Martedì, 03 Febbraio 2026 07:58

Dal terapeuta al recruiter: i lavori poco conosciuti nel campo della psicologia In evidenza

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Di redazione (Quotidianoweb.it), 2 febbraio 2026 - Quando si parla di psicologia, la prima immagine che viene in mente è spesso quella del terapeuta o dello psicologo clinico, che lavora a contatto diretto con i pazienti per aiutarli a superare momenti di difficoltà o disturbi psicologici.

Questa visione però rappresenta solo una delle tante strade percorribili. Negli ultimi anni, complice l’evoluzione del mercato del lavoro e il crescente interesse per il benessere mentale e organizzativo, sono nate moltissime figure professionali che applicano le conoscenze psicologiche in contesti alternativi: dalle aziende alle scuole, fino al mondo digitale. Abbiamo realizzato una panoramica dei lavori poco conosciuti ma molto richiesti, nel campo della psicologia.

La formazione per lavorare in ambito psicologico

Prima di addentrarci nelle nuove professioni psicologiche, è bene sapere che per lavorare in ambito psicologico, bisogna conseguire una laurea in psicologia e proseguire con un percorso post-laurea per perfezionare alcune competenze. Molti ruoli, infatti, richiedono non solo competenze psicologiche, ma anche conoscenze nella gestione dei gruppi, nella comunicazione interculturale e nella psicologia delle organizzazioni. Insomma, per lavorare nel campo della psicologia c'è davvero l'imbarazzo della scelta. La materia appare a prima vista molto specifica, ma i percorsi universitari utili per accedere ad alcune di queste professioni in realtà sono molteplici. In diversi casi è possibile acquisire infatti le giuste competenze anche attraverso la laurea in scienze della formazione primaria o in scienze dell'educazione e della formazione se non seguendo i classici corsi della laurea triennale di psicologia online, dato che la frequentazione accademica dal vivo non è sempre obbligatoria. Un esempio di università che offre un approccio formativo flessibile e completo in questo senso è l’Università degli Studi Niccolò Cusano, con la possibilità di studiare da casa e fare gli esami nelle sedi sul territorio.

Psicologia e risorse umane: recruiter, HR e career coach

Uno degli sbocchi più interessanti per chi ha una formazione in psicologia riguarda la gestione delle risorse umane. L’HR specialist o responsabile delle risorse umane, ad esempio, utilizza principi di psicologia del lavoro per selezionare, motivare e supportare i dipendenti e le dipendenti di un’azienda. In questo contesto si inserisce anche la figura del recruiter, un professionista che valuta attitudini, competenze e tratti di personalità dei candidati per individuare la persona più adatta a ricoprire un determinato ruolo. Un’altra evoluzione di questo profilo è il career coach, esperto in orientamento e sviluppo professionale, che accompagna studenti o lavoratori nella ricerca di una direzione più coerente con le loro aspirazioni.

Psicologia in azienda: formazione e gestione del clima organizzativo

Le aziende moderne sanno che il benessere dei dipendenti è una leva strategica per migliorare la produttività e la fidelizzazione. Secondo un recente studio condotto da Wellhub, il 54% dei CEO italiani è convinto che il benessere in azienda è fondamentale per il successo finanziario ed è quindi importante investire in programmi di welfare aziendale utili a motivare i collaboratori e a renderli più coinvolti nelle attività aziendali. Per far fronte a questa necessità ci sono figure come il formatore aziendale, che organizza percorsi di aggiornamento e sviluppo delle soft skills e il consulente del benessere organizzativo, che analizza il clima interno all’impresa per promuovere un ambiente di lavoro più equilibrato.

Mediazione e orientamento: psicologia al servizio delle relazioni

Accanto alle figure più aziendali, continuano a crescere le professioni legate alla gestione dei conflitti e all’educazione. Il mediatore familiare, ad esempio, interviene nei casi di separazione o disagio intrafamiliare per facilitare la comunicazione e favorire accordi condivisi. Si tratta di un ruolo delicato, che richiede capacità di ascolto, empatia e una solida conoscenza dei meccanismi relazionali. Analogamente, il consulente in orientamento scolastico supporta adolescenti e giovani adulti nella scelta del percorso di studi o della carriera. In un contesto in cui l’offerta formativa è sempre più diversificata, il suo ruolo diventa cruciale per evitare dispersione scolastica e migliorare l’allineamento tra interessi, talenti e obiettivi personali. Vista la crescente richiesta di psicologi a scuola, a gennaio 2025, il Governo ha istituito il Fondo per il servizio di sostegno psicologico degli studenti, con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2025 e 18,5 milioni di euro all'anno dal 2026. Una scelta che ha l'obiettivo di sostenere il comparto educativo in un momento storico molto delicato per la salute mentale, a fronte anche di una nuova consapevolezza sull'importanza di prendersi cura della propria psiche. Questo apre le porte a nuove opportunità per chi opera nel campo della psicologia.

Redazione

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