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Dalle 8,30 di sabato 30 gennaio alle 6,30 di lunedì 1 febbraio e dalle 8,30 di sabato 6 febbraio alle ore 6,30 di lunedì 8 febbraio 2021, per l’installazione del sistema di sensori.

Dal Gruppo Civico "Amo Colorno" riceviamo e pubblichiamo  la risposta ufficiale della Provincia di Cremona sulla segnalazione della necessità di tutelare il ponte sul PO tra Colorno e Casalmaggiore, a mezzo presidi fissi di sanzionamento. 

E' notizia interessante quella che informa dell'aumento di multe da parte della Polstrada di Casalmaggiore nei confronti dei mezzi pesanti che cercano di oltrepassare il ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore, nonostante siano sovraccarichi.

A seguito di un decreto governativo, diverse strade d'interesse nazionale sono passate ad Anas, come l'asolana 343 e quindi il ponte sul Po che collega Colorno a Casalmaggiore potrebbe beneficiare di investimenti di riqualificazione e quindi di fondi per la costruzione di un nuovo ponte.

Nuovo ponte che se verrà costruito necessiterà di tempi e di attese prolisse, dovute alla macchinosa burocrazia degli appalti. Tempi lunghi necessitano di essere "coperti" con interventi atti alla salvaguardia di quello attuale, infrastruttura essenziale per la viabilità di collegamento di due regioni ad oggi riparata e che è stata chiusa per quasi 2 anni. Senza interventi repentini di sorta "sanzionatoria" il nostro ponte continuerà a rimanere a rischio, così come è stato fin ora, senza che nessuno intervenisse in maniera concreta. Sembra purtroppo che a ponte aperto, ci si sia del tutto dimenticati del rischio. Il rischio non va confuso con il pericolo. Il pericolo è imminente ma il rischio nel tempo può diventare pericolo.

Per limitare il rischio occorre massimizzare il livello di sicurezza riducendo le sollecitazioni sui vari pilastri del ponte e limitando il carico che ogni giorno l'infrastruttura è costretta a sostenere. Per farlo due cose sono essenziali, e lo dimostrano anche i regolamenti che nessuno fa rispettare se non quando ci riescono le forze dell'ordine, ossia il limite di velocità (50 km/h) e il limite di peso per ogni mezzo pesante (44 tonnellate). Norme che dovrebbero essere osservate in ogni momento, attraverso sistemi fissi di sanzionamento, tanto più a tutela di un ponte riparato e datato anni 60'.

Secondo i dati del Cnr buona parte dei ponti costruiti in Italia ha già abbondantemente superato il ciclo di vita utile e i ponti di un tempo non erano costruiti con materiali innovativi e non avevano un buon coefficiente di SLV (salvaguardia della vita). Negli anni 50' - 70' le leggi sulle costruzioni erano piuttosto scarne.

Alla luce di quanto sopra diviene assolutamente necessario interfacciarsi tra politica e prefetture al fine di posizionare almeno due autovelox con relativa cartellonistica sul ponte e l'utilizzo di un sistema di pesatura dinamica (in movimento) per i mezzi pesanti così come il tutor Pverload posizionato in alcuni tratti autostradali italiani.

Sul tutor overload in passato abbiamo avuto risposta dalla provincia di Parma, dell'impossibilità di una sua installazione a causa della mancanza di una normativa che consente di multare un autoveicolo in movimento in maniera successiva alla violazione seppur constatata da pese affidabili e da videocamere.

Vogliano istituzioni e politica considerare l'alto rischio in cui Colorno e Casalmaggiore, Emilia - Romagna e Lombardia stanno vivendo, e si impegnino a ridurlo il più possibile e il più rapidamente possibile. Il tempo scorre inesorabile e tutto va nel dimenticatoio, fino e speriamo di no, alla prossima e dolorosissima chiusura.

Nicola Scillitani
Presidente del gruppo
Amo Colorno

Sul sito web della Provincia di Parma e sulla Gazzetta Ufficiale europea. Scadenza: 4 Marzo 2020. Importo: 692 mila euro + Iva. Per partecipare occorre registrarsi sulla piattaforma SATER. Rossi:”Diamo risposta alle preoccupazioni dei cittadini, aumentando la sicurezza del ponte.”

Parma, 16 gennaio 2020 – La Provincia di Parma ha pubblicato oggi il bando di appalto per la fornitura, l’installazione e la gestione per dieci anni di un sistema di monitoraggio strutturale del ponte di Colorno - Casalmaggiore sul fiume Po.

