavoro» o «gravi esigenze familiari o sanitarie».

Le cifre, d'altronde, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", sono impietose: nelle ultime 24 ore in Italia sono morte per ben 97 persone e altre 1'797 sono rimaste contagiate. Tutto questo ha portato il computo totale degli infetti a 9'172, mentre le vittime totali del Covid-19 sono salite a 463.

«I numeri - ha precisato Conte - ci dicono che stiamo avendo una crescita importante. Per questo motivo le nostre abitudini vanno cambiate ora. Per il bene del Paese».Il premier precisa poi che non c'è più tempo da perdere: «Lo dobbiamo fare subito. Questo sarà possibile solo se tutti collaboreremo». Le nuove misure forti e stringenti - continua Conte - possono essere riassunte con «Io resto a casa». «Non ci saranno più due zone. Tutta l'Italia sarà zona protetta».

Pubblicato in Cronaca Emilia

Riceviamo dalla Questura di Parma alcune spiegazioni in merito ai comportamenti da tenere secondo quanto disposto dal DPCM del 8 marzo ora esteso a tutta la nazione (in allegato la autocertificazione).

CIRCOLAZIONE

Si informa che, per la nostra provincia, vigendo fino al 3 aprile la limitazione di spostarsi solo "per comprovati motivi di lavoro, di necessità e di salute", saranno effettuati controlli di polizia su autostrade, strade, treni e Stazioni ferroviarie per accertare il rispetto della limitazione stessa. In sostanza, organi di polizia verificheranno la sussistenza di validi motivi per viaggiare.

Chi è affetto da COVID19 o è in quarantena non può assolutamente spostarsi.

É importante sapere che:

1) dovrà essere esibita e consegnata un' AUTODICHIARAZIONE(che vi alleghiamo), anche compilata al momento nei casi di urgenza;

2) saranno effettuati controlli successivi per verificare la sussistenza dei validi motivi.

Si fa presente, infine, che per "motivi di necessità" si intendono quelli relativi a diritti primari che non possono essere esercitati se non spostandosi sul territorio.

UFFICI DELLA QUESTURA DI PARMA

I nostri uffici rimangono aperti al pubblico secondo i normali orari che trovate sul sito della Questura di Parma.

Anche per recarsi presso i nostri uffici devono sussistere le condizioni di cui al punto precedente.

Ad esempio: dovete ritirare un documento o una licenza di Polizia...

- se non avete comprovati motivi di lavoro, di necessità e di salute, allora il ritiro dovrà avvenire dopo il 3 aprile.

APERTURA BAR E RISTORANTI

Ricordiamo che da oggi e fino al 3 aprile, dalle ore 18 fino alle 06 del giorno successivo l'attività di ristorazione e bar nella nostra provincia non possono proseguire pena la SOSPENSIONE DELLA LICENZA e denuncia per la violazione dell'art. 650 c.p..

Pubblicato in Cronaca Parma

15 alberghi chiusi in città e gli altri sottotono. Il 90% delle prenotazioni cancellate stanno mettendo in ginocchio il settore ricettivo proprio nell'anno di Parma2020. 

Di Lamberto Colla e foto di Francesca Bocchia - Parma 9 marzo 2020 - Emio Incerti, presidente di Federalberghi Parma e Vice Presidente regionale, disegna uno scenario particolarmente critico per il settore dell'accoglienza alberghiera. Tra eventi cancellati, sospesi o rimandati quasi tutti nell'ultimo quadrimestre del 2020, il Coronavirus rischia di fare una strage, oltre che nella sanità anche nel tessuto economico.

Se al momento attuale tutte le risorse disponibili e straordinarie devono necessariamente essere concentrate sulla sanità, cessata l'emergenza altrettante risorse, anzi molto probabilmente molte di più, dovranno essere allocate, senza elemosinare, sull'economia o diversamente si apriranno altri pesanti fronti sanitari. Non dimentichiamo che economia e sanità vanno a braccetto e perciò, prima si blocca il contagio e prima si potrà riaccendere il fuoco dell'economia.

Segnali terribili si sono manifestati, tutti concentrati nella giornata di Lunedi 9 marzo: il MIB crollato del 11,7%, il Petrolio (WTI) crollato tra il 20 e il 30% scendendo a meno di 30$ al Barile (era circa 50$), 27 carceri in rivolta dove si sono contati 7 morti e decine di feriti nel carcere di Modena e infine la diffusione della notizia ben poco rassicurante che 20.000 marines americani sono sbarcati in Europa, tra Olanda, Belgio, Lettonia e Estonia per l'Operazione (esercitazione?) "Defender Europe 20" e infine a sera tarda, il premier Giuseppe Conte che, a reti unificate, annuncia l'allargamento della zona arancione (ex rossa) a tutta la penisola. Un passaggio auspicato da molti, noi compresi, per accelerare il processo di arresto e inattivazione del contagio da Coronavirus.

