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Cibus Agenzia Stampa Agroalimentare: SOMMARIO Anno 14 - n° 6 - 8 febbraio 2015

SOMMARIO

Anno 14 - n° 6 08 febbraio 2015 (allegato Formato PDF)

1.1 editoriale Il "califfato" sfida il mondo.
2.1 export Prendere esempio dal vino... Uno Studio Sapienza analizza il successo di Grandi Marchi
2.2 riconoscimenti Festeggiata a Reggio la Nazionale del Parmigiano Reggiano
3.1 cereali Cereali, logiche ancora poco interpretabili. Continuano a scendere i noli.
4.1 Lattiero caseario Nuova frenata per il latte spot e per il burro
5.1 Quote Latte Latte e Quote - La proposta dell'assessore Caselli a sostegno degli allevatori italiani.
5.2 benessere animale EFSA e benessere animale. Prorogati i termini.
5.3 Alimentazione e salute Il cibo per prevenire e curare, anche l'influenza.
6.1 Mercati cereali Noli sempre più giù
8.1 suini Suini: la deflazione entra nelle stalle.

 

Domenica, 21 Dicembre 2014 10:45

Allergeni, dal FIPE un software per i ristoranti.

Un programma facilita l'identificazione degli allergeni contenuti nei piatti preparati prodotto da FIPE e posto a disposizione degli aderenti attraverso gli uffici territoriali.

di LGC Parma, 16 dicembre 2014 -
Le allergie alimentari, risposte immunitarie alle proteine presenti nei cibi e che il corpo ritiene erroneamente dannose, costituiscono un importante problema di salute di sempre maggiore rilevanza. I sintomi possono includere, per esempio, il rigonfiamento di labbra, lingua e palpebre, prurito, asma, stordimento, nausea, gastroenterite, orticaria e dermatite e, nel caso peggiore, si può arrivare a shock anafilattico e successiva morte.

Un problema in crescente aumento seppure la percezione sia notevolmente superiore alla realtà. Il 25% della popolazione ritiene di avere sensibilità a qualche prodotto alimentare mentre al contrario solo il 5-8% dei bambini e il 2-3% degli adulti soffre di questi disturbi alimentari.

Per difendere i consumatori è diventato obbligatorio, dallo scorso 13 dicembre, dichiarare in modo ben visibile gli elementi costituenti gli alimenti somministrati nei ristoranti, nei bar e nelle mense.

Al momento attuale, fa sapere la FIPE (Federazone Italiana Pubblici Esercizi), però, mancano ancora due provvedimenti di natura legislativa e una circolare interpretativa che possano fare chiarezza completa sull'argomento e precisare adempimenti e sanzioni.

Per venire incontro alle denunciate difficoltà dei ristoratori, Fipe-Confcommercio ha realizzato un software e lo ha messo a loro disposizione per il tramite delle associazioni territoriali.

Tale programma facilita l'identificazione degli allergeni contenuti nei piatti preparati. Poiché fra le indicazioni che il nostro Governo non ha ancora fornito rientra anche la modalità esatta di comunicazione al cliente sugli allergeni presenti, al momento è previsto che l'elenco degli allergeni debba essere realizzato comunque in forma scritta.

In base a un sondaggio realizzato dal centro studi Fipe, risulta che la modalità più adeguata per informare il cliente per il 36% dei ristoratori è la comunicazione a voce. Il 23,7% ritiene più opportuno inserire una nota all'interno del menu, mentre il 12% del campione preferirebbe che fosse il cliente a comunicare le allergie o le intolleranze alimentari; un altro 12% ritiene più opportuno predisporre un documento specifico, cioè una sorta di libro degli allergeni.

Sta di fatto che, a giudizio di Fipe, occorrerebbe lasciare all'esercente la scelta di come comunicare alla propria clientela gli allergeni presenti nel menu.

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Sabato, 04 Ottobre 2014 11:12

“Cucina di recupero” da veri chef

Di Chiara Marando – 04 Ottobre 2014

Chi lo dice che per preparare un pasto coi fiocchi siano necessari ingredienti ricercati oppure perfettamente dosati? La cucina, come tutte le arti, è fatta anche di sentimento ed improvvisazione, inutile pensare che sia soltanto pura tecnica e perfezione. Quindi spesso basta un tocco di fantasia in più per creare dal nulla, o quasi, ricette da leccarsi i baffi.

