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Martedì, 27 Luglio 2021 15:07

Agricoltura devastata da vento e grandine 

#agricoltura #calamità  - “Agricoltura devastata da tsunami di vento e grandine. Centinaia di imprenditori in ginocchio, danni per svariati milioni”

Cia Reggio chiede lo stato di calamità: “Ci batteremo a ogni livello per ottenerlo” - La percentuale delle perdite per ogni coltivazione

Antenore Cervi (presidente Cia): “A Reggio la maggioranza è rappresentata dai caseifici cooperativi. Il giudizio complessivo su Bertinelli? È positivo”

“Agricoltura, le giovani aziende reggiane sono più forti della crisi scatenata dal Covid: + 7% in un anno» -  Antenore Cervi, presidente Cia Reggio: “Una generazione di ottimi imprenditori” La storia di Alessia Baldi passata dalla moda ad allevare capre e pecore

"Ferrarini, basta incertezze sul salvataggio. Un delitto dire no alla cordata Bonterre"

I tecnici di ‘Cia Reggio’: “Incremento di richieste dopo il lockdown. Tra le mura domestiche e nei giardini vivono alpaca, mufloni, maiali, capre e persino l’ariete più piccolo del mondo”

Sopralluogo di Cia Reggio sul territorio dopo il maltempo che ha imperversato da ieri mattina a stanotte: colpite centinaia di coltivazioni

Venerdì, 29 Maggio 2020 12:25

In crisi la zootecnia reggiana

“In ginocchio la zootecnia reggiana, in pericolo le eccellenze del territorio”. L’allarme di Cervi (Cia Reggio): “Lo tsunami ha travolto oltre 1600 imprese agricole, a rischio senza misure speciali”

“Le eccellenze del nostro territorio sono minacciate da una pesante crisi che si estende da mesi e che ora è aggravata dall’emergenza Coronavirus. In ginocchio le oltre 1600 aziende agricole reggiane che lavorano per le dop, per le eccellenze riconosciute a livello planetario: allevano i suini per il Prosciutto di Parma e le vacche da latte per il Parmigiano Reggiano. La Regione ha compreso il pericolo e si è subito mobilitata: ora tocca al Governo fare tutto il possibile per mettere in campo congrui aiuti, prima che sia troppo tardi. E sollecito con forza anche i Consorzi a fare la loro parte”.

Le due strutture, grazie alle rigide misure prese, non hanno avuto casi di Coronavirus: sono un’eccellenza nazionale.

Miele, dolci casalinghi, marmellate artigianali, Parmigiano-Reggiano, vino del territorio e vasi con piante fiorite. Sono i prodotti donati - e consegnati questa mattina - da Donne in Campo-Cia Reggio alle strutture ‘Casa insieme’ e ‘Anni Azzurri -

Giovedì, 07 Maggio 2020 10:12

Gli agricoltori reggiani sono in crisi

Gli agricoltori reggiani sono in crisi: comprate italiano e basta speculazioni sull’emergenza Coronavirus”. La denuncia del presidente di Cia Reggio, Antenore Cervi che annuncia con soddisfazione la riapertura dei mercati: “Abbiamo vinto la nostra battaglia”.

“I prezzi di ortofrutta, latticini e carne sono lievitati per i consumatori ma i guadagni per gli agricoltori reggiani sono in picchiata: comprate italiano e basta speculazioni”. Parole di Antenore Cervi, presidente Cia Reggio, che denuncia come l’emergenza Coronavirus abbia “ulteriormente allargato la forbice dei prezzi dal campo alla tavola. Spero che l’apertura dei mercati agricoli, per cui Cia si è battuta con forza in tutte le sedi istituzionali, possa finalmente riportare un po’ di equilibrio e quindi giustizia”.

La denuncia di Anna Ganapini (Cia): “Numerosi colpi in tutta la provincia”

I ripetuti furti di alveari: tanti apicoltori reggiani devono fare i conti con questo preoccupante fenomeno, come se non bastassero i nefasti effetti dei cambiamenti climatici e le terribili conseguenze dell’emergenza Covid-19. Dalla zona ceramiche alla Val d’Enza, dalla montagna alla Bassa passando per le frazioni rurali di Reggio, i colpi sono stati messi a segno in tutto il territorio. “La situazione è molto grave. Chiediamo più controlli delle forze dell’ordine e il supporto dei cittadini: segnalino movimenti sospetti”, l’appello di Anna Ganapini (imprenditrice Cia): “Nonostante l’epidemia, proseguiamo il nostro fondamentale lavoro spostandoci in singole unità e nella massima sicurezza. Ma la situazione complessiva è davvero molto dura: è un assedio”.

Il danno è anche indiretto, ma pesantissimo, perché la presenza delle api garantisce un ecosistema in equilibrio e l’impollinazione di tante specie vegetali importanti.

“Sono stati numerosi i furti messi a segno nei primi mesi dell’anno - entra nel dettaglio - Tanti apicoltori sono in ginocchio. Il modus operandi dei ladri è sempre lo stesso: entrano in azione di notte - poiché gli alveari si spostano quando le api non volano -, normalmente in zone scarsamente abitate se non isolate da abitazioni o in aperta campagna. Sul posto non lasciano tracce”. Ganapini ricorda che in molti casi le arnie “sono riconoscibili perché marcate a fuoco con acronimo del proprietario e ogni postazione è registrata all’anagrafe apistica nazionale con relativo codice e numero di alveari presenti. Ma questo non scoraggia i malviventi”.

Entra nel dettaglio: “Per la specificità dell’oggetto dei furti (api vive) possiamo dare per assodato che i colpi siano messi a segno da apicoltori criminali: è impossibile che una persona non avvezza al mestiere possa gestire un’operazione simile”. La refurtiva arriva fino a 40 alveari a colpo, segno che i malviventi hanno mezzi adatti per spostare grandi quantità di materiale.
“Il danno per l’apicoltore derubato è ingente – prosegue Ganapini - poiché vengono sottratti i cosiddetti nuclei, sciami destinati alla vendita, e le famiglie destinate alla produzione di miele. Che si aggiungono al valore della produzione stessa che verrà a mancare”.

In conclusione, l’apicoltrice lancia un appello: “Chiediamo più controlli delle forze dell’ordine nelle zone rurali, da tempo assediate da malviventi che rubano di tutto. Ma chiedo anche a chi vive presso degli apiari e alle aziende agricole che ospitano gli alveari sul proprio terreno, di comunicare ai proprietari degli alveari eventuali movimenti sospetti. Sono segnalazioni preziose per cercare di stroncare un fenomeno che sta fortemente penalizzando le attività sul nostro territorio”.

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