Mercoledì, 26 Novembre 2025 16:16

News sindacali dal Policlinico di S. Orsola

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Rubrica di approfondimento sindacale in ambiente di aziende sanitarie. Intervista al dirigente Emanuele Battimelli

di Peppe Raucci Bologna , 26 Novembre 2025


S.Orsola_BO_26nov25_1.jpegEmanuele Battimelli
è dirigente sindacale e membro Rsu per l’organizzazione sindacale Fials Bologna all’interno del Policlinico di S.Orsola dove analogamente svolge l’attività di operatore socio sanitario dal 2004. Ricopre anche il ruolo di Rls aziendale già da diversi mandati. Abbiamo sentito la sua posizione su alcuni aspetti inerenti il mondo del lavoro sanitario considerata la sua lunga esperienza in ambito sindacale di oltre 20 anni.

Battimelli, recentemente c’è stato un vespaio di polemiche, anche a mezzo stampa e web per la dichiarazioni del Governatore De Pascale in merito alla migrazione sanitaria ricordando però  che è un fenomeno in atto da numerosi anni. Quali sono le sue considerazioni in merito?

Le dichiarazioni del governatore De Pascale sono a mio parere l’esempio plastico di come la politica sia caduta ad un livello cosi basso perdendo palesemente valori etico morali e sopratutto il distacco dalla realtà con i cittadini. Un uomo politico, navigato, che conosce un minimo le dinamiche sanitarie avrebbe potuto evitare esternazioni di questo tipo davvero infelici. Inoltre voglio prendere spunto dalle affermazioni recenti, anche a mezzo stampa, di alcuni ex primari da pochissimo usciti dalle aziende sanitarie - bolognesi per pensionamento che hanno chiaramente, affermato, l’esatto contrario rispetto al pensiero di De Pascale.

Gli ex primari hanno espressamente, dichiarato, che gli veniva invece suggerito di prendere pazienti anche da fuori regione. Tutto ciò apportava, ovviamente,  risorse economiche alla Regione Emilia - Romagna con il sistema dei rimborsi. Sono amareggiato per le esternazioni del governatore De Pascale alla luce anche della circostanza, inconfutabile, che maggioranza del personale medico e del comparto sanitario arriva da altre regioni italiane dando un contributo fondamentale in termini umani e di professionalità al buon andamento delle aziende emiliano - romagnole. Mi piacerebbe chiedere al Presidente della Regione con quale personale intende portare avanti le aziende sanitarie senza il significativo apporto dei professionisti provenienti da altre realtà in particolare del centro - sud Italia.

Ad ottobre avete scioperato ed analogamente fatto un presidio decisamente partecipato nel quartiere Saragozza con la marcia per la sanità fino alla basilica di S.Luca. Avete avuto un riscontro considerevole di adesioni allo sciopero con percentuali del 42%.  Per quali motivazioni avete scioperato e quali saranno le prossime ulteriori iniziative sindacali di lotta che metterete in campo al Policlinico?

Il 27 ottobre abbiamo fatto una passeggiata simbolica dall’arco del Meloncello alla basilica di S. Luca per mettere in risalto le enormi difficoltà in ambito sanitario, attualmente in essere, soprattutto per l’enorme disavanzo economico oltre a lista di attesa infinite per i cittadini e le croniche difficoltà del personale in costante affanno organizzativo.

E’ stato un evento molto partecipato anche perché gli elementi a cui ho fatto riferimento che sono molto sentiti sia da i lavoratori delle aziende sanitarie sia ovviamente dalla cittadinanza che fruisce di servizi in questo momento molto rallentati.

A differenza di altre organizzazioni sindacali non abbiamo nessuna remora a contrastare politiche che stanno affossando il servizio sanitario in Emilia - Romagna. Non a caso siamo il primo sindacato autonomo, in ambito sanitario, in Regione perché i lavoratori apprezzano il nostro operato privo di qualsiasi logica politica. Sono realmente fiero ed orgoglioso di fare parte di questa organizzazione sindacale perché noi agiamo con il cuore, per il bene del sistema sanità,  senza nessun secondo fine.

In Emilia Romagna c’è un alta percentuale di lavoratori della sanità prescritti eppure nessuna professione sanitaria è giuridicamente ancora riconosciuta come lavoro usurante. Alla luce di questo rilevante aspetto, perché le aziende sanitarie, come per esempio anche il S.Orsola, non danno un segnale importante di cambiamento cercando di ridurre i carichi con più assunzioni e attrezzature e  potenziando anche il welfare aziendale possibile aspetto attrattivo per i lavoratori che ad oggi risulta carente?

In generale c’è un forte disinteresse per la tutela e la sicurezza lavorativa ed ergonomica del personale in particolare sui carichi di lavoro che sono davvero importanti in azienda.  Da tempo immemore i lavoratori sono costretti a lavorare in situazioni emergenziali e di sotto - organico alla luce di un aspetto davvero in contro - tendenza rispetto al recente passato ossia il personale reclutato ha una massiccia percentuale di dimissioni volontarie. Il legislatore dovrebbe comprendere che il nostro è un lavoro estremamente complesso e complicato che dovrebbe prevedere senza il minimo dubbio il riconoscimento di “lavoro usurante” e un tetto pensionabile anticipato rispetto ad altre tipologie lavorative. Rilevo, anche,  che il personale lascia per un città come Bologna, non più attrattiva, per un alto costo della vita in particolare sul reclutamento di alloggi. Oltre ad essere sindacalista sono anche Rls aziendale e la mia premura e attenzione per la sicurezza dei lavoratori è massimale. A tal riguardo insieme ai miei colleghi stiamo intensificando il numero dei controlli in azienda al fine di verificare la corretta e adeguata sussistenza delle condizioni minime di sicurezze ed ergonomiche , il funzionamento delle attrezzature  e  l’adeguatezza degli ambienti di lavoro.

Per quanto riguarda il welfare aziendale mi limito solo a dire che di fatto è inesistente. Ci stiamo attrezzando per importanti iniziative sindacali e di lotta anche su questo importante aspetto per il personale del Policlinico di S.Orsola che invito a seguirci. Ricordo anche le svariate vertenze, attualmente attive, tra cui il riconoscimento al diritto del buono pasto che la Fials sta portando avanti con un importante riconoscimento ottenuto dal Tribunale di Bologna sezione Lavoro.

Le sue considerazioni sulla questione progetto spogliatoi dinamici che hanno suscitato molto malcontento tra i lavoratori del Policlinico di  S.Orsola.

Su questa questione vorrei dire c’è davvero poca comprensione di cosa sia il nostro lavoro e credo di poter affermare che questo tipo di risorse poteva essere investito chiaramente in modo differente anche per il miglioramento infrastrutturale degli attuali spogliatoi. Questo tipo di sistema non è praticabile in quanto non funzionale alla tipologia di lavoro che svolgiamo in azienda. Inoltre i lavoratori non sono stati in alcun modo coinvolti in questo progetto che lo ribadisco mi sembra davvero poco comodo per la nostra professione.

Rilevo anche una questione proprio di praticità oltre che di igiene stessa rispetto all’utilizzo di un classico armadietto personale. Piuttosto utilizziamo importanti risorse per il potenziamento ad esempio degli ascensori ai padiglioni più datati che sono spesso soggetti a guasti. Ciò evidentemente rallenta tutte le attività lavorative oltre a poter procurare potenzialmente disagi ai lavoratori e ai pazienti stessi nei frequenti trasporti per visite ed esami.

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