A tutti sarà capitato di tornare a casa, aprire il frigorifero e farsi invadere dallo sconforto perché, come si dice in questi casi, ad aspettarvi  “c’era solo l’eco”. Il trucco però c’è e sta nell’ingegnarsi. Vi è rimasto un misero zucchino, una cipolla, due uova e poco di più? Niente paura, basterà far rosolare la cipolla con lo zucchino tagliato a rondelle, sbattere le uova con sale, pepe, un po’ di Parmigiano Reggiano e pangrattato, amalgamare il tutto e cuocerlo in una padella a fuoco vivace con il coperchio. Ne risulterà una frittata golosa che, grazie al pangrattato, somiglierà ad un tortino.

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Ma questo è solo un semplicissimo, e più che rapido, esempio di quello che si può fare con gli avanzi, perchè la cosiddetta “cucina di recupero” può riservare piacevoli sorprese al palato ed al portafoglio, evitando inutili sprechi. E poi diciamolo, una piccola pausa dai banchetti, dal dover preparare tutti i giorni piatti elaborati, ci vuole proprio.

Non ci crederete ma  dal nulla si possono cucinare delle tartine veloci, bastano del pane, un po’ di salume e formaggio, non importa la tipologia, ed ancora riutilizzare la pasta facendone una sempre ottima frittata oppure amalgamarla a pomodoro e scamorza per trasformarla in un delizioso sformato. Se vi è avanzato del pollo allora avanti con la creatività ed aggiungetelo ad una insalata mista, oppure frullatelo con la maionese ed i capperi per una sfiziosa bontà da spalmare sul pane, ed ancora fatene dei bocconcini croccanti impanati e fritti.

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I veri gourmet non lo ammetteranno mai, ma più o meno in tutte le cucine, ben nascoste, ci sono le zuppe in brick oppure in scatola, i salva-cena per eccellenza dei momenti più bui. Bene, anche in questo caso il risultato vi sorprenderà se aggiungerete spezie, pane casereccio, verdure oppure speck a listarelle, pochi semplici ingredienti capaci di fare la differenza. Guardate qui

Se desiderate qualche idea appetitosa  in più allora cliccate qui e troverete tante possibili combinazioni, una soluzione diversa per ogni sera oppure per una cena tra amici.

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Sabato, 10 Maggio 2014 14:48

Cibus, la vetrina del buon mangiare

Di Chiara Marando – Parma 10 Maggio 2014

Cibus, ancora una volta, si è confermata la vetrina gastronomica internazionale per eccellenza. Arrivato alla diciassettesima edizione, è diventato un appuntamento imperdibile sia per gli addetti al settore, che per i migliaia di visitatori curiosi pronti a scoprire le ultime novità degli espositori.

Quelli che si sono conclusi giovedì 8 Maggio, sono stati quattro giorni intensi. Le più importanti aziende alimentari si sono messe in mostra con sempre più spettacolari stand, veri e propri biglietti da visita appositamente studiati per stupire il pubblico e rappresentare al meglio l’eccellenza dei propri prodotti. Un turbine di voci, profumi e colori da cui farsi catturare, prelibatezze e tipicità dei più rinomati produttori, tutte da provare ed assaporare, in un tour de force di bontà, tra assaggi sfiziosi, goloserie e buon vino..

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Tanti gli eventi collaterali che hanno valorizzato questa edizione e tanti i volti famosi di testimonial, e non solo, che hanno calamitato l’attenzione: dallo chef Carlo Cracco, a Rocco Siffredi, a Max Biaggi e Carolina Kostner, ma l’elenco sarebbe ancora lungo. Anche quest’anno, un nutrito calendario di appuntamenti, presentazioni e convegni ha arricchito la manifestazione e permesso di osservare a 360 gradi non solo il mondo più propriamente legato al buon mangiare, ma anche di analizzare attentamente attualità, investimenti e possibilità di sviluppo relative all’industria alimentare.