L’importo complessivo al netto di Iva e/o di altre imposte e contributi di legge, è pari a 692.469,30 euro.
Per partecipare alla gara è indispensabile essere registrati alla piattaforma SATER, e sempre tramite SATER devono essere inoltrate tutte le richieste di chiarimenti e comunicazioni.
L’offerta deve essere collocata sul SATER entro e non oltre il termine perentorio delle ore 18 del 4 marzo 2020. Il sopralluogo è obbligatorio.

Soddisfatto il Presidente della Provincia di Parma Diego Rossi: “Con questo bando europeo, la cui predisposizione è stata particolarmente complessa, si avvia verso la realizzazione il progetto del monitoraggio strutturale continuo del ponte sul Po, e del controllo dei mezzi che vi transitano – afferma - Questo insieme di controlli darà risposta alle preoccupazioni dei cittadini e migliorerà la sicurezza del ponte. Si tratta di uno dei primi bandi di questa portata in Italia, che fornirà informazioni preziose anche ai tecnici, contribuendo ad una migliore conoscenza del comportamento nel tempo delle strutture dei manufatti.”

Il progetto del sistema di monitoraggio è stato elaborato dall'Università di Parma su incarico della Provincia di Parma e redatto dai proff. Antonio Montepara e Marcello Vanali.
Si tratta di un insieme di strumenti, omologati e del tutto innovativi, che permette di rilevare sia lo stato della struttura, sia le caratteristiche del traffico: la massa dei veicoli in transito sul ponte, la velocità e la targa, con la possibilità di collegare il tutto ad apposito impianto semaforico.
I dati rilevati potranno essere forniti alle forze di polizia per mettere a punto un sistema di controllo e sanzionatorio più efficace.

Nella foto: il Ponte sul Po di Colorno - Casalmaggiore
Il bando sul sito www.provincia.parma.it 

Il gruppo Amo Colorno intende ringraziare pubblicamente il sindaco di Casalmaggiore, dott. Filippo Bongiovanni per la prontezza atta a segnalare alle forze dell'ordine un trasporto eccezionale, a nostro avviso diretto proprio sull'incerottato ponte tra Colorno e Casalmaggiore. Un impegno civico importante avvenuto presumibilmente in orario notturno, atto a tutelare la struttura che è stata chiusa per ben 21 mesi, causando enormi disagi al territorio di Colorno e Casalmaggiore.

Non è la prima volta che questo accade. Nel mese di ottobre 2019 un altro trasporto eccezionale con tanto di scorta, bandierine e lampeggianti, oltrepassò il ponte in orario tardo, per non incorrere in controlli da parte delle forze dell'ordine.

"Trasporto eccezionale" così come si evince dal nome, vuol significare la movimentazione su gomma, di materiale molto ingombrante e/o molto pesante. Sul ponte vige il limite delle 44 tonnellate di peso per i mezzi, e seppur non sempre un trasporto eccezionale lo supera, la cosa desta grande preoccupazione. Viene facile pensare che alcuni "furbetti" possano approfittare di fasce orarie senza controllo di polizia, solitamente in orario notturno, per trasportare in maniera rapida del materiale più pesante di quanto previsto. Fare ciò mette a rischio la stabilità del ponte, giudicato tra i viadotti più pericolosi in Italia, e mette a rischio l'incolumità propria e degli altri.
Diviene necessario prevedere al momento dell'installazione dei sensori di monitoraggio, anche mezzi atti alla prevenzione e al sanzionamento, in grado di far rispettare i limiti imposti di peso e velocità. Autovelox e mezzi in grado di pesare singolarmente in maniera dinamica ogni singolo mezzo che attraversa il ponte, e di multarli se non rispettano le regole.

A tal proposito continuiamo a chiedere ad entrambe le province di interfacciarsi rapidamente con le prefetture, al fine di individuare le migliori soluzioni. Un milione di euro investiti per il monitoraggio diventerebbero mal spesi se non vi fossero strumenti di dissuasione. Il ponte nuovo è ancora molto lontano e come è stato già più volte dimostrato, le regole spesso non vengono rispettate.

Il gruppo
Amo Colorno

Giovedì, 31 Ottobre 2019 10:31

Ponte di Colorno: Tutor overlad, allora si può?

E' del 29 ottobre la notizia che verrà installato all'imbocco del viadotto tra Cremona a Castelvetro un tutor in grado di controllare il peso dei camion in movimento, e che le eventuali violazioni verranno sanzionate con multe che arriveranno direttamente a casa.

A tal proposito vogliamo ricordare la proposta del gruppo Amo Colorno, datata 6 giugno 2019, in cui si chiedeva alle due province di Parma e Cremona, proprio l'installazione di un "tutor overload" in grado di svolgere proprio la stessa funzione che verrà adottata sul viadotto tra Castelvetro e Cremona. Tutor da installare sul ponte del PO, tra Colorno e Casalmaggiore.

