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Fondazione Cariparma: esiti del Bando “Inclusione delle persone disabili”

5 progetti sostenuti per un totale di Euro 1.830.279

A marzo scorso si è conclusa la raccolta delle richieste di contributo per il bando di Fondazione Cariparma “Inclusione delle persone disabili”.

Tale bando - riservato unicamente ad enti ed istituzioni pubbliche purché non costituiti in forma di impresa - era rivolto ad una tra le categorie più colpite dall’emergenza covid, nello specifico al sostegno di iniziative dedicate alle attività di cura e riabilitazione, percorsi di inclusione socio-lavorativo, sviluppo dell’autonomia, momenti di sollievo per i caregiver, tempo libero.

 

Le proposte progettuali candidate, aventi le caratteristiche di ammissibilità formale, sono state 12, di cui 5 - al termine dell’iter di valutazione – sono state considerate meritevoli di contributo.

L’ammontare complessivo dei contributi assegnati è di Euro 1.830.279. L’elenco completo degli Enti beneficiari di contributo è consultabile sul sito www.fondazionecrp.it alla sezione Esiti dei bandi.

Pubblicato in Cronaca Parma

Contributi per progetti di insediamento e sviluppo di esercizi commerciali polifunzionali per il biennio 2021-2022

La Regione punta sulle botteghe, negozi rurali e di montagna. Al via bando per sostenere l'economia e favorire il turismo nelle zone disagiate montane. Disponibili 800 mila euro, con un massimo di 40mila euro per azienda, a copertura del 60% delle spese

Deliberati contributi per oltre 19 milioni di Euro

Fondazione Cariparma: approvato il Bilancio di esercizio 2020

Rinnovo del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale

 

Con voto unanime del Consiglio Generale, è stato approvato il Bilancio 2020 di Fondazione Cariparma, esercizio che evidenzia contributi deliberati per un totale di Euro 19.206.243 su un complessivo di 293 interventi.

Tale importo è rappresentato secondo le  tre macro aree di intervento della Fondazione: Servizi alla Persona (11.297.792 Euro, pari al 58,8%), Arte e Ambiente (6.588.451 Euro, pari al 34,3%) e Ricerca scientifica e tecnologica (1.320.000 Euro, pari al 6,9%).

Come per gli esercizi precedenti, la Fondazione ha destinato alla macro area “Servizi alla Persona” la quota maggiore delle proprie risorse, sostenendo iniziative - anche a fronte dell’emergenza covid-19 - nell’ambito della salute pubblica, del welfare di comunità, della disabilità, dell’educazione ed istruzione.

Nella stessa seduta, il Consiglio Generale ha completato l’iter statutario previsto per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, organi giunti a scadenza con l’approvazione del Bilancio 2020.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione (che resterà in carica sino all’approvazione del bilancio 2023) vede riconfermati la Dott.ssa Maria Laura Bianchi (che ha assunto la carica di Vice Presidente), il Dott. Giovanni Fracasso e l’Arch. Daniele Pezzali, mentre figura come nuova nomina la Sig.ra Marcella Saccani (già in passato Consigliere di Amministrazione e Vice Presidente della Fondazione).

Il nuovo Collegio Sindacale vede riconfermata la presenza del Dott. Andrea Gemmi (che ne assume la carica di Presidente) mentre figurano come nuove nomine la Dott.ssa Veronica Tibiletti ed il Dott. Roberto Perlini (già in passato sindaco effettivo e Presidente del Collegio Sindacale della Fondazione).

Il Consiglio Generale, nell’augurare ai nuovi membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale una proficua attività al servizio della Comunità parmense, ha espresso un sentito ringraziamento e un vivo apprezzamento per il lavoro svolto dalla Vice Presidente uscente, Prof.ssa Anna Mazzucchi, non più rinnovabile al termine dei due mandati consecutivi appena svolti. Un analogo ringraziamento per la generosa e professionale attività è stato rivolto ai membri uscenti del Collegio Sindacale, la Dott.ssa Paola Ragionieri e il Dott. Giovanni Massera, anch’essi non più nominabili per somma di mandati consecutivi.