Senza aprire altri scenari apocalittici, basta fare i conti al settore alberghiero, il primo a essere stato travolto dalla valanga Coronavirus, per immaginare quali e quanti danni si stanno riversando sul sistema economico e sociale del Paese.

"Ad oggi la situazione, informa Emio Incerti, del turismo nella nostra nazione in generale, ma in particolare nella nostra provincia è veramente drammatica. Soprattutto a Parma perché quest'anno c'era un'occasione d'oro per realizzare tantissimi eventi per Parma Capitale Italiana della Cultura Parma202 0. I primi segnali di crisi si sono manifestati quando alcuni cinesi sono stati ricoverati in Italia. Un evento che ha fatto sì che il mercato turistico, asiatico inizialmente, si sia bloccato nel giro di pochi giorni. Da metà gennaio abbiamo iniziato a ricevere tutta una serie di cancellazioni da parte del turismo organizzato, cinese, giapponese e sud coreano che anche da noi comunque segnava numeri importanti. Poi c'è stato il famoso 22 di febbraio, con le prime chiusure della zona rossa lombarda, che ha dato il via a cancellazioni a tutto spiano, soprattutto nella clientela business. Non dimentichiamo che Parma è una città d'arte ma è soprattutto una città d'affari con una clientela composta da professionisti, manager, imprenditori, consulenti e dipendenti anche del nostro territorio che girano abitualmente e che rappresentano lo zoccolo duro di tutti gli alberghi. Ad oggi, anche in forza degli ultimi decreti, la situazione si è sempre più aggravata e ci troviamo in questi giorni ad avere avuto cancellazioni dell'ordine del 90% delle prenotazioni delle camere. Cancellazioni che hanno condotto alla chiusura di una quindicina delle più grandi strutture alberghiere comprese all'interno delle mura cittadine. All'improvviso quindi circa 1.000-1.500 camere sono state sottratte alla vendita. Una decisione determinata dalla necessità di abbattere i costi, sia in termini di risparmi energetici e sia di personale. E' ovvio che tutte queste strutture dovranno attingere alla cassa integrazione e a tutte quelle agevolazioni che sono concesse dal Governo, seppure ancora in misura limitata."

Un danno veramente importante per tutto il territorio della provincia. Secondo le stime, riferisce il Presidente, la provincia di Parma dal solo turismo, quindi pernottamenti e cene, lascia sul terreno circa 300.000€ al giorno. Questo dato ovviamente è stimato sulla base degli alberghi che hanno chiuso ma la disponibilità è ben superiore e ben maggiore potrebbe essere il danno così procedendo.

6.500 camere per circa 12.000 ospiti è, infatti, il patrimonio ricettivo di tutto il territorio provinciale raccolto in 200 strutture, 37 delle quali (2.000 camere) concentrate in Parma città, che sommano a 68 (3.000 camere) se si considerano i territori adiacenti al capoluogo, per arrivare a 200 alberghi e 6.500 camere se si sommano tutti gli alberghi della provincia.

Tra le richieste avanzate da Federalberghi c'è la sospensione temporanea della tassa di soggiorno. "Non l'annullamento, sottolinea Incerti, perché con il ricavato della tassa che entrerà nelle casse comunali ci attendiamo che le somme raccolte vengano utilizzate a favore del settore per farlo ripartire al più presto."

Ormai è chiaro che tutti gli eventi in programma entro l'estate, a partire da Cibus, verranno spostati nell'ultimo quadrimestre dell'anno, qualcuno forse verrà recuperato nel mese di giugno, ma questo comporterà il sorgere di un altro problema connesso alla capacità ricettiva conseguenza della sovrapposizione degli eventi.

Un momento importante di riflessione e confronto per tutto il settore sarà l'occasione dell'Assemblea Nazionale di Federalberghi che vedrà riuniti a Parma, tra l'8 e il 9 maggio, i delegati dell'organizzazione provenienti da tutta Italia.

Videohttps://youtu.be/mq71gI8Nzd0 

Pubblicato in Cronaca Emilia

Un invito a cominciare a slegare le lingue e pensare agli italiani come a un popolo molto maturo. Non aspettiamo un lustro prima di informare di quanto successo 5 anni prima. Forse, così facendo, qualche sofferenza in più si potrà evitare a qualcuno.