Peccato che ricevemmo una missiva dalla provincia di Parma che ci informava che per regolamento stradale nazionale, non era possibile installare un simile strumento, in quanto la legislazione attuale prevedeva a loro dire la possibilità di sanzionare un veicolo solo a seguito di pesatura sul posto.

Alla luce degli ultimi avvenimenti quindi, torna tutto in discussione?... La nostra idea adesso può essere presa in considerazione?...

Il nostro ponte teniamo a ricordare che è "rattoppato" e che per ben 21 mesi è stato chiuso causando un enorme disagio ai territori di Colorno e Casalmaggiore. Inoltre è ancora aleatoria la promessa di installazione (che doveva avvenire ad agosto di quest'anno) di autovelox e sensori per il peso totale dei camion sul ponte.

il gruppo
Amo Colorno

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SOTTO LE PROVE:
https://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/233497/ponte-sul-po-un-tutor-controlla-il-peso-dei-tir.html 
https://www.oglioponews.it/2019/06/06/ponte-riaperto-ora-venga-utilizzato-tutor-overload-la-proposta-amo-colorno/ 

“L’onorevole Davide Zanichelli (M5S) sul nuovo ponte di Colorno la butta un po’ in caciara, ma è costretto ad ammettere quello che diciamo da tempo: la Lega lo vuole fare, mentre i 5 Stelle no.

E conferma che il Governo PD-5 Stelle ha tolto i soldi per la sua costruzione per darli ad altri ponti.
Per noi è una priorità, per loro le priorità sono altre.
Abbiamo trovato le risorse, le abbiamo inserite in bilancio, le abbiamo difese in Parlamento, abbiamo sollecitato per mesi il Ministro. Oggi loro insieme al PD le tolgono.
Come per la Campogalliano-Sassuolo, la Gronda di Genova, la Tav e tutte le altre infrastrutture vitali per questo Paese lo scopo dei 5 Stelle è rinviare, tirarla lunga per poi non fare nulla, mentre la Lega vuole che le infrastrutture necessarie ai territori siano realizzate in tempi rapidi.
Un fatto sotto gli occhi di tutti e ancora una volta ribadito: il nuovo ponte tra Colorno e Casalmaggiore verrà solo progettato sulla carta.
Continuerò la battaglia per avere il nuovo ponte ma temo che dovrà tornare la Lega al Governo per vederlo realizzato”.
Così la deputata parmigiana della Lega Laura Cavandoli, segretario della Commissione Finanze, in risposta alle dichiarazioni dell’on. Zanichelli (M5S) sul nuovo Ponte di Colorno.

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Laura Cavandoli
Deputato Lega XVIII legislatura
Consigliere comunale Lega Nord a Parma

 

Sabato, 31 Agosto 2019 06:45

"637 - La vita al tempo del ponte"

Economia, commercio, sport, lavoro, cultura: ambiti differenti della vita, messi tutti in crisi dalla chiusura del ponte di Casalmaggiore-Colorno, prolungatasi per 21 mesi, o per meglio dire 637 giorni. Per raccontare questo periodo di grande difficoltà per i territori del Casalasco-Viadanese, della Bassa Parmense e del Colornese è nato un libro, che raccoglie settanta storie, tutte abbastanza simboliche ed esplicative, legate appunto alla “crisi del ponte”.


Un momento a suo modo storico - quello intercorso tra il 7 settembre 2017 e il 5 giugno 2019, date di chiusura e riapertura del viadotto sul fiume Po - che per questo è stato fissato in 260 pagine (con fotografie in bianco e nero). Il libro, dal titolo “637 - La vita al tempo del ponte” è stato scritto da Giovanni Gardani, Nazzareno Condina e Cristian Calestani. I primi due sono giornalisti cremonesi, della sponda Casalasca del fiume Po, entrambi impegnati per OglioPoNews e Cremona 1; il terzo invece è un giornalista parmense, che segue in particolare la zona della Bassa Parmense, dove risiede, per Gazzetta di Parma.


Per lavoro hanno seguito giornalmente la “crisi del ponte” e nel libro hanno deciso di riprendere alcune storie, aggiornandole, e di pubblicarne di nuove. “Inizialmente le storie dovevano essere cinquanta - svelano gli autori del volume - poi però sono emerse nuove sfaccettature, vicende che non conoscevamo e che questo libro ha il merito di portare alla luce. Da un lato per raccontare, dall’altro per non dimenticare ciò che è stato. E siamo consci, peraltro, che avremo potuto raccogliere molte altre storie, perché il materiale era smisurato”.