«L’opera di coesione sociale evidenziata anche dal profilo dell’esercizio 2020 - sottolinea il Presidente Franco Magnani – è una finalità  che Fondazione Cariparma ha abbracciato e costruito negli anni, contribuendo a creare una comunità più forte e solidale, capace di affrontare i sacrifici del presente e di guardare con più fiducia alla ripartenza economica e sociale»

A breve il Bilancio 2020 sarà consultabile all’indirizzo www.fondazionecrp.it.

Pubblicato in Economia Parma

Nei guai è finito un quarantenne a cui l’Inps aveva chiesto i contributi per tre donne straniere assunte come collaboratrici domestiche. L’uomo ha negato il rapporto di lavoro, che invece è stato dimostrato, dicendo di essere stato vittima di una truffa.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Fondazione Cariparma amplia la raccolta delle richieste di contributo 2021 con tre nuovi bandi: “Sostegno agli enti del Terzo settore”, “Play, learn, grow!” e “Sessione erogativa generale”.

Pubblicato in Economia Parma

Restano alcuni giorni per regolare la propria posizione con il Consorzio che aveva posticipato al 10 Luglio causa emergenza Covid il versamento del contributo di Bonifica e Consorzio Fitosanitario per l’anno in corso

Restano alcuni giorni per regolare la propria posizione con il Consorzio che aveva posticipato al 10 Luglio causa emergenza Covid il versamento del contributo di Bonifica e Consorzio Fitosanitario per l’anno in corso


Da Fondazione Cariparma e LUdE 500mila euro per finanziare e accompagnare le migliori idee presentate da gruppi di giovani tra i 18 e i 35 anni che vivono, studiano o lavorano a Parma

 

Parma – E' online sul sito www.thinkbigparma.it, il bando della seconda edizione di ThinkBig, la chiamata di idee con cui la Fondazione Cariparma e la Libera Università dell’Educare mettono a disposizione dei giovani di Parma un fondo di 500 mila euro e competenze professionali per trasformare le loro idee in progetti concreti. L’obiettivo è promuovere e facilitare il contributo e la partecipazione dei giovani ai processi di sviluppo locale nei seguenti ambiti d’intervento: valorizzazione e tutela del territorio, economia e innovazione, inclusione sociale.

La call si rivolge a giovani cittadini residenti nella provincia di Parma o iscritti all'Università di Parma o con sede di lavoro nella provincia di Parma, organizzati in gruppi informali composti da un minimo di tre persone (il criterio della residenza, della sede di studio o di lavoro deve essere posseduto da almeno i due terzi dei componenti del gruppo). I giovani dovranno aver compiuto 18 anni alla data di presentazione dell’idea progettuale e non avere un’età superiore ai 35 anni.

Per presentare le idee c’è tempo fino al 24 aprile 2020, seguendo le istruzioni presenti sul sito www.thinkbigparma.it. Tutte le proposte ricevute saranno pubblicate online e valutate da una giuria di esperti.

«Confortati dal successo della prima edizione – spiega il presidente di Fondazione Cariparma Gino Gandolfi – abbiamo deciso di lanciare la seconda call proprio in questi giorni in cui il nostro paese sta vivendo un'emergenza sanitaria molto grave. In aggiunta alle tante iniziative che abbiamo realizzato e che stiamo realizzando per supportare i medici e gli operatori sanitari dei nostri ospedali, abbiamo pensato di fare la nostra parte per contribuire a guardare il futuro con fiducia ed ottimismo: abbiamo scelto di dare un segnale di speranza per i giovani e per la città avviando un percorso che durerà ben oltre l’emergenza».

«L’impatto sociale, il risvolto educativo, la presentazione di idee di gruppo – aggiunge Michele Gagliardo della LUdE – sono le caratteristiche distintive di ThinkBig rispetto ad altre iniziative analoghe, ma le condizioni attuali ci impongono attenzione. Perciò invitiamo i giovani innanzitutto a restare a casa e a confrontarsi tra loro utilizzando le nuove tecnologie. Noi stessi, che avevamo in programma una serie di incontri di presentazione sul territorio, saremo in questa prima fase disponibili via e-mail, telefono, social e abbiamo attivato anche canali specifici su Telegram, Messenger, Skype, oltre a webinar per rispondere a qualunque dubbio».