Di LGC 7 marzo 2020 - Gli aggiornamenti si concentrano sul Commissario ad acta per l'Emergenza da Coronavirus, Sergio Venturi, che con una calma e serenità espositiva magistrale snocciola numeri e tendenze del contagio nei diversi angoli della regione. Riesce a inserire anche dati positivi e così la giornata passa e per un attimo l'ansia di attenua, sino al prossimo rintocco delle campane.

Ma dalle ASL nulla. Non un comunicato non una informazione sulla situazione dl virus. La domanda che ormai ci si pone è: "cosa provoca ai polmoni il coronavirus?"
Una qualche autopsia credo sia stata fatta e qualche medico patologo avrà pur osservato qualcosa di strano se sono state messe in atto delle azioni di tale portata sociale!

Nulla, i medici hanno l'obbligo, imposto forse o per privacy, di non parlare. Ma le campane suonano da morto.

Rintocchi funebri ben riconoscibili, che in città manco si avvertono mentre in campagna accompagnano la dipartita di qualche compaesano, chiamando a raccolta i fedeli per l'ultimo saluto.

Rintocchi più frequenti, spesso anticipati dall'efficace passa parola, che dal panettiere al bar o dal minimarket alla parrucchiera e viceversa, si irradia in ogni cascinale avvertendo che l'indomani la conta di Venturi verrà ragionevolmente aggiornata.

Comunque, giusto per non sbagliare, meglio seguire le indicazioni del Ministero e della Regione: restare in casa, lavarsi le mani, mantenere le distanze di almeno 1,5 metri e, ovviamente, non baciare nessuno. 

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Pubblicato in Cronaca Emilia

La Sindaca di Felino, Elisa Leoni, tramite un post in Facebook, ha informato tempestivamente di un caso di coronavirus nel territorio amministrato. Elisa Leoni oltre a invitare  a seguire le prescrizioni emanate dal Ministero, chiede di non lasciarsi prendere da paura e allarmismo. Il soggetto, visitato dalla stessa prima cittadina, risulta in buone condizioni.

A seguire il testo del post.

Elisa Leoni

Un Caso Coronavirus a Felino
Come Sindaco, sentite le Autorità Sanitarie Competenti, vi comunico che è in attesa di conferma la presenza di un caso sospetto Coronavirus da accertare nel nostro Comune.
La persona residente a Felino, proveniente dal focolaio di Codogno, ed è attualmente assistita dai medici competenti, i quali stanno attuando tutte le procedure necessario al caso.
Ho avuto modo di parlargli e risulta essere in buone condizioni.
Come Amministrazione comunale di Felino, unitamente alla Protezione Civile e all’Azienda Pedemontana Sociale siamo pronti ad intervenire qualora ci fossero casi di emergenza, soprattutto persone in autoisolamento o persone anziane con ridotta mobilità, ma per ora non risulta adottare ulteriori provvedimenti.

Vi invitiamo a seguire le indicazioni emanate dal Ministero, che ricordiamo brevemente, ed invitiamo a NON recarsi al Pronto Soccorso o presso gli ambulatori dei medici di famiglia in caso di sintomi ma contattare il 118.

• Lavarsi spesso le mani, a tal proposito si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
• Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
• Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
• Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce
• Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
• Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
• Usare la mascherina solo si sospetta di essere malato o si assiste persone malate
• I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
• Contattare il Numero Verde regionale 800462340 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni
• Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus

Vi segnalo inoltre che due nuovi numeri sono stati attivati dall’azienda USL di Parma per i cittadini, 0521 396436 per avere informazioni sul virus, i sintomi e le precauzioni per contrastare la diffusione, e 339 6862220 per segnalare al dipartimento di Sanità pubblica se negli ultimi 14 giorni si è transitati o sostato nelle zone del Basso Lodigiano o la provincia di Padova, ovvero in tutte quelle zone di contenimento della diffusione del coronavirus.

Vi chiedo di non lasciare prevalere la paura e l'allarmismo, ma a collaborare con le autorità proposte attenendosi alle indicazioni dei servizi sanitari e delle amministrazioni pubbliche.
In caso di nuovi aggiornamenti provvederemo a darvene tempestiva comunicazione.

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Parma, 24 febbraio 2020 - TEP ha disposto un nuovo piano di azioni straordinario per contenere il diffondersi del Coronavirus, in modo da dare attuazione all’Ordinanza Regionale pubblicata ieri, 23 febbraio, e garantire ogni tutela per passeggeri e personale aziendale

Già nei giorni scorsi tutto il personale aveva ricevuto un kit comprendente il gel a base d’alcool per la disinfezione delle mani e il documento con le norme igieniche da osservare per prevenire il propagarsi del virus.

