Sabato, 11 Luglio 2026 07:44

RIFIUTI: UIL Modena dice No agli aumenti delle tariffe.

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I cittadini non possono pagare il conto di un sistema di scatole cinesi

Dichiarazioni di Roberto Rinaldi, coordinatore UIL Modena

Modena, 10 luglio 2026 - La UIL di Modena esprime una netta e ferma contrarietà rispetto ai rincari delle tariffe sui rifiuti approvati nell'ultimo consiglio d'ambito di Atersir. Riteniamo inaccettabile che, ancora una volta, si scarichino sui bilanci delle famiglie e dei lavoratori costi crescenti per un servizio pubblico essenziale, in particolare all'interno del bacino gestito da Hera.

Ci troviamo di fronte ad un paradosso intollerabile. Da un lato, il gestore Hera continua a registrare utili significativi e a redistribuire ricchi dividendi ai propri azionisti. Dall'altro, i cittadini si vedono recapitare bollette sempre più pesanti.

Come sindacato, non possiamo non denunciare il corto circuito politico e gestionale che vede protagonisti i Sindaci del territorio. Gli stessi primi cittadini che siedono in Atersir e approvano gli aumenti tariffari sono, in quota parte, i proprietari delle stesse aziende che gestiscono il servizio e che quegli utili li incassano. Si tratta di una vera e propria tassa occulta: i Comuni utilizzano i dividendi per far quadrare i propri bilanci comunali, salvo poi scaricare la colpa dei rincari sul gestore o sulle decisioni tecniche di Atersir. Un gioco di specchi e di responsabilità che non è più tollerabile.

Non si possono chiedere sacrifici ai cittadini mentre i bilanci delle multiutility e le casse comunali beneficiano dei medesimi rincari. Il voto spaccato e le forti tensioni registrate tra i sindaci nell'ultima assemblea dimostrano che il sistema ha raggiunto un punto di rottura, e noi della UIL  affermiamo che han fatto bene quei sindaci che si sono opposti con fermezza dicendo NO all’aumento delle tariffe, condividendo quindi la battaglia che la UIL Emilia Romagna sta portando avanti in tutti i territori chiedendo la diminuzione della tassazione, la tutela dei cittadini per recuperare potere d’acquisto con azioni concrete anche su questo versante.  

 È evidente che qualcosa non funziona se la gestione dei servizi ambientali si trasforma in uno strumento di pura riscossione finanziaria a danno della comunità.

Solo sul comune capoluogo già lo scorso anno denunciammo che l’aumento medio del 5,85 %, da 281 euro a 297 euro ( campione che tiene conto di un nucleo familiare composto da 4 componenti con un’abitazione di 80 mq, dati del centro studi della UIL Nazionale), andava nella direzione opposta rispetto alle richieste fatte, ovvero quello del blocco dell’aumento in mancanza di una discussione tecnica approfondita.

In tutto ciò molte amministrazioni locali hanno avviato la pratica della tariffazione puntuale che, a quanto pare, anziché essere un sistema premiante per i cittadini che svolgono in modo meticoloso la raccolta differenziata, sta diventando un alibi per trasferire sui cittadini le responsabilità di inefficienze strutturali che spettano alle amministrazioni ed ai gestori del servizio.

La gestione dei rifiuti non può continuare ad essere un’emergenza pagata soprattutto da chi ha meno e chiede bollette più eque, servizi migliori ed un sistema ambientale davvero sostenibile.  

Pertanto chiediamo un cambio di rotta immediato:

  • Basta alla logica del profitto sui servizi pubblici essenziali: gli utili generati dalla raccolta rifiuti devono essere interamente reinvestiti per abbassare le tariffe e migliorare il servizio, non per fare cassa.
  • Trasparenza reale nei confronti dei cittadini: i Sindaci si assumano la responsabilità politica delle scelte fatte nei tavoli di Atersir, senza nascondersi dietro tecnicismi.
  • Apertura di un tavolo di confronto sociale: la gestione dei beni comuni e la sostenibilità economica delle famiglie devono tornare al centro dell'agenda politica locale.

Continueremo a vigilare e a mobilitarci per difendere tutti i cittadini contro ogni forma di tassazione ingiustificata

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