Secondo i protocolli, ai pazienti oncologici devono essere garantiti percorsi diretti, programmati direttamente dalle strutture sanitarie, senza passare dal CUP.
La paziente, alla quale va la nostra vicinanza, si è quindi trovata suo malgrado – in una condizione già particolarmente difficile – di fronte a un caso in cui è evidente la presenza di un errore. Un errore che è indispensabile accertare e chiarire, non solo per verificare eventuali responsabilità, ma anche per evitare che episodi simili possano ripetersi.
Siamo rimasti inoltre stupiti dal fatto che, di fronte a una situazione che era dovere della direzione generale comprendere e risolvere, nel corso del servizio giornalistico si sia verificato un rifiuto a un incontro di chiarimento che, insieme alle dovute scuse, sarebbe stato un atto istituzionale necessario.
Solo in un secondo momento la paziente è stata ascoltata e rassicurata sulla rapida esecuzione dell’esame.
Come UIL, a tutela del buon nome di tutti i professionisti della sanità che operano nell’ospedale di Parma e delle cittadine e dei cittadini che si rivolgono a questo importante presidio sanitario, ci auguriamo che questa vicenda rappresenti un monito e un punto di svolta, affinché situazioni analoghe non si ripetano.
Come UIL di Parma unitamente a tutto il nostro gruppo dirigente, ribadiamo che da anni denunciamo criticità strutturali di un sistema sanitario sottoposto a continui e talvolta frenetici mutamenti organizzativi, che non sono stati ancora affrontati con la necessaria urgenza.
La carenza di medici continua ad alimentare l’allungamento delle liste d’attesa, in particolare in specialità come oculistica, otorinolaringoiatria, endocrinologia e dermatologia, dove i tempi risultano spesso non accettabili, costringendo molti cittadini a rivolgersi al privato o a rinunciare alle cure.
A ciò si aggiunge la necessità di un coordinamento più efficace lungo l’intera filiera clinica e organizzativa: dagli specialisti ai servizi amministrativi, fino ai punti di prenotazione.
Non si mette in discussione l’onorabilità e la professionalità dei dipendenti dell’ospedale, degli operatori dei front office e dei centralini, ma emerge con chiarezza l’esigenza di un sistema più integrato, capace di evitare errori e rimpalli che ricadono soprattutto sui pazienti più fragili.
Da anni poniamo il tema delle liste d’attesa in tutte le sedi istituzionali, a partire dalla Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria.
Il recente Osservatorio comunale rappresenta un passo nella direzione giusta, ma servono interventi immediati e concreti.
Parma,1/4/ 26
UIL EMILIA ROMAGNA
Sede di Parma
Coordinatore
Fabio Piccinini












































