A partire da oggi saranno inoltre disposti interventi di pulizia ulteriori rispetto a quelli già previsti. In particolare, l’abitacolo di tutti i bus sarà trattato quotidianamente con prodotti disinfettanti nebulizzati a base di cloro. Stesso trattamento igienizzante sarà effettuato presso gli uffici e le biglietterie.

Da domani, martedì 25 febbraio, sarà temporaneamente chiuso lo sportello TEP in Cicletteria presso la stazione ferroviaria di Parma e il personale riassegnato agli altri sportelli. La vendita dei biglietti a bordo sarà temporaneamente sospesa. Si invitano pertanto i passeggeri a procurarsi i biglietti presso le rivendite a terra o ad acquistarli tramite le app SmarTicket (per iOS e Android) e Muver (per Android).
La salita e la discesa dei passeggeri sarà limitata alla porta centrale e posteriore, mentre la zona anteriore dei bus alle spalle dell’autista sarà compartimentata per i tempi necessari.

L’ufficio oggetti smarriti è temporaneamente chiuso al pubblico.
Per le figure professionali a maggior contatto diretto con il pubblico, verranno valutate, insieme ai rappresentanti dei lavoratori, specifiche dotazioni da impiegare in caso di reale necessità.

Per tutti i passeggeri è già disponibile sul sito www.tep.pr.it  una pagina con tutte le informazioni e gli aggiornamenti utili alla gestione della situazione attuale, come le norme igienico-sanitarie da osservare per garantire adeguate condizioni di viaggio sui mezzi di trasporto e nei luoghi pubblici (http://www.tep.pr.it/news/azioni_limitazione_contagi_coronavirus.aspx).

TEP continuerà ad osservare con attenzione le indicazioni che perverranno dalla cabina di coordinamento istituita dalla Regione Emilia-Romagna e dagli enti locali, adottando tutte le misure necessarie per tutelare l’utenza e il personale in servizio.

Ufficio Stampa TEP spa

In Cina il bilancio dei morti causati dal coronavirus sale a 81. E l’Oms modifica da ‘moderato’ ad ‘alto’ il rischio di contagio a livello globale. 

di LGC Parma 28 gennaio 2020 - Nonostante le opportune cautele e l'aumentato livello di rischio globale dichiarato dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il tasso di psicosi globale da coronavirus è fuori misura.

Anche in Europa la paura si  sta trasformando in intolleranza. Se ne sentono di tutti i colori: «Non voglio cinesi nel mio ristorante». 

È la notizia globale degli ultimi giorni quella dell’epidemia di coronavirus che a partire dai primi del dicembre scorso da Wuhan in Cina si è diffusa rapidamente nella provincia di Hubei dove si contano la maggior parte dei contagiati. Perché, quindi, di epidemia si tratta e non di pandemia, stante la localizzazione che al momento, dati scientifici alla mano porta ad escludere una diffusione su scala più ampia o addirittura globale così come erroneamente il tam tam sui media e poi sui social ha portato a far credere. Non la pensano così molti dei residenti in Europa per i quali dal timore, più o meno infondato, si è passati a vere e proprie manifestazioni d’intolleranza nei confronti di cittadini asiatici anche propri concittadini.

Dopo gli episodi riportati dalla stampa italiana, anche in Svizzera, per esempio, alcune comitive di cinesi non sarebbero state fatte entrare nei ristoranti. La proprietaria di un ristorante cinese di Zurigo, lei stessa di origine cinese ha candidamente dichiarato alla stampa elvetica:«Il virus mi inquieta. In questo periodo i gruppi in viaggio dalla Cina non sono i benvenuti qui». Nonostante si tratti di una scelta discutibile, la donna si dice costretta a rifiutare gli ospiti asiatici «per motivi di sicurezza»: «Voglio proteggere il personale e gli altri ospiti».

E non si fida minimamente dei controlli introdotti in alcuni aeroporti. «Ho la sensazione che le autorità non stiano prendendo abbastanza seriamente questo virus». Sulla stessa linea un’altra ristoratrice cinese di Lucerna: «Se mi arrivasse la richiesta di riservazione da parte di un gruppo di turisti cinesi, credo che rifiuterei». Sulla stessa linea un altro di Opfikon (ZH), che ammette: «se arrivasse una comitiva che non è stata sottoposta a controlli», la manderebbe prima in ospedale. «Poi potrebbero cenare qui». Secondo lui, «è meglio un controllo in più», prima di poter mangiare nel suo ristorante. Il locale si è già munito di una scorta di mascherine, che i dipendenti hanno anche a casa. Il dato comune che si tratti di Svizzera o Italia è che molti, alla sola vista di persone di origine asiatica, non solo cinese, pensano subito al coronavirus.