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Mai come a Cibus vale il detto “provare per credere”, e quando si parla di sapore nulla è meglio di un buon piatto preparato ad hoc magari in uno show cooking d’eccezione con gli chef Mattia Poggi e Monica Bianchessi, oppure di un gelato d’autore ad opera del Maestro gelatiere Alfonso Poldi Allay e del Maestro Cioccolatiere della Scuola del Cioccolato Perugina Alberto Farinelli. Insomma impossibile non prendere appunti e, soprattutto, non leccarsi i baffi…dal primo all’ultimo giorno.

Venite a curiosare nella gallery!

Pubblicato in Cronaca Emilia

Cucinano meglio, ai loro piatti non si può dire di no, fanno apprezzare cibi “ostici” come verdure e legumi. Gli italiani non hanno dubbi: bocciano mamme e mogli e per salvare la qualita’ dei prodotti Made in Italy e gustare le ricette di una volta vanno dalle nonne.

 

Parma, 6 maggio 2014 -

Altro che fast food e cibi etnici, gli italiani a tavola preferiscono i sapori di una volta e per salvare il Made in Italy ben un italiano su due (49%) manda in campo la nonna. Prodotti di qualita’ (24%), ricette della tradizione (33%) e consapevolezza che da lei “si mangia meglio” (39%) sono per gli italiani i punti di forza della cucina della nonna. Mamme, mogli e fidanzate bocciate: non hanno inventiva (36%), non dosano bene i sapori (21%) e utilizzano cibi preconfezionati (23%). Unica (62%) e impareggiabile (48%), la nonna grazie alla sua esperienza e capacita’ culinaria riesce a far mangiare anche quei prodotti “ostici” come verdure (63%), legumi (56%) e ortaggi (51%). E tra i piatti preferiti trionfano lasagne (61%), polpette (53%) e torte tradizionali (48%).

E’ quanto emerge da uno studio promosso dal Polli Cooking Lab - l’Osservatorio sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscanain occasione del Cibus, condotto mediante metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1.200 Italiani tra i 20 e i 55 anni attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community per capire qual e’ il loro rapporto degli italiani con il cibo Made in Italy.

La cucina della nonna e’ la piu’ genuina, in quanto le nonne ricorrono a prodotti locali, usando al meglio ciò che la terra offre a chilometro zero – afferma il nutrizionista Andrea Strata – “Le nonne da sempre utilizzano per la preparazione dei loro piatti prodotti freschi, controllati, realizzati in maniera artigianale e che seguono il volgere delle stagioni, senza ricorrere a conservanti e ad altri prodotti industriali. Una conservazione dei principi della tradizione culinaria italiana che ha una sua valenza, anche dal punto di vista salutistico”. 

Cosa si cerca oggi a tavola? Un italiano su tre (33%) cerca rigorosamente le ricette della tradizione mentre il 24% va alla ricerca di prodotti sani e di qualita’. Solo il 17% dice che gradisce sperimentare e il 20% di volere pietanze ricercate ed elaborate. Dove possono trovare tutto quello che cercano? Un italiano su due (49%) afferma senza dubbio: a casa della nonna. Solo il 17% risponde dalla mamma e il 13% in casa propria. Giu’ anche ristoranti rinomati (8%) e trattorie di provincia (10%).

Ma cosa non piace della cucina della mamma? Per un italiano su due (53%) gli stessi piatti non hanno il sapore autentico di quelli fatti dalla nonna. Il 27% accusa un po’ di approssimazione nella preparazione mentre per il 21%  lamenta che a volte le mamme non dosano bene i sapori. E cosa non piace della cucina del partner? Ben il 36% afferma che i rispettivi partner hanno poca inventiva mentre il 23% lamenta che utilizzano troppi cibi preconfezionati,  per il 20% invece trasmettono addirittura ansia quando si mettono ai fornelli.

