Esiste un luogo dove la pasta ha smesso di essere solo cibo per farsi storia industriale e identità nazionale. A Sansepolcro, dove nel 1827 nacque il primo pastificio Buitoni, si è appena conclusa la seconda edizione di Primi dei Primi, un festival che ha trasformato il borgo medievale in una capitale della gastronomia d’autore. Con settemila chili di pasta serviti e un balzo del 15% nelle presenze, la manifestazione ha dimostrato come la tradizione possa diventare un linguaggio contemporaneo e universale.
L'appuntamento non è stato solo una rassegna gastronomica, ma una vera festa collettiva che ha coinvolto l'intero borgo medievale. Sotto la direzione tecnica di Fausto Arrighi, storico direttore della Guida Michelin, ha schierato una "nazionale" di trenta chef impegnati a reinterpretare l’identità della pasta italiana. Il percorso del gusto si è snodato in una Piazza Torre di Berta trasformata per l’occasione in un suggestivo campo di grano a cielo aperto, dove l’alta cucina ha dialogato con la sapienza popolare delle "nonne del borgo" e star dei social come Nonna Natalina.
Il prestigio dell’evento è stato suggellato dalla presenza del Maestro Igino Massari e da sette stelle Michelin, espressione di territori e visioni differenti. Dalla "cucina della memoria" di Fabrizio Girasoli, alla cucina di frontiera dello sloveno Filip Matjaž, passando per le innovazioni di Andrea Impero e i profumi mediterranei che incontrano le Alpi nei piatti di Mario Porcelli.

In questo mosaico di eccellenze, un rilievo particolare spetta a chi ha saputo raccontare il rigore e la creatività della cucina emiliana in terra toscana: Luca Marchini. Titolare del ristorante L’Erba del Re a Modena e stella Michelin dal 2008, Marchini rappresenta un ponte naturale tra queste due realtà, essendo aretino di nascita ma modenese d’adozione.
Accanto ai colleghi stellati, ha portato a Sansepolcro non solo la sua tecnica, ma una visione profonda del ruolo dello chef come interprete culturale. “C’è qualcosa di geniale e importante nel recuperare tradizioni che appartengono a un territorio, lasciando che a interpretarle siano anche chef che arrivano da altre realtà. Un’iniziativa che non è la celebrazione chiusa di una tradizione, ma la sua evoluzione attraverso lo sguardo altrui”, ha dichiarato lo Chef Marchini.

Tra la scenografica spaghettata di mezzanotte e mostre dedicate alla storia del lavoro femminile nel settore pastaio, Sansepolcro ha gettato le basi per il futuro. Il save the date con la terza edizione è già fissato per il 2027: un’occasione per ritrovare l’eccellenza degli chef in un contesto capace di rinnovare, senza retorica, il piatto simbolo dell’Italia.