La psicosi, quindi, è tuttora in corso. Si dice persino che vi sia stato un boom di vendite di mascherine protettive. Tutti elementi che, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti, ci portano ad affermare l’esigenza che le autorità competenti a partire dal Ministero della Salute all’Istituto Superiore di Sanità, diano la più ampia informazione possibile e, dati scientifici e statistici alla mano, comunichino che in Europa non vi è nessun allarme e che i controlli agli aeroporti e, quindi, alle frontiere sono e resteranno rigorosi finché l’emergenza in Cina sarà conclusa.

 

Venerdì, 17 Gennaio 2020 15:35

NAS: sequestro preventivo per un ospedale privato

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Parma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Parma nei confronti di un ospedale privato accreditato parmense.

Parma 17 gennaio 2020 - Il provvedimento scaturisce da una complessa indagine denominata “HIP LARS” - coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma (PM dott.ssa Dal Monte) e condotta dal citato N.A.S., anche con la collaborazione del Nucleo Aziendale di Controllo della locale Azienda USL- che ha consentito di raccogliere gravi indizi di reità a carico del direttore sanitario e di un dirigente medico della suddetta struttura sanitaria in ordine ai reati di concorso in truffa aggravata (art. 640, comma 2, c.p.) e falsità materiale ed ideologica commessa da pubblico ufficiale (artt. 476 e 479 c.p.) per fatti riferiti ad un arco temporale compreso tra gli anni 2013 e 2017.


Dalle indagini è infatti emerso che l’attività delittuosa veniva attuata mediante la procedura prevista per il rimborso delle prestazioni sanitarie eseguite da strutture pubbliche o private (purché accreditate), gestite per il tramite del sistema DRG (Diagnosis Related Grouper) che, in seguito all’elaborazione dei codici d’intervento per prestazioni sanitarie inseriti dal dirigente medico responsabile della dimissione e verificati dal dirigente medico addetto a tale controllo (primario/direttore sanitario), trasforma gli atti clinici complessi in un valore economico definito.

Nel corso delle investigazioni è stato possibile documentare, anche mediante una articolata consulenza tecnica sugli atti, che tutte le operazioni chirurgiche effettuate sull’articolazione del ginocchio, relative alla riparazione e/o alla sostituzione dei suoi legamenti, definite “interventi sul ginocchio senza diagnosi principale di infezione”, erano state falsamente classificate nelle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) con codici d’intervento relativi ad operazioni chirurgiche dell’anca e del femore, di fatto mai effettuate. Tale espediente consentiva di generare, in sede di calcolo del corrispettivo monetario per il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale, un importo di oltre il doppio rispetto a quello realmente spettante. In particolare, a fronte di un rimborso previsto per gli interventi effettivamente eseguiti in una misura oscillante tra 1746,26 € e 2481,48 euro, veniva richiesto un rimborso (previsto per la tipologia di intervento più complessa, ma non effettuato) in una misura oscillante tra 4442,05 e 5489,19 euro.

Le valutazioni investigative che hanno chiarito la dinamica dei fatti sono nate da un primo confronto fra l’operazione chirurgica a cui i vari pazienti erano stati sottoposti, l’analisi di oltre 400 cartelle cliniche con i relativi verbali operatori (redatte tra il 2013 ed il 2017), l’analisi delle schede di dimissione ospedaliera, nonché la verifica del codice monetario ad esse attribuito, recante le indicazioni mendaci cosi come sopra descritte.
Alla struttura sanitaria interessata dal provvedimento è, altresì, contestato l’illecito amministrativo previsto dal Decreto Legislativo 231/01 (responsabilità amministrativa degli enti), per non aver adottato quegli efficaci modelli organizzativi e di gestione, idonei ad impedire e prevenire i reati di fatto attribuiti ai soggetti sottoposti alla sua direzione e vigilanza.

Sulla scorta degli elementi raccolti ed aderendo alla prospettazione della Procura di Parma, il GIP ha così disposto il sequestro preventivo di somme di denaro indebitamente percepite dalla struttura sanitaria in questione inducendo in errore l’AUSL di Parma sulla codifica degli interventi chirurgici, per un valore complessivo di circa un milione e duecentomila euro.

 

 

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