Il libro presenta interviste ai membri del Comitato Treno Ponte Tangenziale, a commercianti, lavoratori, semplici cittadini, sportivi, uomini e donne di cultura, che hanno visto la propria vita cambiare. Non mancano curiosità legate alla moda e alla musica e storie che raccontano i momenti clou di quei 21 mesi, con le manifestazioni di piazza, con i trattori, l’Aperiponte, le colazioni in stazione ferroviaria, unendo di fatto le due grandi ferite infrastrutturali (ponte e treni) che hanno colpito Casalmaggiore, Colorno e i territori che vi gravitano attorno (comprendendo la vicina Viadana sulla sponda lombarda e, sulla sponda parmense, Sorbolo Mezzani, Sissa Trecasali e Torrile).


Il volume è edito da Sometti e ha ottenuto il patrocinio dell’associazione Terre di Lombardia. Avrà un costo di 15 euro e sarà presentato in anteprima sabato 7 settembre presso il Bar Centrale di Casalmaggiore in piazza Garibaldi alle ore 17.30. Una data non certo casuale: è infatti quella del secondo anniversario della chiusura totale del ponte e di conseguenza dell’inizio dei disagi che il territorio ha imparato suo malgrado a conoscere.

Seguiranno altre date di presentazione, che saranno presto comunicate, assieme ai punti vendita in cui sarà possibile acquistare il libro. La foto scelta per la copertina, scattata da Stefano Superchi, si caratterizza per una forte componente simbolica: dietro alle transenne che chiudono il ponte al traffico, infatti, sorge una nuova alba. Nella speranza di non dover più rivivere 637 giorni così.

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Pubblicato in Cultura Emilia

Sono passati appena due mesi e mezzo dalla riapertura del ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore, ed il territorio sta pian piano ricominciando a respirare e a riprendersi dopo 21 mesi di chiusura che ha reso due regioni vicine (Lombardia ed Emilia - Romagna) molto lontane. Sono stati anni difficili per commercianti e pendolari e per l’intera economica colornese e casalese. Momenti difficili nati dalla segnalazione di un cittadino che scorgendo delle crepe, ha ritenuto prontamente di segnalare la cosa dando il “La” ad un lungo iter di progetti, bandi, appalti e lavori provvisori. Il 5 giugno 2019 abbiamo rivisto splendere il sole ed il ponte è stato reso nuovamente percorribile con delle ovvie limitazioni sulla velocità (50 km/h) e sul peso dei mezzi pesanti (44 tonnellate). Limitazioni ad oggi difficili da far rispettare, se non saltuariamente grazie allo sporadico controllo delle forze dell’ordine. Negli ultimi giorni si è incominciato a discutere dei 250 milioni messi a disposizione del governo per le infrastrutture italiane, ed in particolar modo dei 65 milioni che dovrebbero essere utilizzati per la costruzione di un nuovo ponte. Forze politiche (5 stelle e Lega) hanno avviato una sorta di diatriba atta a ricordare ai cittadini i loro meriti ed il loro impegno. Mentre ci si sfida a colpi di comunicati stampa, il governo giallo - verde è arrivato ormai alla fine della sua legislatura, e sempre più improbabile e difficile diventa il percorso che porterà alla costruzione del nuovo ponte.

Amo - Colorno ringrazia Lega e 5 stelle per il loro impegno e per non aver dimenticato Colorno e Casalmaggiore, ma chiede anche a tutte le forze politiche di scontrarsi meno e di guardare al presente, collaborando e dedicando le loro energie alla tutela del ponte attuale. Il nuovo ponte non potrà essere pronto prima di dieci anni e la caduta del governo, non farà altro che allungare i tempi previsti per l’erogazione del denaro necessario. Occorrerà lavorare assieme per far si che avvenga un’altra chiusura del ponte attuale. Il territorio non potrebbe più sostenerla. Bisogna lavorare per installare tutor di velocità, sensori per il controllo della stabilità del ponte e sensori atti a verificare il peso di un singolo mezzo pesante, per verificare che la limitazione delle 44 tonnellate sia rispettata.

La chiusura del ponte fu prova evidente della mancanza di comunicazione tra gli enti preposti alla sua gestione e manutenzione e molte furono a nostro avviso le responsabilità. Responsabilità che non ci hanno permesso neanche di ottenere lo stato d’emergenza. Oggi più che mai è necessario collaborare e questo indipendentemente dal colore politico o da i singoli meriti. Al territorio lo dovete, non credete?...

Il gruppo
Amo Colorno

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