Perché si preferisce la cucina della nonna? Ben 4 italiani su 10 (39%) la preferiscono perché “da lei si mangia meglio”. Il 21% poi afferma che ai suoi piatti non si può dire di no mentre per il 18% perché sa esaltare al massimo la qualita’ dei prodotti Made in Italy. Il 18%, infine, preferiscono la cucina della nonna perché incarna in pieno i sapori di una volta. Ma quali sono i segreti della cucina della nonna? Per il 27% la passione e l’amore che la nonna mette nella preparazione dei piatti, per il 26% le sue ricette segrete mentre per il 23% l’utilizzo dei prodotti della terra, infine per il 19% l’esperienza acquisita in tanti anni.

Come descrivono gli italiani la cucina della nonna? Per il 62% e’ semplicemente unica. Il 48% la definisce impareggiabile, per il 36% e’ saporita e per il 32% e’ salutare. Per oltre un quarto degli italiani (27%) e’ nutriente e per il 24% deliziosa. Non manca poi chi la definisce “pesante” (19%) e chi addirittura la giudica sconfinata (14%). Ma quante volte al mese gli italiani mangiano dalla nonna? Ben il 35% afferma di andarci ogni domenica mentre il 37% almeno due domeniche al mese. Il 15% dichiara di andarci almeno una volta al mese e non manca chi afferma di passare dalla nonna ogni volta che riesce a ricavarsi qualche ora di tempo a pranzo (11%).

Ma quali sono i cibi “ostici” che la nonna riesce a far mangiare? In cima alla lista dei prodotti “poco graditi” dagli italiani ci sono le verdure (63%) come verze, cavoli e broccoli. Seguono poi i legumi (56%), fra tutti fave, fagioli e ceci. Per il 51% poi ci sono gli ortaggi in genere mentre il 42% indica alcuni tipi di formaggi dal sapore particolarmente forte. La nonna, infine, ha anche il “potere” di far mangiare non solo le zuppe e i minestroni (32%) ma anche alcuni tipi di carni particolari (come agnello e coniglio), 

Quali sono i piatti preferiti? Per ben 6 italiani su 10 (61%) non potevano che essere le lasagne, seguite dalle polpette (53%) e dalle torte tradizionali (48%). Molto gradita anche la parmigiana (44%), le focacce (37%), le frittelle (31%) e le cotolette (24%).

 

Giovedì, 01 Maggio 2014 09:50

Lazy Town partecipa a Cibus 2014

 

Lazy Town, l’amata serie live action in onda su Cartoonito (canale 46 del DTT), che fa della sana alimentazione e del movimento una fonte inesauribile di divertimento per tutti i bambini, avrà uno stand dedicato all’interno di Cibus 2014. 

 

Parma, 1 maggio 2014 -

Il Salone Internazionale dell’Alimentazione, giunto alla sua 17esima edizione, si svolgerà alla Fiera di Parma dal 05 all’08 maggio. Tra le molte aziende presenti alla manifestazione, - dalle realtà più grandi a quelle più piccole e medie, alle catene distributive estere ed italiane, ai grandi brand del made in Italy e alle nicchie del settore biologico e gluten free, -  lo stand di Lazy Town non passerà inosservato. I visitatori saranno attratti dai colori dello spazio che sarà allestito come una vera e propria bancarella del mercato con tante cassette colorate della frutta. Inoltre, i passanti avranno la possibilità di fermarsi allo stand e partecipare a un divertente gioco ispirato a Sportacus, il supereroe interpretato da Magnus Scheving creatore della serie TV e campione europeo di ginnastica e fitness. Il protagonista combatte quotidianamente contro la pigrizia, la cattiva alimentazione e la vita sedentaria degli abitanti di Lazy Town. Per i partecipanti al gioco in palio una borsa ricca di gadget brandizzati Lazy Town e una porzione di frutta da gustare durante la visita alla fiera. 

 

“Lazy Town è un concentrato di valori positivi: divertimento, energia e benessere – afferma Stefano Salis, Head of Licensing di Boing SPA. – La mission del protagonista della serie televisiva è infatti quella di spronare i bambini ad avere uno stile di vita sano, un’alimentazione corretta prendendosi cura di se stessi e allo stesso tempo divertendosi. L’educazione alimentare però è un valore che deve essere condiviso dalla famiglia, ed è per questo motivo che Lazy Town si rivolge anche ai genitori per aiutarli a crescere al meglio i propri figli. Un messaggio che è stato apprezzato anche dalla First Lady degli USA Michelle Obama che ha scelto il protagonista Sportacus come Brand Ambassador per la sua campagna “Let’s Move”, contro l’obesità infantile grazie alla diffusione della cultura del movimento e di una corretta alimentazione. La partecipazione di Lazy Town a questa manifestazione, diventata oggi punto di riferimento per la filiera agroalimentare e distributiva non è quindi casuale.” 