 

Domenica, 18 Settembre 2016 08:30

Il contributo di bonifica è utile

Il contributo di bonifica è utile non solo pienamente legittimo per chi ha a cuore la salvaguardia del proprio territorio

Reggio Emilia 14 settembre 2016 - Senza trincerarsi dietro norme e codici, peraltro attuali aggiornati e pienamente in corso di legittimità, ma con la semplicità di chi vuole spiegare e approfondire un tema comune da non banalizzare e che riguarda da vicino chi ha a cuore un territorio spesso costretto a fare conti salati con gli effetti di mutamenti climatici difficilmente controllabili e con una urbanizzazione che, soprattutto negli ultimi anni, non sempre ha tenuto conto del fondamentale ruolo esercitato dalla risorsa acqua sul nostro comprensorio, vogliamo entrare nel dettaglio del comunicato Stampa di Confedilizia Reggio Emilia pubblicato dai mezzi di comunicazione sull'estensione della contribuzione di bonifica al centro dell'abitato di Reggio Emilia.

Su questo tema rilevante che riguarda tanti cittadini il Consorzio di bonifica dell'Emilia Centrale precisa che l'obbligo del pagamento dei contributi di bonifica per gli immobili situati nel centro di Reggio Emilia trae pieno fondamento giuridico dalla normativa regionale ed in particolare:
- dall'Art. 2, comma 1, della L.R. n. 7/2012 che prevede l'obbligo del pagamento del contributo a carico degli immobili serviti da pubblica fognatura quando la rete fognaria è interconnessa in modo significativo a quella di bonifica;
- dalla delibera della Giunta Regionale n. 385/2014 di data 24 marzo 2014 che ha approvato le linee guida per la stesura dei nuovi Piani di Classifica disponendo che la connessione tra le reti fognarie e quelle di bonifica è significativa quando interessa i canali consortili per un tratto superiore ai 350 metri ovvero quando sottende impianti di sollevamento o di regolazione o bacini di laminazione.

Le acque piovane del centro di Reggio Emilia, analogamente a quanto avviene per tutti gli altri centri abitati di pianura, vengono scaricate dalla rete fognaria in quella di bonifica e da questa collettate anche fino a 40 km. per essere scaricate nei corsi d'acqua principali (Secchia, Rodano, Canalazzo Tassone) talvolta mediante sollevamento meccanico. Per cui, analogamente a quanto pacificamente avviene in tutti gli altri centri urbani della pianura reggiana, gli immobili del centro di Reggio Emilia sono stati compresi tra quelli soggetti a contribuenza, sulla base del beneficio derivante dall'attività di gestione della di bonifica da parte del Consorzio.

Il Piano di Classifica del Consorzio di bonifica dell'Emilia Centrale è lo strumento che in concreto ha accertato e graduato il beneficio degli immobili, tra cui quelli di Reggio Emilia, all'interno del comprensorio. Nella predisposizione del Piano i tecnici consortili hanno verificato con IREN, gestore del servizio fognario, le zone che attraverso la rete fognaria scaricano le acque piovane nella rete di bonifica, in modo da determinare con precisione il perimetro degli immobili soggetti a contribuzione, che non comprende pertanto l'intero abitato cittadino. L'apporto di acqua meteorica proveniente da una zona urbanizzata, e quindi impermeabilizzata, è enormemente superiore rispetto a quello proveniente dai terreni (fino a 30 volte in più). Inoltre questi quantitativi d'acqua arrivano ai canali di bonifica più velocemente.

Non si comprende pertanto per quale motivo i costi di gestione della rete di bonifica debbano essere posti esclusivamente a carico dei proprietari dei terreni, con esclusione di quelli dei fabbricati. Su questi presupposti l'estensione della contribuenza a parte del centro di Reggio Emilia costituisce un atto dovuto, a cui il Consorzio non può di certo sottrarsi. Infine si precisa anche che l'estensione del perimetro di contribuenza del Consorzio non ha, di fatto, comportato un aumento del gettito contributivo, ma solamente una diversa e più equa distribuzione dell'onere contributivo, allargando la platea dei contribuenti.

Per queste ragioni si ribadisce ancora una volta non solo la piena legittimità della contribuzione di bonifica a carico del centro di Reggio Emilia e dei nuovi territori entrati a fare parte del comprensorio dell'Emilia Centrale, ma soprattutto l'utilità delle molteplici attività svolte dell'ente e della sua opera quotidiana di difesa e salvaguardia della nostra terra, attività che generano stabilità e garantiscono ricchezza economica.

Consorzio di Bonifica Emilia Centrale