 

L’obiettivo di Cibus infatti non è solo quello di aumentare l’export del food made in Italy e di rivitalizzare il mercato italiano, mettendo in mostra le eccellenze e le piccole realtà industriali; ma è anche l’occasione per parlare di temi importanti come quello della nutrizione con convegni e seminari a cui partecipano anche  medici e società scientifiche. 

 

BOING LICENSING, gestisce il licensing e il merchandising di tutte le properties Boing S.p.A dirette o di terzi, è agente di tutto il portfolio Turner Broadcasting System (Adventure Time, Ben 10, Lo Straordinario Mondo di Gumball, Lazy Town, Chica Vampiro) e di properties di grande successo come, Doraemon, Il trenino Thomas, L’armadio di Chloè o Holly & Benji e dei brand di canale Boing e Cartoonito.

Con due canali TV free e due siti internet di riferimento le attività di licensing beneficiano della massima sinergia tra esposizione tv e attività promozionali, assicurando così al portafoglio di properties controllato la massima potenzialità di crescita e garantendo ai propri clienti un’offerta a 360 gradi che prevede la possibilitá di partecipare ad eventi, promozioni, pianificazioni media e operazioni speciali sui propri canali Boing e Cartoonito e quelli kids Turner Broadcasting System: Cartoon Network e Boomerang.  

 

(Fonte: ufficio stampa Cartoonito)

 

Domenica, 23 Marzo 2014 09:30

Consumi alimentari, sempre più low cost.

  

Prevale l’aspetto edonistico per il pesce rispetto alle caratteristiche nutrizionali. Analizzando dati degli acquisti rilevati dal panel famiglie Ismea GFK-Eurisko, si evince poi un deciso taglio nel segmento del fresco  

di Virgilio - Parma, 23 marzo 2014. 

Il perdurare della crisi economica incide sempre più profondamente sugli stili e comportamenti d’acquisto delle famiglie italiane anche nel settore alimentare.

L’ultima conferma arriva dalla analisi effettuata da ISMEA GFK-EURISKO nella quale si evince un deciso taglio agli acquisti di pesce fresco. “Tra le mura domestiche - sottolinea l’Istituto d’indagine ISMEA - il consumo di pesce fresco e trasformato è calato nei primi undici mesi del 2013 del 3,5% in quantità su base annua, in un contesto che vede il consumo ittico pro-capite scendere in Italia sotto la soglia dei 20 kg/annui, per la prima volta dall'inizio del nuovo millennio. Ma a far riflettere, oltre alla riduzione quantitativa, è la significativa flessione della spesa corrispettiva (-13,2% nel periodo in esame) che ben incarna il crescente orientamento degli italiani verso modelli di consumo low cost.”

L’indagine inoltre indica come lo scenario dei consumi ittici sul canale extra domestico sia legato prevalentemente a occasioni di festa e al tempo libero privilegiando il consumo in ristoranti specializzati e più frequentemente nella stagione estiva. A dimostrazione di un atteggiamento più orientato alla soddisfazione del palato piuttosto che a un consumo qualitativo  più ampio. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

Pubblicato in Agroalimentare Emilia
Mercoledì, 19 Febbraio 2014 09:26

Villa Minozzo, il convegno "Dimagrire mangiando bene"

"Dimagrire mangiando bene" è il tema del convegno che si terrà domenica pomeriggio 23 febbraio, dalle 16, al teatro I Mantellini -

Villa Minozzo, 19 febbraio -

"Dimagrire mangiando bene" è il tema del convegno che si terrà domenica pomeriggio 23 febbraio, dalle 16, al teatro I Mantellini, indetto dalle associazioni Villacultura e Ladri di Idee.
L'iniziativa, aperta al pubblico, avrà per tema l'alimentazione nella società di oggi. Relatrice sarà la dottoressa Laura Magnani, che tratterà del rapporto del mondo moderno con il cibo e delle strategie per perdere peso.
Sarà infine possibile visitare la mostra fotografica collettiva a tema "salute e benessere".

In allegato scaricabile la locandina 

(Fonte: Associazione culturale Ladri di Idee)

Pubblicato in Dove andiamo? Emilia
Domenica, 16 Febbraio 2014 10:31

“Sono come mangio”

 

 

Dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano una campagna di educazione alimentare alla quale è abbinato il concorso “Avventura al Caseificio”. 

Coinvolte scuole di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e istituti della capitale. 20.000 giovani e 1.000 insegnanti.

 

Reggio Emilia, febbraio 2014  - Partirà a giorni la più ampia campagna di educazione alimentare mai realizzata dal Consorzio del Parmigiano all’interno delle scuole primarie di cinque regioni del centro-nord e della capitale.

Ventimila alunni e 1.000 insegnanti saranno infatti coinvolti nell’operazione “Sono come mangio”, un innovativo viaggio nel cibo e nelle abitudini alimentari, nella storia dei prodotti italiani, ma prima di tutto nell’educazione dei sensi ad un miglior consumo degli alimenti quotidiani, con il Parmigiano Reggiano che fungerà da collegamento tra le diverse discipline scolastiche (dalla storia alla geografia, alle scienze, alla matematica).

“Vi sono due grandi obiettivi che perseguiamo con questo nuovo progetto”, sottolinea il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai. “In primo luogo – spiega il presidente dell’Ente di tutela – puntiamo a far sì che i ragazzi siano più consapevoli della ricchezza del nostro Paese proprio sul versante dell’offerta alimentare e, soprattutto, dello straordinario legame che esiste tra prodotti e territorio, valorizzando in tal modo anche la storia, la cultura, le tradizioni, le risorse ambientali che danno origine ai nostri alimenti; contestualmente, intendiamo offrire agli insegnanti nuovi strumenti e metodologie per sviluppare al meglio quelle responsabilità che li hanno progressivamente investiti anche sul versante dell’educazione alimentare, concepita come strumento fondamentale per una più ampia educazione alla salute e al benessere psico-fisico”.

Il progetto del Consorzio sarà sviluppato con la collaborazione della cooperativa Creativ di Reggio Emilia e prevede un articolato percorso formativo all’interno delle scuole aderenti sino al prossimo mese di giugno.

“Grazie a metodologie interattive e coinvolgenti e all’uso dei linguaggi preferiti dai bambini e dai ragazzi (ludico, musicale, espressivo, corporeo, ecc.) – sottolinea il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti – i giovani studenti acquisiranno gli strumenti per conoscere e riconoscere meglio i cibi e saranno guidati ad abitudini alimentari sane, ampliando ed affinando conoscenze e, soprattutto, allenando i cinque sensi ad un rapporto inedito (specie per ciò che riguarda il tatto, i colori e i “suoni” del cibo) con ciò che consumano e con ciò che non deve mancare nella loro alimentazione”.

“Sono come mangio” – come si è detto – coinvolgerà diverse scuole di Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, unitamente ad una serie di istituti di Roma, con particolare riguardo alle ultime due classi delle elementari e alle prime medie.

Al progetto è anche abbinato il concorso Avventura al caseificio”, rivolto alle classi che effettueranno visite guidate ad un caseificio del Parmigiano Reggiano. A quanti realizzeranno la migliore presentazione multimediale dell’esperienza saranno assegnati una LIM (Lavagna Interattiva Multimediale ndr), un videoproiettore e un computer portatile.

Al progetto è stata dedicata una specifica sezione del sito del Consorzio (www.parmigianoreggiano.it), con una parte accessibile a tutti e una, invece, riservata agli insegnanti accreditati.

(CFPR)

Pubblicato in Agroalimentare Emilia

 

Legumi e cereali secchi.

-  gennaio 2014 –

I consumatori ricercano alimenti naturali per vivere meglio e in salute? I legumi e cereali secchi Valfrutta sono la risposta migliore per un’alimentazione sana ed equilibrata.

L’alimentazione diventa sempre più centrale nelle nostra vita, un concentrato di significati materiali e culturali. Il nostro modo di alimentarci sta cambiando, incorporando sempre più valori: il gusto, la convivialità, il benessere, la ‘buona esperienza’.

Valfrutta sa che alcuni alimenti, come cereali e legumi, sono un elemento essenziale per un’alimentazione sana ed equilibrata in linea con la dieta mediterranea.

Proprietà uniche

Ricchi di principi nutritivi – carboidrati, fibre, proteine, sali minerali e vitamine – e con pochi grassi, in grado di ridurre l’assunzione di calorie, i legumi e i cereali sono la proteina per eccellenza sostitutiva della carne. Versatili in cucina, sono una  naturale risposta e un’alternativa  economica per nutrirsi correttamente. Per questi motivi Valfrutta lancia la nuova linea di legumi e cereali secchi puntando sul benessere naturale di prodotti semplici e tradizionali. Ogni prodotto della gamma è stato accuratamente selezionato dalle zone di coltivazione dell’Italia e di altri paesi più vocati. La gamma è composta dai Classici, dalle Zuppe Regionali e dalle Zuppe del Benessere. I Classici comprendono i Borlotti, i Ceci, il Farro, l’Orzo, le Lenticchie giganti, le Lenticchie mignon, i Tondini, i Piselli spezzati e le Fave spezzate: 8 referenze confezionate tutte in sacchetti da 500 grammi, ad eccezione delle Fave spezzate proposte nel formato da 400 grammi. Il sacchetto, trasparente, per una migliore visibilità del prodotto, è anche stand up il tutto per comunicare la massima qualità.

Le Zuppe Regionali propongono il meglio della tradizione italiana in mix gustosi e nutrienti. Confezionate in sacchetto opalino da 250 grammi sono disponibili in 3 versioni:

• la Zuppa toscana, con fagioli occhio nero (20%), fagioli great northern (20%), fagioli tondini (20%), ceci (20%) e farro perlato (20%);

•  la Zuppa Umbra, con lenticchie eston (40%), orzo perlato (20%), grano saraceno decorticato (20%) e cicerchia decorticata (20%);

• la Zuppa Pugliese, con fave intere (20%), fave spezzate (20%), ceci (20%), piselli verdi spezzati (20%) e fagioli cannellini (20%).

Le Zuppe del Benessere sono un mix di legumi e cereali secchi selezionati con cura per offrire ogni giorno gusto e proprietà nutritive in un piatto unico facile da preparare. Confezionate in sacchetto opalino da 250 grammi comprendono:

• la Zuppa Ricca con orzo perlato (20%), fagioli cannellini (20%), piselli verdi spezzati (15%), ceci decorticati (15%), fagioli borlotti (15%) e lenticchie eston (15%) – Una zuppa ad alto contenuto di fibre e fonte di Ferro, con un basso contenuto di grassi e un alto contenuto di proteine;

• la Zuppa Leggera con riso integrale (30%) , piselli verdi spezzati (50%) e fagioli azuki verdi (20%) – Una zuppa con -30% di grassi e fonte di Fosforo, a bassissimo contenuto di grassi e di sale rispetto alla media delle zuppe secche più vendute;

• la Zuppa Fibra con orzo perlato (30%), avena decorticata (30%), lenticchie eston (30%) e fave spezzate (10%) – Una zuppa ad alto contenuto di fibre, fonte di Vitamina B6 e a bassissimo contenuto di sale. La gamma Legumi e Cereali secchi Valfrutta si rivolge ad un consumatore consapevole che la qualità della propria alimentazione va ricercata in prodotti semplici, nei quali l’equilibrio di preziosi contenuti nutrizionali è elemento essenziale.

La Qualità è garantita da Vaòfrutta leader incontrastato del delle conserve vegetali e protagonista del mercato verde.  (Valfrutta)

Il tempo medio di conservazione per i Classici, per le Zuppe regionali e per le Zuppe del Benessere è di 18 mesi.

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